Super Mario Party, un minigioco per domarli tutti – recensione

By Luca Forte, mercoledì, 3 ottobre 2018 15:08 GMT

L’ex idraulico e il suo gruppo di amici torna alla carica con un party game ricco e divertente. Siete pronti a lanciare un sacco di dadi?

Undici esatti capitoli usciti su svariate console Nintendo a partire dall’originale, datato 1998, su Nintendo 64. Vent’anni di dadi virtuali e mini giochi di gruppo. Questa la storia di Mario Party, uno degli ibridi più prolifici tra gli spin off tratti dall’universo “mariesco”.

Vi parlo di ibrido perché la serie nasce e si sviluppa attorno al concetto di gioco da tavolo. Degli input piuttosto chiari che, rielaborati sotto forma di party game videoludico, hanno sfruttato classici elementi quali tabelloni, dadi da lanciare e caselle su cui avanzare.

Super Mario Party

Un mega party

In qualche modo, Super Mario Party è la summa del concetto espresso poche righe sopra; l’esaltazione massima dell’ibridazione board game/videogame, nonché il più grande e corposo capitolo nella storia della saga.

Il titolo di Nintendo offre infatti un nutrito numero di opzioni di gioco che fanno da ricco contorno alla solita modalità Mario Party. All’interno di questa modalità, a cui potremo accedere attraverso la “piazza party”, una sorta di hub che racchiude tutte le varianti del gioco, troviamo tutti gli elementi che abbiamo già imparato a conoscere in passato se siamo entrati in contatto con la serie. Quattro i tabelloni presenti, di cui tre disponibili sin da subito; ognuno con un setting che determina sia gli imprevisti che è possibile trovare sul percorso,sia i simpatici bonus dal quale si potrà trarre qualche vantaggio.

Lo scopo è sempre il solito: alla fine dei turni colui che avrà più stelle sarà decretato vincitore. Per ottenere stelle bisogna spendere monete finendo sulla casella di Todette disposta casualmente sul tracciato. Per guadagnare monete, invece, bisogna vincere i mini giochi che, alla fine di ogni round, bisognerà obbligatoriamente giocare.

Nonostante un grande classicismo di fondo, anche in questa modalità regina gli sviluppatori hanno scelto di inserire qualche novità. La prima riguarda la presenza di dadi unici per ognuno dei 16 personaggi che compongono il roster (più alcuni bonus da sbloccare). Oltre a quello classico a sei facce, i vari protagonisti potranno sfruttare il proprio dato, ognuno con poteri unici e particolari. La seconda novità è invece il ritorno dei partner, PNG che daranno supporto con il loro dado e che torneranno utili in particolari mini giochi. A chiudere la girandola di variabili ci pensano anche Toad e Kamek, personaggi che, verso la fine della partita, “casteranno” bonus e malus sulle caselle del tabellone. Insomma, tutto si può dire tranne che manchino colpi di scena.

Un minigioco per domarli tutti

Parlare dei mini giochi vuol dire raccontare di quella che è l’esperienza centrale del titolo. Ottanta nuove sfide che sfruttano in maniera sapiente tutte le caratteristiche dei precisissimi joy-con di Nintendo. Sebbene qualche sfida sia più riuscita di altre, nel complesso il lavoro svolto dagli sviluppatori è davvero valido e divertente. Difficilmente vi troverete a borbottare a causa della noia.

super mario party

I mini giochi raccontano anche di una lodevole varietà d’approccio: tutti contro tutti, due contro due e addirittura tre contro uno. A questo si aggiunge anche un tutorial completamente rivisto rispetto al passato, e ora più fruibile ed intuitivo.

Una volta che avremo giocato uno di questi simpatici giochini, lo stesso si renderà disponibile all’interno della voce mini giochi. In questo modo si darà al giocatore la possibilità di scegliere la sfida che più lo aggrada in partite guidate dallo spirito del “mordi e fuggi”.

Come se non bastasse, all’interno della piazza party si potrà accedere anche a due varianti uniche ed inedite, “Palco del Ritmo” e “Sala dei Giocattoli”. La prima è una gara che racchiude tutta una serie di sfide basate sul ritmo della musica e sul giusto tempismo. La seconda, invece, è probabilmente la variante più estrosa dell’intero pacchetto. Sfruttando una o addirittura due Switch affiancate tra loro potremo cimentarci in mini giochi davvero particolari. Da una versione modificata del baseball, passando per una sfida tra carri armati su mappa modulare composta dall’unione degli schermi di due Switch, fino ad arrivare ad un rompicapo in cui dovremo muovere gli schermi della console per farli combaciare, in modo da ricreare l’immagine di un casco di banane. Sfide davvero uniche, ma occhio: il rischio di vedere Switch volare per terra è davvero alto!

Non meno importanti e degne di menzione, anche se non ho avuto modo di provarle, sono le sfide sotto forma di Olimpiadi, che potranno essere giocate anche online. Cinque mini giochi mordi e fuggi per decretare il miglior giocatore di Mario Party nel mondo. Un’aggiunta simpatica, quasi inaspettata, per una serie che ha sempre guardato con più concretezza ( e continua a farlo!) al multiplayer locale rispetto a quello online.

I will survive

A corollario delle tante varianti proposte, ho deciso di lasciare quella che maggiormente ha entusiasmo e divertito: Acque Selvagge. Senza timore di smentita è facile affermare che questa è la modalità più riuscita dell’interno pacchetto, in grado di portare quella ventata di aria fresca spesso richiesta dai fan. Alla guida di un gommone ci troveremo a navigare su un fiume strutturato a bivi, in maniera estremamente similare alle strade di Out Run.

Lo scopo è quello di arrivare alla fine del percorso prima che scada il tempo, con l’obbligo di evitare gli ostacoli ma anche, anzi soprattutto, di colpire dei palloncini che ci permetteranno di accedere a dei mini giochi collaborativi per tutti i giocatori; meglio porteremo a termine questi giochi, maggior saranno i secondi che si andranno a sommare a quelli che ci rimangono. Una sorta di survival mode dinamico, divertente e per nulla banale, nonché la modalità che mi sento di consigliare più caldamente quando siete in quattro a condividere una partita.

Aggiungi un posto a tavola

Parlando proprio di numeri è sacrosanto specificare che Super Mario Party è un gioco pensato per i gruppi di giocatori (fino a 4 sulla stessa console, oppure a coppie su due console differenti). Sebbene sia possibile giocare anche in solitaria praticamente quasi tutte le varianti, il gioco perde di mordente, risultando lento e noioso.

Inoltre, a ribadire il concetto espresso qui sopra, per giocare è necessario sfilare sempre i due joy-con, che vengono utilizzati singolarmente nella loro configurazione orizzontale. Ulteriore dimostrazione di come la portabilità sia stata concepita nell’ottica di un console posta attorno ad un tavolo di amici e non di una veloce partita tra una fermata del tram e l’altra.

Una scelta che non rappresenta assolutamente un valore negativo, soprattutto alla luce di quello che ha sempre rappresentato il franchise di Nintendo per le sue console. Al contrario, è invece il miglior Mario Party in circolazione: ricco, divertente e in grado di sfruttare tutte quelle qualità di immediatezza e condivisione che Switch ha tra le sue caratteristiche portanti. Se amate i party game e avete voglia di lanciare qualche dado digitale, Super Mario Party è quello che fa per voi.

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