Resident Evil 2 Remake – prova

By Luca Forte, martedì, 4 dicembre 2018 17:00 GMT

La paura vi inseguirà. Ovunque.

Il primo capitolo di Resident Evil è molto probabilmente quello più celebre. Ed è facile capire il motivo: la celebre villa, i cani che saltano fuori dalle finestre e un cast di personaggi immediatamente entrati nell’immaginario collettivo. Tutti ingredienti che hanno dato vita ad una serie di videogiochi -e un quantitativo enorme di spin-off- di enorme successo. Ancora oggi.

Però, se si chiede ai veri appassionati qual è il loro preferito, è di Resident Evil 2 che parlano. E anche in questo caso è facile capirne il motivo. La formula di gioco è stata perfezionata, il cast è sempre magnetico e anche in questo caso la tensione si taglia con un coltello. O meglio, ci insegue per tutto il gioco.

Impossibile, infatti, parlare di Resident Evil 2 Remake senza menzionare il Tyrant, l’inquietante “zombie” che insegue i protagonisti per tutta la durata dell’avventura. Una presenza talmente insistente che ha seguito Claire e Leon persino nel remake di questo secondo capitolo.

Mani sul gioco

Abbiamo giocato a lungo questo remake di Resident Evil 2 presso gli uffici di Halifax a Milano. Quella provata era una versione praticamente definitiva di questa opera, anche perché la sua uscita è prevista il prossimo 25 gennaio su PlayStation 4, Xbox One e Steam. E quindi non è rimasto molto tempo per limare gli ultimi dettagli. Per esempio abbiamo scoperto che era già disponibile il doppiaggio, in un buon italiano. Ben recitato, ma al momento un po’ troppo pulito. In altre parole sembra ancora poco “inserito” all’interno di un gioco “sporco” e tetro come quello di Capcom. Resta comunque una lodevole aggiunta, per consentire anche a coloro che non masticano la lingua d’Albione, o inglese che dir si voglia, di seguire l’intricata trama.

In Resident Evil 2 Remake, infatti, i protagonisti saranno (di base) due: Leon Kennedy e Claire Redfield. Diciamo di base perché durante l’avventura ci saranno interessanti fuori programma nei quali controlleremo un’affascinante spia (sapete a chi mi riferisco) e una coraggiosa bambina. Entrambi i personaggi principali saranno una versione decisamente più giovane di quanto abbiamo imparato a conoscere negli ultimi capitoli della serie. Per entrambi, infatti, sarà il primo contatto con il virus e le macchinazioni della Umbrella Corp. Un contatto spesso letale, ma che nasconde oltretutto un orrore ancora più profondo.

L’epidemia, infatti, non è stata la conseguenza di uno sfortunato incidente, ma il piano di un gruppo di persone senza scrupoli. Talmente malvagie che non hanno paura di usare i propri cari per i loro esperimenti.

Calma addio

A questo bisogna aggiungere una serie di orrori davvero incredibili, capaci di far sembrare quelli di Villa Spencer una serie di mostriciattoli da cartone animato Disney. Alligatori giganti o orrendi quadrupedi capaci di camminare sui soffitti saranno solo alcuni degli incontri che i due protagonisti faranno tra le strade di Raccoon City. E poi c’è il Tyrant. Questo energumeno vestito come un maniaco sessuale al parchetto ci seguirà ossessivamente per tutta l’avventura, riempiendoci di pugni ogni volta che ci fermeremo troppo in un determinato luogo.

Addio quindi alle placide esplorazioni del primo capitolo, in Resident Evil 2 Remake avremo sempre l’ansia di non fare le cose abbastanza velocemente. O di incrociare questo folle spuntato chissà da dove. Le emozioni create da questi incontri sono molteplici, a volte di terrore, altre di fastidio, ma il Tyrant sicuramente influisce fortemente sul modo di giocare. La sua invincibilità, infatti, costringerà ad analizzare l’ambiente, per avere a portata di mano una via di fuga. In questi frangenti si nota una certa lentezza dei movimenti dei protagonisti, oltre che l’atavica mancanza di munizioni e proiettili. Entrambi elementi che, però, rendono l’esperienza decisamente survival.

Resident Evil 2

Il lavoro di rifacimento di Capcom appare piuttosto buono, anche perché da una parte è in grado di mantenere il feeling classico della serie e dall’altra di rendere l’intero motore grafico all’altezza degli hardware di attuale generazione. Sfortunatamente il setup messoci a disposizione (PS4 liscia e pannello vecchiotto) non era l’ideale per fare un’analisi tecnica approfondita, ma era sufficiente a capire come il lavoro svolto sia buono, nonostante ci possano essere ancora margini di miglioramento. Alcune texture o alcuni effetti grafici, come la pioggia sui vestiti, non sono particolarmente raffinati, o perlomeno non all’altezza delle produzioni più recenti. Il colpo d’occhio è comunque piacevole, ma sono comunque altre le qualità di questa produzione.

La ricetta di una volta

Il sapiente mix tra azione, dialoghi e indovinelli torna praticamente immutato. Il risultato è che, un po’ per i tanti anni passati dall’ultima volta che abbiamo preso in mano il gioco, un po’ per l’ottimo lavoro di restauro compiuto, Resident Evil 2 Remake ci è quasi sembrato un gioco nuovo. I protagonisti sono gli stessi e le vicende raccontate anche, ma tutto ha un sapore diverso, più moderno e raffinato. I controlli sono più fluidi e i dialoghi meglio recitati.

Anche la nuova telecamera fa il suo dovere. Non potendo più contare su inquadrature predefinite, grazie alle quali controllare con semplicità la regia del gioco, Capcom ha dovuto ristudiare alcuni momenti per mantenere sempre alta la tensione. E lo ha fatto muovendo automaticamente la telecamera dalle spalle del giocatore ai luoghi interessanti, in maniera piuttosto efficace e naturale.

Avremo, quindi, momenti “alla Uncharted” nei quali dovremo correre verso l’inquadratura inseguiti da mostruosità varie, o altri nei quali l’immagine si muoverà quel tanto che basta per mostrare ciò che di schifoso ci aspetta fuori da una finestra. Senza dimenticarsi del fastidioso Tyrant, capace di comparire praticamente da ovunque e sempre in maniera inaspettata.

Old school

Gli amanti della serie di Capcom o dei survival horror in generale, dovrebbero, quindi attendere con interesse il “nuovo” Resident Evil 2. Questo remake, infatti, sembra riuscire nell’impresa di riproporre quanto di buono c’era in questo classico per PlayStation e riproporlo in chiave moderna. Senza snaturarlo eccessivamente e anzi rendendo più profonde e centrali alcune tematiche scottanti.

Per un giudizio definitivo ci riserviamo, comunque, di provarlo più approfonditamente. Oltre che di giocare il primo capitolo in versione PlayStation Classic per rinfrescare la memoria. Sia per quanti riguarda la storia, sia per quanto riguarda la legnosità dei controlli. E comunque i filmati dal vivo del primo capitolo sono di un trash magnetico che è impossibile ignorare.

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