La polizia indiana ha arrestato 10 ragazzi, colpevoli di aver giocato a PUBG

By Marcello Ruina, giovedì, 14 marzo 2019 18:44 GMT

Da una settimana PUBG è bandito dalla città indiana di Rajkot e 10 persone sono già state arrestate per averlo giocato sui propri cellulari.

Una settimana fa, la città indiana di Rajkot aveva messo al bando PUBG, giudicandolo un pericolo per i giovani, sostenendo che istigasse alla violenza e creasse dipendenza patologica.

Il bando indiano recita quanto segue:

Siamo venuti a conoscenza da vari media che il gioco PUBG sta portando ad un atteggiamento violento i nostri giovani. Il gioco ha anche un impatto sugli studi, sul comportamento, sulla condotta e sul linguaggio dei bambini e dei giovani. Tenendo presente la sicurezza della sicurezza pubblica e il mantenimento dell’ordine pubblico, impongo il divieto di giocare al gioco PUBG.“.

I trasgressori possono essere due: sia colui che sta giocando il gioco, sia chi è al corrente che qualcuno lo sta giocando e non lo riporta alle autorità. Entrambi possono esser puniti alla stessa maniera e in egual misura.

Sebbene questo bando possa apparire estremo, se non addirittura insensato, pare che non ci sia niente di falso, anzi. In una settimana, infatti, la polizia di Rajkot ha arrestato ben 10 persone, fra cui sei laureati, colpevoli di aver giocato PUBG sui propri dispositivi.

pubg

Il commissario di polizia Manoj Agrawal, colui che per primo aveva istituito il bando, ha dichiarato che finora sono stati registrati 12 casi. Secondo quanto dichiarato, non c’è stato alcun arresto, solo fermi preventivi con cauzione:

Si tratta di un fermo con cauzione. Le persone sono state registrate, ma non c’è alcun arresto. Secondo la procedura, saranno immediatamente rilasciati dalla polizia. Il caso andrà successivamente in tribunale, dove saranno processati per non aver seguito le regole.“.

I primi “fermi” sono giunti lo scorso mercoledì, quando il Rajkot Special Operations Group (SGO) arrestò tre giovani: un dipendente di una ditta privata, un lavoratore occasionale e un laureato disoccupato, proprio vicino al quartier generale della polizia.

La nostra squadra ha colto in flagrante questi giovani. Sono stati presi in custodia dopo esser stati scoperti a giocare a PUBG. Abbiamo registrato due casi contro di loro, in base alla Sezione 188 dell’IPC per aver violato la notifica emessa dal Commissario di polizia e ai sensi dell’articolo 35.“.

La polizia ha inoltre confermato di aver sequestrato i telefoni cellulari dei trasgressori “ai fini dell’indagine”. La cosa “buffa” è che, stando al commissario, i ragazzi erano talmente impegnati a giocare che non si sono accorti dei poliziotti in procinto di arrestarli.

Oltre ai suddetti tre ragazzi, in seguito sono stati arrestati altri sei studenti universitari, sempre colpevoli di aver giocato a PUBG, fuori dal proprio collage e vicino alle bancarelle del fast-food.

La polizia ha controllato il proprio cellulare per verificare se il gioco PUBG fosse in esecuzione e ha anche controllato la cronologia sul proprio telefono. Abbiamo presentato sei diversi casi contro di loro.“.

Le forze dell’ordine hanno confermato che a tutti e dieci i poveracci è stata concessa la libertà su cauzione.

Cosa ne pensate? Secondo voi mettere al bando PUBG servirà a qualcosa per i giovani indiani? Oppure l’India potrebbe occuparsi di altri problemi?

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