Red Dead Redemption 2, per un pugno di dollari – recensione

By Luca Forte, giovedì, 25 ottobre 2018 13:00 GMT

Rockstar Games pubblica dopo 5 anni un nuovo gioco. Ed è di nuovo capolavoro.

Giochi come Red Dead Redemption 2 nascono uno ogni 8 anni. Letteralmente.

Rockstar Games ci ha impiegato tanto a confezionare il secondo capitolo (terzo se contassimo Red Dead Revolver) della sua epopea western, ma finalmente l’attesa è giunta al termine. Grand Theft Auto V, infatti, nonostante sia stato pubblicato “solo” cinque anni fa, condivide con RDR2 alcuni elementi strutturali, i medesimi valori produttivi, ma poco altro.

Tempo che però non è passato invano. In questi anni la casa della stella non è rimasta in panciolle a godersi i milioni che GTA Online le consentiva di incassare a cadenza mensile, ma ha confezionato un gioco enorme, ispirato, pieno di dettagli. Spesso fuori di testa, ma sempre sorprendente.

Red Dead Redemption 2

Red Dead Redemption 2 riprende quando di buono visto nel primo capitolo e lo espande, esaspera, esalta. Quella che abbiamo tra le mani è un’opera coraggiosa, matura, epica. Non perfetta, ma capace di lasciare qualcosa dentro e di osare qualcosa mai visto in una produzione di questo calibro.

Una famiglia

Red Dead Redemption 2 parla di Arthur Morgan e della sua banda, o meglio la banda di Dutch van der Linde, un carismatico bandito nostalgico del Selvaggio West. Un gruppo variegato, composto da giovani, vecchi, ma anche donne e bambini in fuga sulle montagne, braccati dalle forze dell’ordine, ma anche dal proprio passato.

Nonostante sostengano di essere diversi, Dutch e Arthur sono criminali spietati, attratti tanto dalle promesse di libertà e uguaglianza degli Stati Uniti quanto dal denaro, da conquistare con ogni mezzo. Ed è proprio questa ingordigia che ha messo in ginocchio il gruppo, costretto ad abbandonare in tutta fretta Blackwater perché inseguito dai mastini della Pinkerton, un’agenzia di detective privati senza scrupoli. E non solo.

C’è bisogno di nascondersi per ripartire dunque, di trovare una nuova casa, ma soprattutto di racimolare i fondi per sfamare tutti e tornare a vedere in maniera più positiva il futuro.

Per quanto, però, Dutch riuscirà a mantenere il basso profilo?

Il vento, infatti, è cambiato. Non solo per Arthur e soci, ma per tutta una nazione stufa di vivere nel terrore e nell’anarchia e pronta ad abbracciare il progresso. E in un mondo del genere non c’è posto per Arthur, la sua banda, i suoi metodi e per il suo modo di sopravvivere.

Ma quale strada seguire, se non si sa fare altro che rapinare banche e diligenze?

Red Dead Redemption 2 Rockstar

Romanzo di formazione

Tra una rapina in banca e un inseguimento a cavallo Red Dead Redemption 2 racconta la storia di questo scalcagnato gruppo di amici. Più che una banda, si tratta di un’improbabile famiglia, pronta a litigare per ogni sciocchezza, ma anche ad uccidere l’uno per l’altro.

Letteralmente.

Nonostante sia ammantato da una specie di aura da eroe che lo fa sembrare un romantico uomo vecchio stile, Arthur è una canaglia della peggior specie. Furti, risse, sparatorie: il suo curriculum è ricco di malefatte. Poco importa se proverete ad essere un delinquente buono o uno senza scrupoli, o se spenderete tutti i vostri soldi per pagare la taglia sulla vostra testa. In Red Dead Redemption 2 lascerete dietro di voi una scia di sangue davvero impressionante.

Certo, aiutando le persone in difficoltà o risparmiando la vita ai nemici la vostra fama migliorerà e vi consentirà di rapportarvi con la gente in maniera più civile, ma le vostre gesta saranno tutt’altro che nobili. Nonostante questo c’è qualcosa che rende i van der Linde speciali. Quello che differenzia la banda di Dutch dalle altre è l’avere una sorta di coscienza, che prima o poi busserà alla porta coi suoi rimorsi e i suoi spettri.

Epopea nel Far West

Durante il loro girovagare per questa porzione di Selvaggio West la banda di Dutch visiterà il profondo e civilizzato sud, così come le più selvagge zone occidentali. Qui sarà possibile trovare ancora qualche zona nella quale l’uomo non è riuscito a mettere il suo zampino. Il territorio, quanto le parole, infatti, racconta parte della storia di Red Dead Redemption 2.

I vecchi ideali stanno morendo, la libertà e le promesse di fortuna per tutti gli uomini di buona volontà stanno per essere spazzati via dalla politica, l’industria, la modernità. E con essa arriveranno sì l’elettricità e i mezzi di trasporto, la medicina e la scienza, ma anche il razzismo, lo sfruttamento e le gabbie sociali.

In Red Dead Redemption 2 le cose non sono bianche o nere, ma è tutto su una scala di grigi che spesso tendono al rosso, quello del sangue. Il West è selvaggio e violento, ma non è che l’est sia molto diverso. Quello che li differenzia è che le sue ingiustizie sono imbellettate sotto abiti puliti e consuetudini più raffinate.

Rockstar non prova nemmeno a prendere una posizione su cosa sia meglio, solo che scuoia il romanticismo derivato dai film di Wayne o Leone e toglie quello strato di romantico eroismo che siamo abituati a vedere al cinema. E lascia qualcosa che assomiglia dannatamente alla verità. Sporco e violento, esattamente il Selvaggio West.

La casa della stella mostra un aspetto di questo periodo storico tanto lampante quanto dimenticato. Mentre in Italia nascevano la FIAT e il Milan negli Stati Uniti si rapinavano le banche, assaltavano le diligenze e si moriva di freddo o per qualche malattia non curata. Le strade delle città erano ancora fangose e abitare all’addiaccio in tende di fortuna era considerata una vita che valeva la pena vivere.

Incontrare qualcuno per strada poteva essere l’ultima cosa che facevate nella vita. Un proiettile costava poco, meno di quello che i banditi vi potevano trovare addosso.

Here comes the game

Oltre ad essere un’esperienza sul Selvaggio West, Red Dead Redemption 2 è anche un videogioco. La maggior parte delle volte queste due anime convivono alla perfezione all’interno dell’opera di Rockstar, ma talvolta la sospensione dell’incredulità si rompe. Il team di GTA non si è voluto liberare completamente di alcuni retaggi del passato, come punteggi o medaglie. Solo che a volte questi elementi stonano rispetto al lavoro certosino fatto in tutti gli altri campi.

Il sistema legnoso con il quale si perquisiscono i cadaveri (due tasti diversi a seconda che siano umani o cavalli), il resettare il setup delle armi ogni volta che si sale a cavallo o c’è una cut scene, la legnosità dei movimenti, soprattutto negli spazi stretti, o la ritrosia dei cavalli a seguire i percorsi segnalati sono elementi che talvolta potrebbero creare frustrazione e che mostrano come in questi campi persino Rockstar ha ancora da imparare da studi quali Naughty Dog o CD Projekt Red. Da questo punto di vista non si nota una grande evoluzione dai tempi di GTA V e il Dead Eye spesso sembra servire solo a mascherare queste difficoltà.

Quando vuole fare l’esperienza, invece, Red Dead Redemption 2 mostra un livello di profondità incredibile. Quei folli di Rockstar hanno riempito ogni anfratto del mondo di gioco di attività e cose da fare, come la caccia ad animali rari, il gioco di azzardo, rapine di varia natura, la gestione dei greggi, lo sviluppo del vostro accampamento e chi più ne ha più ne metta.

My little Epona

Questo non vuol dire che la parte ludica di Red Dead Redemption 2 funzioni male, anzi per il 99% del tempo sfrutterete le decine di elementi di gameplay inseriti da Rockstar per ottenere il massimo dall’esperienza.

Impossibile non cominciare dal cavallo, inseparabile compagno di avventure di ogni cowboy. Ce ne saranno di ogni tipo, ognuno caratterizzato da punti di forza e debolezze che modificheranno la sua velocità, resistenza e manovrabilità. Con qualche dollaro potrete pettinarlo nel modo preferito o comprargli finimenti di pregio. Non dimenticatevi di curarlo o sfamarlo, pena vederlo stramazzare nei momenti meno opportuni.

La stessa cura, anche se meno utile, potrete averla per Arthur. Potrete decidere se farlo sembrare un rozzo uomo del West o un pulito damerino del sud. Maggior cura sarà meglio dedicarla all’arsenale. Oltre alle tante bocche da fuoco presenti, dovrete essere attenti a mantenere il tutto in condizioni da funzionare bene, pena un raggio e una potenza di tiro ridotte.

La caccia serve sia per fare soldi, sia per avere materiali coi quali migliorare l’accampamento dei van der Linde o creare ricette gustose. Ricordatevi di espandere il prima possibile l’alloggio di Dutch, a meno di voler galoppare per sempre. Il sistema di trasporto per la mappa, infatti, è piuttosto ostico e si potranno usare diligenze o treni per spostarsi tra i vari centri abitati, ma tra questi e l’obiettivo, spesso, il cavallo sarà l’unica vostra salvezza.

Free roaming

Tra una missione e l’altra capiterà spesso di perdersi a vagare per l’enorme mappa, scoprendone i segreti o semplicemente fermandosi ad osservare lo splendido lavoro che gli artisti hanno compiuto nel disegnare ogni paesaggio e nel colorarlo in maniera splendida. In 4K e con l’HDR attivato Red Dead Redemption 2 è incredibile per fluidità e pulizia del motore grafico. Il sole che filtra tra la nebbia del sud o la neve che si apre davanti ai vostri passi sono incredibili. Per non parlare dei tramonti sui canyon o delle nottate di luna piena.

Red Dead Redemption 2 dal punto di vista artistico è di una potenza rara e alcune scene vi rimarranno negli occhi a lungo. Questo anche grazie all’ottima regia dinamica, sempre in grado di inquadrare nel miglior modo possibile la scena, non importa che sia un dialogo o l’avvicinamento a un palazzo, e all’incredibile colonna sonora, sempre in grado di sottolineare la giusta atmosfera. Anche sparendo durante le lunghe galoppate nel deserto.

In questo modo vi capiterà di tornare in Red Dead Redemption 2 solo per godere ancora un po’ di questo scorcio di Selvaggio West. Semplicemente per galoppare verso il tramonto con il vostro cavallo o per pescare tranquillamente dal bordo di un fiume particolarmente ricco di pesce. E su queste premesse Red Dead Online si preannuncia molto interessante.

Nuovo standard

Sono passati otto anni dall’ultimo Red Dead, ma non sono passati invano. Quello che avrete tra le mani è un gioco tanto enorme quanto curato nei minimi dettagli. Un gioco che esalta, ma che sa anche riflettere. E soprattutto vi saprà sorprendere.

Per quanto sia un’opera che tutti dovrebbero conoscere, Red Dead Redemption 2 non è un gioco per tutti. A volte è lento, a volte spietato, spesso violento.

Come i migliori film western.

Red Dead Redemption 2

Rockstar racconta questo particolare periodo storico con un piglio maturo e spesso originale. Lo fa con personaggi a tutto tondo, freddi, calcolatori, ma con un’anima. Con una terra che cambia in base alle stagioni, che è progressivamente divorata dall’uomo e dalla sua ingordigia. Lo fa con una sceneggiatura che alterna adrenaliniche sparatorie a momenti di pace e affetto familiare. Delitti a sangue freddo con momenti introspettivi toccanti. Con corse a perdifiato o silenziosi appostamenti.

Red Dead Redemption 2 è videogioco che prova a trascendere il videogioco. Un’opera unica, di quelle che si hanno ogni otto anni.

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