Starlink: Battle for Atlas, gioco o videogioco? – recensione

By Luca Forte, lunedì, 22 ottobre 2018 12:31 GMT

Star Fox, navicelle in plastica e No Man’s Sky: Ubisoft ha fatto centro?

La prima cosa che ho pensato giocando a Starlink: Battle for Atlas è stata: “wow, sembra No Man’s Sky su Switch”. Anzi, in realtà è stata la seconda. I primi pensieri sono volati, letteralmente, allo Starwing contenuto nello starter pack per la console di Nintendo. Il giocattolo, perché di un vero e proprio gioco si tratta, è bello, solido, con diverse parti mobili. Perfetto da utilizzare anche lontano dal videogioco.

Se collegato a Starlink: Battle for Atlas, invece, succede la magia: qualunque cosa gli facciate in tempo reale la vedrete a schermo. Staccare un’ala e agganciarne un’altra. O invertire il senso di sparo di un’arma. O mischiare i piloti. Non ci sono limiti alle combinazioni possibili, anche mostruosità con quattro ali, se non il possesso degli oggetti fisici. Infatti, come in ogni gioco di questo genere (Skylanders, Disney Infinity) le varie espansioni, per essere utilizzate, vanno acquistate. Ubisoft, però, ha voluto rendere questo sistema meno antipatico.

Starlink: Battle for Atlas

Fox sarà uno dei protagonisti della versione per Nintendo Switch.

Da una parte si potrà completare il gioco con il semplice kit di base: alcune battaglie saranno più complesse, ma facendo un po’ di esperienza si riesce a fare tutto. Dall’altra non si è necessariamente legati al giocattolo fisico. Una volta registrate le navi e le armi, si potrà giocare liberamente anche lasciandole staccate dal gamepad. Con lo stesso principio sarà possibile comprare i nuovi vascelli solo digitalmente, facendo quindi a meno del pezzo di plastica.

Sinceramente non capisco come si possa rinunciare alle bellissime navi, ma per chi non volesse altri ingombri in casa c’è questa opzione.

No Fox’s Sky

Come dicevo la prima impressione di Starlink: Battle for Atlas è quella di trovarsi di fronte a un No Man’s Sky più rifinito. A bordo della propria nave si potranno esplorare liberamente i sette pianeti presenti nella galassia di Atlas raccogliendo risorse, scansionando animali e interagendo con i curiosi autoctoni. Si potrà passare liberamente dalla superficie dei pianeti allo spazio, seguendo le indicazioni date dalla semplice storia che fa da sfondo a tutta la vicenda o semplicemente seguendo il proprio senso dell’avventura.

In questo modo si scoprirà che in Starlink: Battle for Atlas c’è di più. Da una parte troviamo un sistema di combattimento a bordo di caccia piuttosto divertente, quasi all’altezza di quello visto di Star Wars: Battlefront II. Dall’altra si nota una struttura da gioco di ruolo open world piuttosto solida. Tra missioni primarie e secondarie, nuove abilità da sbloccare e combattimenti adrenalinici ce n’è per tutti i gusti.

Gli amanti dei giochi Ubisoft noteranno anche un accenno del loro classico sistema di gestione della mappa. Ogni pianeta subisce, infatti, la presenza del giogo della Legione. Combattendo i loro avamposti e aiutando la resistenza autoctona si sottrarranno porzioni di territorio al controllo nemico. Sbloccare gli osservatori, poi consentirà di sbloccare parte della mappa per scoprire più facilmente nemici, risorse e quant’altro.

Scende la neve

A sorreggere tutto questo c’è un utilizzo dello Snowdrop Engine magistrale. Per chi non lo sapesse si tratta del motore grafico utilizzato da praticamente tutti i giochi di Ubisoft, da The Division a South Park, passando per Mario Rabbids. Si tratta di uno strumento potente, ma anche estremamente flessibile. Su Switch, infatti, non si può avere la stessa risoluzione o qualità ottenibile su PS4, One e PC, ma anche con qualche rinuncia il risultato è comunque notevole.

Il passaggio da un pianeta all’altro avviene senza tentennamenti o caricamenti, la linea dell’orizzonte è profonda e anche fenomeni quali il pop-up degli oggetti sono ridotti a livelli tollerabili. L’impatto generale, quindi, è decisamente convincente, grazie ad un buon design e qualche scorcio decisamente ispirato. Se dal punto di vista tecnico, quindi le differenze sono tollerabili, la presenza di Fox McCloud all’interno della versione per Switch rende quest’ultima la migliore sul mercato. Il protagonista di Star Fox, infatti, è stato inserito in maniera piuttosto naturale all’interno della trama con qualche linea di dialogo aggiuntiva e un paio di missioni secondarie da portare a termine.

Guidare e combattere con l’Airwing, inoltre, sono cose che per i nostalgici del SNES e N64 non hanno prezzo.

Starlink: Battle for Atlas, com’è?

Starlink: Battle for Atlas

Ecco lo Starter Pack per Nintendo Switch.

Nonostante non abbia goduto dell’esposizione mediatica di Assassin’s Creed o The Division 2, Starlink: Battle for Atlas è un prodotto confezionato con cura. Le astronavi giocattolo sono solide e ben costruite e il loro utilizzo non è invasivo.

Dal punto di vista ludico l’avventura non spicca per varietà o originalità, ma guidare le navi spaziali è divertente e il livello di sfida sorprendentemente impegnativo. Se siete quindi alla ricerca di un’avventura dai toni leggeri, magari da condividere coi più piccoli tramite split screen (su Switch solo collegati al televisore) Starlink: Battle for Atlas potrebbe fare al caso vostro. Anche perché una volta finito il gioco rimangono sempre le navi da sfruttare “offline”.

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