Anthem – Recensione

By Giovanni Panzano, venerdì, 22 febbraio 2019 14:43 GMT

Abbiamo di nuovo indossato uno Strale per combattere i pericoli di Bastion e proporvi la nostra recensione di Anthem.

Che gioco è

Anthem è un action-RPG in terza persona dalla forte componente cooperativa e ambientato in un mondo in continua evoluzione. Si tratta di un titolo ben diverso rispetto ai classici prodotti targati Bioware, dal momento che questa volta il comparto narrativo sarà più che altro un pretesto per spedirci qua e là a massacrare mob e accumulare loot.

In Anthem vestiremo i panni di uno Specialista e, come tutti i nostri colleghi, avremo il compito di proteggere Fort Tarsis dai numerosi pericoli che incombono, primo fra tutti il Dominio. Ogni Specialista non combatte a mani nude e, pertanto, indossa un’armatura altamente tecnologica chiamata Strale. Ciascuna di esse possiede abilità e sistema di movimento unici che ne differenziano così il gameplay in maniera sensibile.

anthem strale

Cosa ci piace

C’è poco da discutere quindi, l’elemento che più coinvolge dell’ultima fatica di Bioware è proprio il gameplay. Anthem non è un banale shooter in terza persona e le possibilità date al giocatore sono tantissime. Poiché ognuna delle 4 classi è completamente diversa dalle altre, si viene stimolati ad adottare uno stile di gioco diverso in base allo Strale utilizzato. Con l’Intercettore saremo costantemente in corsa alla ricerca di bersagli da indebolire o colpire corpo a corpo, mentre Tempesta veglia sugli alleati dall’alto, lanciando incantesimi elementali che, se combinati, risultano essere devastanti. Il Colosso funge invece da tank attirando a sé l’attenzione degli avversari e il Guardiano è il classico personaggio a tutto tondo.

Tutti gli Strali possiedono poi la capacità di volare per lunghe distanze e 4 specifiche abilità attive che si ricaricano molto in fretta. Sparare è solo una delle possibilità e nella costruzione della vostra build potrete seriamente prendere in considerazione di mettere le armi da fuoco in secondo piano. Un esempio pratico è la build che abbiamo creato per la nostra Tempesta, alla quale è stato applicato un bonus ai danni delle abilità e, contemporaneamente, un malus ai danni con fucili e pistole. In questo modo potevamo lanciare potenti sfere infuocate per distruggere i nemici minori in un solo colpo.

Completare attività in giro per Bastion serve unicamente ad accumulare oggetti utili a potenziare sempre più lo Strale. Proprio come in Diablo ci sarà una pioggia di loot al termine di ogni missione o evento pubblico, la maggior parte della quale andrà distrutta per ricavarne materiali per il crafting. Da questo punto di vista il gioco riesce a dare grandi soddisfazioni, soprattutto per gli utenti più smanettoni che sapranno incastrare le componenti leggendarie e mitiche per affrontare le 3 difficoltà Grandmaster.

Cosa non ci piace

Nonostante Anthem poggi su basi di gameplay più che solide, non possiamo ritenerci pienamente soddisfatti della componente narrativa. Per quanto il mondo di gioco sia ben realizzato, la trama non riesce a coinvolgere e durante alcuni dei dialoghi secondari con i vari NPC sarete tentati di cliccare sul tasto “salta”. Le stesse scelte da compiere nel corso di alcune conversazioni non portano a conseguenze concrete, ma solo a piccole varianti nei dialoghi successivi con quel determinato personaggio.

Un’altra nota dolente è rappresentata dall’endgame, il quale non riesce ad offrire una varietà adeguata di attività da affrontare. Rispetto a titoli quali Destiny, manca la presenza di missioni più complesse e in grado di tenere alta l’attenzione del giocatore. Le 3 Roccaforti, equivalenti agli assalti del titolo Bungie, non riescono infatti a tenere testa ai raid. Sebbene il grinding sia alla base di ciascun titolo di questo genere, per tenere incollati i giocatori allo schermo occorre comunque un pizzico di varietà. In Anthem non vi è poi molta differenza tra un evento pubblico nel free roaming o un contratto leggendario e tale ripetitività rischia di stancare prima del previsto.

Anche dal punto di vista tecnico il gioco non è esente da difetti e, oltre ad un’ottimizzazione non proprio esaltante su PC, non possiamo ignorare gli eccessivi tempi di caricamento. Nonostante le lunghe attese in orbita di Destiny ci abbiano temprato, i caricamenti di Anthem sono troppi e troppo lunghi. Anche con la patch del day one, che ha sicuramente migliorato la situazione, dovrete attendere diversi secondi prima di fare qualsiasi cosa. Che si tratti di personalizzare lo Strale, di rientrare in partita dopo una morte o di visitare un luogo al chiuso, tutto è preceduto da una barra di caricamento. Su PS4 Pro la situazione non è molto diversa con tempi di caricamento biblici e un framerate ballerino. Bioware ha reso tutto più bilanciato rispetto alla versione PC, ma ancora un po’ di ottimizzazione non guasta. Soprattutto perché il gioco, nella nostra esperienza, si è rivelato pieno di bug che ci hanno costretto a riavviare il gioco.

Curiosità

Il sistema di personalizzazione dei Javelin è uno degli aspetti meglio riusciti di questa produzione. Ogni singolo pezzo d’armatura può essere personalizzato non solo nei materiali (metalli, stoffa, gomma, ecc.), ma anche nel colore. Peccato che l’estetica dello Strale non abbia nulla a che fare col loot e con la progressione dello Specialista. In Anthem si rischia infatti di terminare il gioco con lo stesso Strale con il quale avete iniziato l’avventura. L’unico modo per ottenere nuovi pezzi da applicare alla tuta è fare acquisti nel negozio, i cui oggetti in vendita cambiano periodicamente. Per poter fare acquisti dovrete ricorrere alla carta di credito o accumulare monete tramite sfide e obiettivi giornalieri, settimanali e mensili.

Giochi simili

Sicuramente Destiny e The Division sono i giochi che per struttura di gioco sono più simili ad Anthem. Pur mancando completamente di una struttura multigiocatore anche l’ultima fatica di Bioware, Mass Effect Andromeda, ricorda molto per stile e sistema di combattimento, Anthem. Le animazioni facciali, invece, qui sono molto meglio.

Sintesi

Anthem è un titolo dalle potenzialità enormi che però, a causa di alcune problematiche, non riesce ad brillare come dovrebbe. Il gameplay cucito ad opera d’arte sugli strali non è infatti supportato da una storia e una mole contenutistica all’altezza. Nonostante tutto però, non è ancora detto che con i prossimi aggiornamenti gratuiti il gioco possa iniziare a prendere forma e migliorarsi. Al momento gli sviluppatori hanno annunciato che il primo contenuto aggiuntivo arriverà a marzo e introdurrà una nuova storia.

Quando esce

Anthem è già disponibile in tutti i negozi nelle versioni PC (Origin), PlayStation 4 e Xbox One. Gli abbonati al servizio EA Access su PC e Xbox One possono inoltre provarlo gratuitamente per 10 ore. Con l’Origin Premier Access su PC, invece, potete giocare senza limiti di tempo all’edizione Legione dell’Aurora.

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