Muoviamo i primi passi in Fallout 76 – Anteprima

By Giovanni Panzano, giovedì, 25 ottobre 2018 09:31 GMT

Dopo una lunga notte trascorsa in compagnia della B.E.T.A. di Fallout 76, ecco le nostre prime impressioni sul gioco.

Nonostante l’ora insolita scelta da Bethesda per noi utenti europei, abbiamo trascorso un’intera notte nell’Appalachia, territorio che fa da sfondo a Fallout 76. Dopo ben 4 ore di gioco, svariate attività secondarie e qualche main quest, cerchiamo quindi di fare il punto della situazione sul titolo multiplayer ambientato nell’universo di Fallout.

Welcome to Appalachia

Iniziamo subito con una premessa: sebbene non si tratti di una versione definitiva, quella della “beta” è una versione completa del gioco. Durante la prova abbiamo infatti potuto vivere tutta la prima parte dell’avventura ed esplorare liberamente la mappa.

Dopo aver creato il nostro personaggio con un editor pressoché identico a quello del quarto capitolo (potrete modificare il vostro avatar in qualsiasi momento), ci ritroveremo all’interno del Vault-76. Un breve tutorial ci accompagnerà nelle primissime fasi di gioco fino a raggiungere il mondo esterno, completamente diverso da com’era prima della Grande Guerra.

Chiunque abbia giocato Fallout 4 si troverà a casa sin dal primo istante di gioco. Stessi comandi, stessi menu e una sola, grande differenza: le carte. Il sistema di progressione non si limita a farci assegnare un punto a ciascuno dei 7 attributi S.P.E.C.I.A.L., ma anche ad assegnare una carta ad ognuno di essi. È ancora presto per giudicare la varietà e il sistema di potenziamento delle carte, ma ci è sembrata una meccanica molto interessante. Abbiamo ad esempio attivato la possibilità di trovare più oggetti curativi nelle relative cassette e aumentato i danni delle armi corpo a corpo, vista la carenza di munizioni nelle primissime fasi di gioco.

Alla ricerca del soprintendente

Ma cosa si fa di preciso in Fallout 76? Tante cose. Il gioco non ci lascerà mai completamente soli e avremo da completare una serie di quest principali, il cui numero speriamo sia consistente. In una delle primissime missioni ci è stata anche presentata quella che ci è sembrata la prima fazione: i soccorritori. Le attività secondarie legate ad essa richiedono appunto di trovare alcuni superstiti dati per dispersi e cercare di capire cosa gli è accaduto. Di tanto in tanto, spostandoci per la mappa, verranno anche captati dei segnali, i quali ci condurranno verso altre missioni secondarie.

Di tanto in tanto partiranno in alcuni luoghi della mappa delle attività che richiedono la partecipazione di più giocatori e che ricordano gli eventi pubblici di Destiny 2. A prescindere dai luoghi già sbloccati, sulla mappa gli eventi saranno sempre visibili e potrete raggiungerli con un viaggio rapido al costo di qualche tappo. Noi abbiamo partecipato ad un evento con altri giocatori casuali, durante il quale abbiamo sforacchiato dei robot e poi siamo entrati in un dungeon per completare il tutto. La ricompensa è stata piuttosto ricca, quindi è presumibile che si tratti di un ottimo metodo per farmare XP e materiali di varia natura.

Un mondo da ricostruire

In Fallout 76 torna il sistema di costruzione visto nello scorso episodio, qui ampliato e dipendente dal C.A.M.P., un dispositivo che può essere piazzato in giro per la mappa. Non abbiamo avuto modo di approfondire tutte le potenzialità di questo aspetto, ma abbiamo notato che la base può essere spostata in giro e fungere da punto per il viaggio rapido. Abbiamo anche sbloccato diversi progetti grazie ai quali è stato possibile costruire elementi d’arredo più o meno utili, come un cartonato del Vault Boy. Ovviamente tale discorso si può applicare anche al crafting di consumabili, armi e armature, la cui varietà andrà ampliandosi man mano che giocheremo.

Fermi tutti o S.P.A.V.o

Dal punto di vista del combattimento non è cambiato nulla rispetto a quanto già visto in passato. L’unico reale stacco con il passato, dovuto alle ovvie necessità di un titolo online, è rappresentato dallo S.P.A.V., che non fermerà il tempo. Il sistema, in tempo reale, permette di vedere la probabilità di successo del colpo per poi premere il grilletto al costo di qualche AP. Nelle fasi iniziali il bersaglio viene visualizzato come un blocco unico e saranno necessari dei power-up per mirare agli arti.

Nel corso della nostra breve prova abbiamo anche avuto modo di testare il sistema di crafting di armi, armature e modifiche, che non differisce di una virgola da quello che conosciamo. Inutile dire che non avevamo né i progetti né i materiali per costruire oggetti particolarmente efficaci e ci siamo accontentati di qualche corazza in cuoio e di una pistola. Per fortuna sul percorso il governo ha lasciato cadere una cassa di scorte piena zeppa di oggetti e munizioni. Raccogliendo tutto il suo contenuto abbiamo potuto finalmente iniziare a sparare ai vari bersagli incontrati lungo il percorso verso la main quest.

Non abbiamo poi avuto modo di testare il PvP: i giocatori incontrati nella beta tendevano ad essere di livello troppo basso o troppo curiosi di esplorare il gioco per darsi battaglia.

Ancorati al passato

Se è facile intuire come l’esperienza ci abbia divertito dal punto di vista del gameplay, non possiamo ritenerci soddisfatti del comparto tecnico. Il gioco presenta una serie di difetti non di poco conto, tra i quali annoveriamo il pesante riutilizzo di asset provenienti da Fallout 4 e lunghi caricamenti tra interni ed esterni. Un altro elemento che ci ha davvero fatto storcere il naso è la presenza massiccia di edifici e strutture completamente serrate. Paradossalmente a segnalarne la chiusura è spesso la medesima tavola di legno presente nel quarto capitolo.

Anche il framerate rappresenta una nota dolente, almeno su Xbox One S. Dopo i primi minuti di gioco, infatti, il titolo ha iniziato ad avere grossi problemi di fluidità. Gli scatti di cui parliamo sono stati riscontrati soprattutto in presenza di piccoli gruppi di nemici e, talvolta, il gioco è stato colpito anche da brevi freeze. Trattandosi di un titolo nel quale è altamente improbabile che in un combattimento si affronti un singolo avversario, questo è un problema che va risolto assolutamente in vista dell’uscita o rischia seriamente di inficiarne la fruibilità.

Insomma, il gioco ci ha convinti solo in parte e non vediamo l’ora di poter mettere le mani sulla versione finale per poterlo valutare nella sua interezza. In queste 4 ore di gioco crediamo infatti di averne solo scalfito la superficie e siamo sicuri che ci sia ancora tantissimo da scoprire. L’appuntamento è quindi al prossimo 14 novembre, quando il gioco debutterà su PlayStation 4, Xbox One e PC (sul client Bethesda.net).

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