Diciottenne ucciso da cinque coetanei per un debito di droga, “come in un videogame”, secondo La Stampa

By Claudia Marchetto, venerdì, 12 ottobre 2018 12:23 GMT

Secondo La Stampa i ragazzi che hanno ucciso il diciottenne, avrebbero programmato un delitto “come se fosse proprio all’interno di un videogioco”.

Ancora una volta la stampa generalista si scaglia contro i videogiochi e questa volta per un fatto di cronaca totalmente avulso dal mondo videoludico.

la stampa

A Oristano un ragazzo di diciotto anni è stato brutalmente assassinato da un gruppo di coetanei per una questione di droga. I ragazzi, stando a quanto riportato da La Stampa, avrebbero pianificato tutto nei minimi dettagli. E’ solo grazie ad una cimice installata nella macchina del padre di uno dei ragazzi che gli inquirenti sono stati in grado di scoprirli.

Un delitto atroce senza dubbio, ma che non c’entra assolutamente nulla con i videogiochi. Ma a quanto pare, La Stampa la pensa in modo differente, visto che questi “ragazzini che ogni giorno giocavano con la playstation” hanno messo in atto un delitto “come se fossero proprio nel set di un videogame. Brutali e spietati, come in un combattimento virtuale“.

Perché accostare, per l’ennesima volta, un omicidio così efferato ai videogames? Forse, proprio come suggerisce un utente che ha commentato la notizia “invece di associare sempre i videogiochi alla violenza, le si dovrebbero associare il disagio sociale e l’assenza di una cultura civica di base“.

Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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