Hearthstone: Sfida di Rastakhan – recensione

By Luca Forte, venerdì, 7 dicembre 2018 15:21 GMT

Storia di un successo

Hearthstone in 4 anni e mezzo di vita ha macinato numeri impressionanti, superando da poco i 100 milioni di giocatori. Ma se Blizzard da una parte festeggia, dall’altra non può sentirsi soddisfatta visto che la crescita di Hearthstone sta subendo un deciso rallentamento.

Tra i fattori che possono aver causato questo stop sicuramente possiamo annoverare l’addio di Brode (e della sua fantastica risata) e l’arrivo sul mercato di competitor di un certo spessore, come Gwent, Artifact e MTG Arena (che indubbiamente deve tanto ad Hearthstone per come è strutturato).

Ma forse, ancor più di questi fattori, il motivo che ha portato molti giocatori a prendersi una pausa (permanente o meno lo vedremo solo nel tempo) è da ricercare in Operazione Apocalisse, un’espansione che non ha trovato il consenso di molti a causa della sua incapacità di portare novità sostanziali nel metagame di Hearthstone.

A cercare di risollevare le sorti di questo titolo arriva Sfida di Rastakhan, la decima espansione di Hearthstone e ultima dell’anno del Corvo.

La Sfida di Rastakhan

Sfida di Rastakhan è un set da 135 carte (10 per ogni classe, oltre 45 carte neutrali) il cui nome deriva dal Re Rastakhan, capo dell’impero Zandalari, regno dei Troll (quelli con le zanne lunghe che fanno capoeira di World of Warcraft, non i troll da tastiera!).

Ognuna delle 9 classi di Hearthstone avrà una carta leggendaria che rappresenta un Loa, divinità della cultura Troll, solitamente dalla forma animale (tranne quella del prete, che è un non-morto).

Queste creature dal costo medio-alto (dai 5 in su) hanno tutte degli effetti interessanti, ma quasi nessuno veramente così forte da ribaltare la partita, quindi negli eventuali mazzi dove verranno giocati (e se verranno giocati), possono al massimo ambire ad essere dei buoni finisher per chiudere la partita o consolidare il vantaggio già acquisito.

Il Loa che più di tutti stuzzica la mia attenzione è Shirvallah, la Tigre.

Negli ultimi tempi il Paladino era conosciuto solo per i suoi mazzi aggro, ma una carta come Shirvallah potrebbe far tornare in auge i mazzi di controllo di questa classe.

I Loa, per manifestarsi nel mondo terreno, fanno uso degli Spiriti.

Gli Spiriti sono creature 0/3 con furtività nel solo turno in cui entrano in gioco che solitamente hanno un’abilità sinergica con quelle del Loa che rappresentano.

Novità

Solitamente Spiriti e Loa andrebbero giocati insieme nello stesso mazzo, ma alcuni Spiriti hanno abilità tali da essere giocate anche in mazzi che non prendevano la loro divinità di riferimento. Ad esempio Spirito del Rinoceronte che fornisce immunità alle creature con assalto nel turno in cui vengono lanciate, rendendole potenzialmente delle magie di rimozione. Come da tradizione Troll, ogni divinità ha un campione che sono rappresentati in Sfida di Rastakhan da delle creature leggendarie.

hearthstone sfida di rastakhan

L’unica eccezione è il campione del Cacciatore, dove vediamo la comparsa di Zul’Jin, una carta eroe (oltre ad essere uno dei personaggi più belli di World of Warcraft). A differenza degli Spiriti, i Campioni non hanno abilità sinergiche con il Loa del loro clan.

Fin dalla prima preview di Zul’Jin in molti hanno acclamato l’arrivo dell’eroe come il nuovo Yogg-Saron (cercate qualche video su Youtube per capire di che follia stiamo parlando). In realtà le due carte, per quanto hanno effetti simili, sono fondamentalmente diverse: mentre Yogg-Saron è l’apoteosi della casualità (poteva capitare veramente di tutto una volta lanciato), Zul’Jin ha un effetto molto più prevedibile, visto che copia le magie che abbiamo lanciato durante la partita.

Tradotto in parole povere Yogg-Saron aveva la capacità unica di vincere partite ormai perse, mentre il grido di battaglia di Zul’Jin non regala particolari sorprese, ma ha comunque un impatto rilevante sulla partita.

Sicuramente un mazzo come Spell Hunter ringrazierà molto per questo campione, ma una volta tanto bisogna premiare il team di sviluppo che ha assegnato Zul’Jin alla classe Cacciatore, l’unica dove rimane giocabile senza diventare praticamente win condition da sola (immaginate i disastri fosse stata una carta Prete).

Sciamano

Non male anche Zentimo, il campione leggendario dello Sciamano. Questo servitore trasforma tutte le nostre magie a bersaglio singolo in magie di “prossimità” (ossia colpisce anche le due creature di fianco al bersaglio principale), sia amiche che nemiche. Si va dalle giocate più classiche come Maleficio sulle creature avversarie a multiple copie di Evoluzione Instabile sulle nostre creature per creare un’armata di bestioni.

Le possibilità di sfruttare questa carta sono veramente tantissime, con un’unica controindicazione: state attenti alle carte con sovraccarico visto che anche questa abilità viene replicata, rischiando di farci trovare il turno dopo con la riserva di mana completamente bloccata.

Annientamento

Sfida di Rastakhan introduce anche una nuova abilità: Annientamento. Le carte con questa abilità si attivano quando nel proprio turno si infliggono ai servitori più danni della loro attuale salute. Da notare come una carta con Annientamento può attivarsi più volte in un turno se distrugge più servitori contemporaneamente (sempre superando la loro salute attuale).

Con in mente questa precisazione va segnalata una carta come Ondata di Fuoco. Questa magia per il Mago ha delle buone potenzialità visto che, oltre a ripulire il board, potrebbe anche dare la possibilità di pescare un buon numero di carte.

Giocata nuda e cruda a costo 5 diventa efficace solo contro creature a salute 1 (pensiamo ad un mazzo Paladino), ma con vicino qualche carta che aumenta i danni magici inizia a diventare molto più performante, come quando viene usata in combinazione con Emissario Celeste.

Allo stesso costo di Colonna di Fuoco (pur usando una carta in più), abbiamo buone possibilità di fare piazza pulita e trovarci con la mano piena, ricordando che Annientamento si attiva per ogni creatura distrutta, quindi anche per l’Emissario Celeste stesso, recuperando di fatto la carta in più utilizzata nella combinazione.

Forse non la più efficace delle combinazioni, ma è un piccolo esempio di come cercare di sfruttare al meglio le nuove carte con la meccanica Annientamento.

Aggiustamenti

Ad inizio articolo ho citato Operazione Apocalisse e la sua incapacità portare novità nel metagame di Hearthstone: da questo punto di vista Sfida di Rastakhan sembra promettere meglio, visto che già dopo le prime preview si sono iniziate a vedere liste di alcuni nuovi archetipi.

Ad esempio molto interessante ho trovato il mazzo Pirate Rogue, che può sfruttare ben 6 carte nuove della nuova espansione: 4 del Ladro (Urlatore Velerosse, Squadra di Incursione, Raffica di Cannone e Capitan Zannauncino) e 2 Neutrali (Tifoso Pinnasqualo e Bagarina Troll).

Pirate Rogue è mazzo super aggressivo che potrebbe vincere la partita anche nei turni più avanzati per merito di Raffica di Cannone (con solo 3 pirati in gioco sono 12 danni per 6 mana) o recuperare posizione sul board grazie al Capitan Zannauncino, mentre Squadra di Incursione e Bagarina Troll hanno il compito di non farci rimanere a mano vuota (uno dei grossi difetti dei mazzi aggro).

Pirate Rogue è solo uno degli archetipi che i giocatori di Hearthstone hanno immaginato con l’arrivo di questa nuova espansione, ma sicuramente tra quelli che ho avuto modo di visionare nei giorni passati sui vari forum è tra quelli più semplici da costruire e giocare, ideale per il giocatore amatoriale che vuole fare un paio di partite veloci e divertirsi senza troppi pensieri.

Single player

Parlando di gioco non competitivo, non poteva mancare una nuova modalità single player (al momento ancora non disponibile). Allontanandoci dal mondo dei puzzle di Operazione Apocalisse (idea carina, ma purtroppo bastava seguire delle guide in rete per poterla completare senza troppi problemi), si ritorna a modalità simili a quelle già viste in Coboldi & Catacombe e Boscotetro.

Nei panni di Rikkar, un giovane troll che vuole mostrare la sua forza, dovremo sconfiggere 8 sfidanti per poter accedere alla sfida contro Re Rastakhan in persona. All’inizio di questa modalità dovremo scegliere uno dei 3 Santuari che ci vengono proposti da un pool di 27 (3 per ogni classe). Questi santuari sono servitori con effetti che modificano completamente il modo di giocare (alla strenua dei poteri acquisiti durante le Spedizioni di Coboldi & Catacombe) e se vengono uccisi, rimangono dormienti per tre turni e poi ritornano attivi.

Avanzando in questa modalità avremo la possibilità di accrescere il nostro mazzo con nuove magie e creature, ma soprattutto con particolari servitori appositamente creati per questa modalità. Ogni classe ha 6 servitori unici di questo tipo per un totale di 54 che combinati con i 27 santuari forniscono alla Sfida di Rastakhan una rigiocabilità veramente elevata.

Competitivo

Parlando invece di gioco competitivo, Sfida di Rastakhan soffre di un grosso difetto, ossia quello di essere l’espansione finale prima della rotazione. Molte delle carte presenti in questo set sono state create pensando proprio al momento in cui i set dell’Anno del Mammut (Un’Goro, Trono di Ghiaccio e Coboldi & Catacombe) non faranno più parte del formato Standard.

Un esempio lampante riguarda il solito Spell Hunter: se ad oggi chiedete ad un giocatore di questo archetipo di scegliere tra Rexxar e Zul’Jin, credo che la maggior parte sia incline a scegliere il Cavaliere della Morte rispetto all’Eroe Troll, visto che il suo impatto in questo tipo di mazzo è sicuramente maggiore.

Di sicuro nelle settimane a venire il metagame di Hearthstone sarà un vero e proprio guazzabuglio, ma per vedere il vero potenziale di Sfida di Rastakhan non ci resta che aspettare Aprile 2019.

Nel frattempo potreste cercare di finire su Trolden con questo mazzo che cerca di chiudere la partita con una delle combo più complicate degli ultimi anni: Ira Divina e Shirvallah.

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