Il ritorno del Blue Bomber in Mega Man 11 – Recensione

By Giovanni Panzano, venerdì, 5 ottobre 2018 13:39 GMT

Cercando di mantenere la calma, abbiamo sconfitto tutti i nuovi e tostissimi boss di Mega Man 11. Ecco la nostra recensione del gioco.

Nonostante abbia trascorso un periodo buio, Capcom è riuscita negli ultimi tempi ad inanellare una serie di successi che l’ha riportata nell’Olimpo degli sviluppatori giapponesi. Dopo Resident Evil 7, Monster Hunter World, l’annuncio di Resident Evil 2 Remake e quello di Devil May Cry 5, è il turno di Mega Man 11, anch’esso un gradito ritorno. Sarà riuscita l’azienda di Osaka a proporre un vero sequel della serie o si tratta di un insuccesso in pieno stile Mighty N°9? Scopriamolo insieme.

Double Gear

Mega Man 11 si apre con un breve filmato nel quale il malvagio Dr. Wily, vecchia conoscenza del creatore del robottino blu e di tanti altri suoi simili, il Dr. Light, torna per vendicarsi di un torto subito. Utilizza quindi il sistema Double Gear per rendere malvagi gli 8 esseri robotici che diventeranno così i boss di altrettanti stage da affrontare.

Fortunatamente anche il nostro Blue Bomber potrà avvantaggiarsi del Double Gear, un congegno che dona enormi potenzialità a chi lo indossa. Grazie ad esso potrete infatti rallentare il tempo o potenziare i vostri attacchi con la semplice pressione di un tasto. A differenza delle altre abilità, questa può essere usata infinite volte, ma dovrete prestare attenzione alla barra del surriscaldamento che, una volta piena, vi impedirà per un breve lasso di tempo di tornare ad utilizzare il Double Gear. Esiste anche una terza opzione, che consiste nel potenziare a dismisura il blaster di Mega Man per una manciata di secondi. Questa abilità, però, va utilizzata con molta attenzione dal momento che, terminato l’effetto, sarete più deboli per qualche istante. Quando il potenziamento del danno è attivo, infine, potrete attivare una versione alternativa e più potente di tutte le abilità che andrete sbloccando nel corso del gioco.

Otto sotto un tetto

Per quanto riguarda la struttura di gioco, non troverete grossi cambiamenti rispetto al passato e ciò non è necessariamente un male. Sin dal primo momento potrete decidere quale degli 8 boss affrontare, ciascuno nel suo stage. Sebbene non ci sia quindi un ordine ben preciso, è comunque consigliabile per i giocatori meno esperti seguirne uno. Per ogni boss sconfitto, come da tradizione, ne acquisirete i poteri, grazie ai quali potrete eliminare con maggior semplicità uno degli altri antagonisti.

Seppur con alti e bassi, i 12 livelli presenti nel gioco (8 iniziali e 4 appartenenti alla fase finale) ci sono piaciuti tutti. Gli sviluppatori hanno cercato di inserire delle novità in termini di gameplay in quasi ogni area e alcune di esse sono davvero azzeccate. Avremmo gradito una maggior varietà per quanto riguarda i nemici e una presenza minore di situazioni spinose. Se l’elevata difficoltà del gioco è sicuramente apprezzabile, lo è di meno la decisione del team di sviluppo di inserire alcune sezioni alle quali è quasi impossibile sopravvivere al primo tentativo. Queste “cattiverie”, che prescindono dall’abilità, puntano semplicemente ad aumentare artificialmente la longevità del gioco.

Nel nostro caso abbiamo impiegato circa 8 ore a completare l’avventura a difficoltà normale, la seconda delle 4 presenti. Ovviamente stabilire la durata effettiva del gioco è molto complesso e dipende in gran parte sia dall’abilità del giocatore che dal livello di sfida selezionato.

Al laboratorio!

In aiuto dei giocatori meno abili interviene il Laboratorio del Dr. Light. Si tratta di una sorta di negozio nel quale potrete spendere i bulloni raccolti in giro per gli stage. Grazie ad essi non solo potrete ottenere i moduli che potenziano permanentemente il vostro personaggio, ma anche consumabili quali vite extra, scudi per gli spuntoni, pozioni per la vita e tanto altro. Sfruttare questo sistema a proprio vantaggio sarà molto importante, poiché di default avrete a disposizione solo 2 vite con le quali provare ad uscire vittoriosi dallo stage.

Se siete invece dei veterani della serie, sappiate che c’è pane per i vostri denti. Oltre a giocare alle difficoltà più elevate, potrete cimentarvi nelle numerose sfide tentando di superare ogni record in classifica. Anche ottenere tutti i trofei e obiettivi sarà un’impresa al limite dell’impossibile e solo i più bravi riusciranno a conquistare il Platino.

Un piccolo extra è poi rappresentato dalla galleria, grazie alla quale è possibile dare uno sguardo ai modelli poligonali di boss e nemici incontrati nelle aree di gioco.

Yo, Mega!

Dal punto di vista tecnico il gioco è un vero gioiellino. Mega Man 11 è infatti un titolo 2.5D e, nonostante il gameplay bidimensionale, vanta modelli tridimensionali di protagonista, nemici, oggetti e parti dei fondali. Le immagini che fanno da sfondo sono invece 2D e alcune di esse sono particolarmente ispirate, soprattutto quelle delle boss fight. Su PlayStation 4 Pro, piattaforma sulla quale abbiamo avuto l’occasione di testarlo, non abbiamo mai riscontrato problemi di fluidità e i caricamenti sono sempre stati immediati. Nulla di particolare da segnalare per quanto concerne la colonna sonora, che vanta sia brani non eccezionali che alcuni, come quello del menu principale, che rischierà di entrarvi nella testa.

Insomma, se siete dei vecchi fan della saga che stanno ancora soffrendo per la delusione rappresentata da Mighty N°9, non possiamo che consigliarvi l’acquisto. Grazie poi ai livelli di difficoltà più accessibili e al negozio oggetti, questo Mega Man potrebbe essere l’occasione giusta per i novizi di avvicinarsi alla serie senza subire traumi.

Vi ricordiamo che Mega Man 11 è venduto al prezzo budget di 29,99€ nella sua versione digitale ed è disponibile su PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One e PC.

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