Battlefield V – recensione

By Luca Forte, giovedì, 8 novembre 2018 14:00 GMT

DICE torna nei negozi con un gioco creato nel solco di BF1. Ma è solo l’inizio.

Trovo sempre più curiosa la tendenza che hanno gli sviluppatori di arrivare nei negozi con dei giochi “non finiti”. No, non è che non siano stati completati, ma si sa già che molte delle cose più attese arriveranno solo dopo alcune settimane. Persino il “paladino dei giochi in single player” Red Dead Redemption 2 aggiungerà la sua componente online solo in seguito.

Da una parte questo complica il lavoro di chi fa le recensioni (sento già il “chi se ne frega” che state pensando), dall’altra rende ogni prodotto un’esperienza dinamica che, nell’arco di poche settimane, potrebbe essere completamente stravolta. Pensiamo a Star Wars Battlefront II e a tutte le volte che hanno modificato il sistema di progressione e le microtransazioni.

EA battlefield v

Partendo da quella esperienza DICE ed EA hanno deciso di rendere il supporto post lancio di Battlefield V completamente gratuito. Sì, gli inventori dell’online pass hanno deciso che tutti coloro che compreranno il gioco hanno diritto ad avere accesso a tutte le modalità e le mappe che saranno pubblicate. Sin da subito. E anche l’attesa modalità battle royale.

Battlefield V

Questo, però, è il futuro, anche se non molto distante, di Battlefield V. E il presente? Il presente è forse un po’ troppo privo di grandi novità. Non che sia necessariamente un male, ma qualche novità di peso sin dall’uscita ce la saremmo aspettata.

Invece sembra tutto preso di peso da BF1. A partire dalla struttura, che vede il ritorno delle Storie di guerra e del multiplayer. E basta. Anche il taglio di questi racconti autoconclusivi è molto simile a quello del precedente capitolo: la guerra fa schifo, ma c’è chi si trova costretto a combatterla compiendo atti di coraggio e altruismo. Le storie sono interessanti, liberamente ispirate a fatti realmente accaduti, e sono confezionate bene. Manca anche in questo caso lo spunto di design e di programmazione per farle brillare ulteriormente. Peccato.

Anche le modalità multigiocatore sono quelle classiche (TD, Conquista o Dominio) o una variante di quelle già conosciute (Sfondamento e Prima Linea). Il piatto forte, al momento, è rappresentato dalle Operazioni su vasta scala. Si tratta di partite suddivise in tre round (chiamati giorni) legati tra di loro da un sottile strato narrativo. Il risultato del giorno precedente influenzerà quello successivo, creando un fluire dinamico tra le varie modalità di gioco. Nel caso di pareggio ci sarà un quarto round nel quale si deciderà il vincitore. In questo caso non ci saranno rientri e le munizioni saranno limitate, costringendo a fare affidamento sulla propria squadra.

Battlefield V

Sotto la superficie

L’impressione è quella che DICE si sia preoccupata di creare una struttura solida, sulla quale poi fornire nuovi contenuti a cadenza fissa. Per questo motivo lo sforzo produttivo iniziale è stato messo nel cercare di rendere il gameplay il più interessante possibile. La creatività arriverà dopo.

Nonostante le partite possano assomigliare superficialmente a quelle di BF1 (per assurdo la colpa è del precedente capitolo, troppo ricco di mezzi meccanizzati) il sistema di gestione della salute, delle munizioni e della squadra rendono Battlefield V unico. Da un certo punto di vista persino più complesso e profondo del celebre predecessore.

Stare lontano dal proprio team ridurrà drammaticamente il tempo che potremo stare in partita. La salute, per esempio, non si genererà più automaticamente e le munizioni andranno recuperate dopo poco. Persino i punti di respawn saranno scomodi, a meno di sfruttare un compagno nel bel mezzo dell’azione. Ci saranno azioni di squadra in grado di ribaltare le sorti di uno scontro (in stile score streak di COD) e si otterranno più punti agendo in concerto coi compagni.

Non solo il team, ma anche il “gioco di ruolo” sarà importante ai fini della vittoria. Solo i genieri riusciranno a costruire le barricate velocemente o i ricognitori a segnalare i nemici mimetizzati tra la vegetazione. Tutti elementi che fanno già parte dell’anima di Battlefield, ma che in questo quinto capitolo sono stati accentuati, per la gioia dei fan storici.

Frostbite

Su PC belli ciccioni e Xbox One X il gioco è uno spettacolo da vedere. Mappe ampie, distruttibilità, 64 giocatori e tanti oggetti in movimento. Mancano i momenti “levolution” ma le mappe sono belle da vedere e ben disegnate. Ancora vanno limati alcune compenetrazioni o la fluidità di alcune azioni, ma nel complesso DICE ha fatto un ottimo lavoro.

Battlefield V 3

Se i server dovessero reggere bene all’impatto dei giocatori (come in BF1 o Battlefront 2) ci troveremo di fronte ad un’ottima evoluzione della serie. Forse, al momento, non originale come avremmo voluto, ma solida, complessa, profonda e stratificata come la serie di Battlefield sa essere. E per le novità c’è tempo. Grazie ai Venti di Guerra DICE potrà stravolgere il suo gioco e tutti potranno goderne.

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