Fallout 76 – Recensione

By Giovanni Panzano, mercoledì, 28 novembre 2018 13:51 GMT

Dopo essere sopravvissuti per un bel po’ nell’enorme Virginia Occidentale di Fallout 76 vi proponiamo la recensione del complesso titolo multiplayer di Bethesda.


Negli ultimi tempi avrete sicuramente sentito parlare nel bene e (soprattutto) nel male di Fallout 76. Il nuovo capitolo multiplayer della serie Bethesda ha generato numerose polemiche principalmente a causa di problemi di natura tecnica. Gli stessi utenti hanno massacrato il gioco su portali quali Metacritic, dove la situazione è sfuggita di mano. Si tratta davvero di un gioco così brutto come dicono gli utenti? Scopriamolo insieme.

Caccia al soprintendente

Fallout 76 si pone come prequel di tutti gli altri capitoli della serie, mettendo il giocatore nei panni di un abitante del Vault 76, il primo a essere stato aperto dopo la Grande Guerra. Per qualche ragione tutti gli altri abitanti del rifugio sono già andati via e noi saremo gli ultimi a dover lasciare il luogo sicuro per avventurarci nella Virginia Occidentale. Ovviamente il mondo è ben diverso da come ce lo ricordavamo ed è ora popolato esclusivamente da mostruose creature e robot spesso poco amichevoli. Il nostro compito sarà quello di seguire le tracce del Soprindendente, che ha lasciato in giro per noi degli olonastri.

Il gioco non ha infatti alcun NPC e l’unico modo che avremo per interagire con altri abitanti dell’Appalachia sarà quello di ascoltare le loro registrazioni sparse per la mappa. Per quanto il loro contenuto si riveli spesso molto interessante, ben scritto e recitato ancora meglio, tutto questo non riesce a coinvolgere totalmente il giocatore. Le stesse ambientazioni provano a narrarci qualcosa tramite cadaveri e oggetti predisposti in un certo modo, ma chi desidera una storia vera e propria resterà deluso.

Le quest principali consistono in un continuo spostarsi dal punto A al punto B senza il minimo coinvolgimento. È inutile dire che la noia inizierà a regnare dopo qualche ora di gioco e l’avanzare nella trama sarà quasi meccanico. Purtroppo il discorso non cambia per quello che riguarda le missioni secondarie e le attività legate alle fazioni, tutte piuttosto piatte e ripetitive.

 

Un grande vuoto

Se il comparto narrativo lascia a desiderare, quello ludico non è da meno. Il gioco eredita infatti tutti, sì tutti, i difetti di Fallout 4. Il sistema di movimento, di sparo e l’interazione con gli oggetti risultano macchinosi e spesso imprecisi. Il personaggio è pesante e tende ad incastrarsi anche laddove sembra che non vi siano ostacoli, rendendo molto complessi alcuni spostamenti. Lo stesso S.P.A.V., qui in tempo reale, è scomodo da utilizzare e brutto da vedere, sebbene risulti essere utile in determinate occasioni.

Il titolo include delle meccaniche survival legate principalmente alla fame e alla sete che non vi daranno mai particolari fastidi. In giro per la mappa si trovano provviste in abbondanza e, nel caso doveste dimenticare di utilizzarle, ne risentiranno solo i vostri Punti Azione. Il problema reale consiste nella ricerca di cibo e acqua nell’inventario, il Pip-Boy, la cui navigazione necessita di qualche ritocco.

C.A.M.P.

Non esente da problematiche è anche la possibilità di costruire il proprio accampamento grazie ad un dispositivo chiamato C.A.M.P. Vi basterà piazzarlo in un’area libera per poter costruire numerose strutture più o meno utili all’interno di una zona circoscritta. Rispetto al quarto capitolo le possibilità sono molte di più ma le meccaniche legate alla base vi spingeranno a costruire solo lo stretto necessario. Una volta lasciato il server infatti, le vostre cose svaniranno nel nulla e potrebbero rientrare nel vostro inventario se in un altro server quella determinata area è già occupata.

Nel corso della nostra avventura abbiamo sfruttato il nostro accampamento non solo per il crafting, ma anche per il viaggio rapido. Gli spostamenti verso i luoghi d’interesse vi costeranno infatti dei tappi, mentre quelli al C.A.M.P. no. Piazzare quindi la base in un luogo tattico potrebbe semplificarvi non poco la vita.

S.P.E.C.I.A.L.

Parlando invece del sistema di progressione del personaggio, va specificato che Fallout 76 si discosta in maniera netta rispetto ai suoi predecessori. In questo caso i punti abilità serviranno solo a migliorare le 7 statistiche dello S.P.E.C.I.A.L. e, per attivare delle abilità speciali, avrete bisogno delle carte. Man mano che livellerete il gioco vi donerà dei pacchetti di carte, ciascuno con delle peculiarità uniche e in grado di potenziare alcuni aspetti del personaggio. Potrete migliorare l’efficacia del corpo a corpo, accedere all’hacking di livello superiore e così via. Il sistema è davvero simpatico e le carte sono molto particolari.

Il reale problema è che il sistema funziona solo a metà. Le carte possono infatti essere cambiate in qualsiasi momento e risulta frustrante dover ad esempio equipaggiare una carta per scassinare una serratura di livello 2 per poi tornare ad un’altra carta più utile.

Fortunatamente la progressione sarà uguale per tutti e non vi sono modi per acquistare pacchetti con soldi reali. Le uniche microtransazioni sono legate esclusivamente a skin e pezzi d’arredamento. Bethesda è stata piuttosto generosa da questo punto di vista e permette ai giocatori di ottenere un bel po’ di “gettoni” grazie a missioni giornaliere e settimanali, grazie alle quali potrete acquistare tutto senza sborsare un solo centesimo extra.

Tra pacifisti e assassini

Ovviamente uno degli aspetti principali del gioco consiste proprio nel multiplayer. In giro per l’Appalachia troverete numerosi giocatori con i quali potrete commerciare, fare gruppo o partecipare a degli eventi pubblici in pieno stile Destiny. Giocare in compagnia di altri utenti non sarà solo più divertente ma renderà anche meno frustranti alcune fasi d’esplorazione. Andando avanti nell’avventura i combattimenti inizieranno ad essere più ostici e un paio di fucili in più non guasteranno mai. Se poi i vostri amici saranno in punti diversi della main quest non preoccupatevi, poiché qualsiasi missione completata ricompenserà in qualche modo tutti i membri del party.

Il gioco include anche la possibilità di affrontare gli avversari, ma questa meccanica tende ad essere ignorata dalla maggior parte dei giocatori. Il PvP non ha infatti vantaggi e risulta essere poco divertente, senza contare che eliminando un giocatore che non ha voglia di sfidarci verremo marchiati come “assassini” e braccati da tutto il server.

Ma cosa accade nell’endgame? La risposta purtroppo non vi soddisferà. Una volta portata a termine la storia principale non potrete far altro che continuare nell’esplorazione dell’enorme mappa di gioco e sfruttare le bombe atomiche per sfidare fortissimi boss e raccogliere equipaggiamento di alto livello. Non è da escludere che nelle prossime settimane gli sviluppatori inseriscano qualcosa di interessante ma al momento non c’è nulla in grado di tenere i giocatori incollati allo schermo.

Ancorati al passato

Come potete facilmente intuire i problemi del gioco sono tutt’altro che finiti. Il difetto più grande è infatti rappresentato dal comparto tecnico del gioco che soffre di tutte le problematiche legate al Creation Engine di Bethesda. Fallout 76 è un vero disastro da questo punto di vista e tra cali di framerate, texture in bassa definizione e modelli riciclati dal quarto capitolo è davvero difficile apprezzarlo. Se poi aggiungiamo problemi all’IA dei nemici, i quali hanno la tendenza al moonwalk che nemmeno Michael Jackson, la situazione non fa che aggravarsi.

Un altro dettaglio che proprio non ci è piaciuto sono i lunghi caricamenti necessari ad entrare nella maggior parte delle aree chiuse, tra l’altro pochissime. In giro per la mappa la stragrande maggioranza degli edifici sarà sbarrata da un’asse di legno proprio come in Fallout 4. Ci è capitato ad esempio di esplorare una fattoria, considerata punto d’interesse sulla mappa, il cui unico edificio era completamente chiuso.

Se le versioni console poi soffrono di svariati problemi, quella PC non è da meno. Nella nostra prova siamo passati più volte tra dettagli ultra, medi e alti con risoluzione 1080p e 2K. Il risultato è stato purtroppo il medesimo e, nonostante una GeForce 1080, il gioco ha continuato sempre e comunque ad avere grosse incertezze.

In conclusione

Insomma, questo Fallout 76 è un vero disastro e gli unici che potrebbero apprezzarlo sono i fan più accaniti del precedente episodio. Solo quel genere di fan dispone infatti del coraggio necessario a chiudere più di un occhio sul pessimo lavoro svolto da Bethesda. Allo stato attuale delle cose non resta che sperare in un intervento decisivo degli sviluppatori, anche se è improbabile che le magagne del Creation Engine possano essere risolte con un semplice aggiornamento.

Vi ricordiamo che Fallout 76 è disponibile in tutti i negozi nelle versioni PlayStation 4, Xbox One e PC.

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