Alla conquista del mondo ellenico con Assassin’s Creed Odyssey – Recensione

By Giovanni Panzano, lunedì, 1 ottobre 2018 13:00 GMT

Abbiamo vestito i panni di un mercenario spartano per seminare morte e distruzione nell’antica Grecia di Assassin’s Creed Odyssey. Ecco la nostra recensione.

Quando Ubisoft ha annunciato Assassin’s Creed Odyssey non tutti gli utenti hanno apprezzato l’arrivo di un nuovo capitolo a così breve distanza di tempo. Origins aveva risollevato le sorti della serie dopo un anno di pausa e un paio di capitoli “problematici”, che avevano provocato un calo delle vendite. Col tempo, però, l’azienda francese ha cercato di spiegare come questo Odyssey sia stato sviluppato in contemporanea con il suo predecessore, col quale condivide la forte componente da GDR.

Si tratta quindi di un gioco realmente nuovo o di un Assassin’s Creed Origins 2.0? Scopriamolo insieme.

Questa è Sparta!

Assassin’s Creed Odyssey è un prequel di Origins ed è ambientato nell’antica Grecia, più precisamente agli albori della guerra del Peloponneso. Il giocatore vestirà i panni di un mercenario spartano, del quale potrà decidere per la prima volta nella serie il sesso (Alexios o Kassandra). Una serie di eventi spingeranno il misthios ad abbandonare la piccola Cefalonia ed esplorare l’immenso mondo di gioco per affrontare il proprio passato.

Nel corso della nostra “Odissea” incontreremo numerosi personaggi che abbiamo imparato a conoscere grazie ai libri di storia e filosofia e visiteremo luoghi storici quali Atene o Megara. La quest principale riuscirà ad intrattenervi grazie a numerosi colpi di scena e un protagonista sicuramente carismatico. Sebbene nelle primissime ore di gioco si possa avere l’impressione di essere di fronte al classico fattorino dei giochi di ruolo, la vera personalità di Alexios (o Kassandra) verrà fuori nel corso del tempo.

Il giocatore avrà inoltre un ruolo fondamentale nel plasmare a proprio piacimento il carattere del protagonista. Grazie ai dialoghi a scelta multipla verrete costantemente messi di fronte a decisioni più o meno importanti. Ogni singola scelta presa non solo vi darà il totale controllo anche sulle missioni minori, ma vi darà l’occasione di scegliere se vestire i panni di un malvagio o di un mercenario dal cuore di panna. Spesso il gioco vi guiderà con delle icone che vi lasceranno intuire le conseguenze di quella scelte, altre volte dovrete semplicemente ragionarci su.

Nel complesso ci riteniamo quindi molto soddisfatti del comparto narrativo, così come delle sequenze “extra” che comprendono le sezioni nel presente, delle quali però non approfondiremo il discorso per evitare spoiler.

Malàka!

Passiamo però al cuore pulsante dell’esperienza: il gameplay. Odyssey non stravolge quanto fatto da Assassin’s Creed Origins, ma ne potenzia ogni singolo aspetto. Se la componente ruolistica era prima più marginale, qui svolge un ruolo da protagonista. Non solo potremo assegnare delle abilità attive al nostro misthios (4 ravvicinate e 4 a distanza), ma avremo la totale gestione del suo equipaggiamento. Non vi sarà il solito crafting legato alle armature, i cui pezzi andranno raccolti dai forzieri o sbloccati portando a termine le missioni.

Ciascun elemento del nostro inventario contribuirà a far salire uno dei 3 parametri tra Cacciatore, Guerriero ed Assassino. Questi numeretti, all’apparenza secondari, si riveleranno essere fondamentali nell’economia di gioco. Ciascuno di essi determinerà l’efficacia del protagonista con gli archi, le armi corpo a corpo e gli attacchi furtivi. In base al nostro stile di gioco dovremo quindi selezionare con cura l’arsenale da utilizzare e non farci abbindolare dal suo aspetto o livello di rarità.

Nel caso poi ci fosse qualche pezzo d’equipaggiamento al quale siete particolarmente legati potrete ricorrere all’aiuto del fabbro. Questo non solo potrà potenziare armi e armature al vostro livello, ma personalizzarle con le Incisioni. Sbloccabili in svariati modi, le Incisioni sono dei perk che potenziano statistiche o abilità, rendendo talvolta essenziali alcuni oggetti nel vostro inventario.

Come in mare così in terra

Essere efficienti in ogni campo sarà importante anche a causa delle modifiche apportate al combat system, ora più divertente e frenetico. Lo scudo è stato infatti abbandonato per lasciare spazio ad un sistema di parry e schivate. Le prime, se fatte col giusto tempismo, lasceranno inerme l’avversario per una manciata di secondi. Le schivate perfette, invece, rallenteranno il tempo consentendoci magari di scagliare una freccia sul volto del nemico.

Nell’economia di gioco le abilità saranno essenziali per uscirne vivi dai combattimenti più ardui. Tra queste troviamo frecce potenziate, attacchi furtivi attivabili dalla distanza (in stile Ombra della Guerra) e l’immancabile Calcio di Sparta, grazie al quale potrete sfruttare la gravità per eliminare i nemici più tosti. Siamo ancora una volta lontani dal combat system perfetto, ma è innegabile come siano stati fatti dei passi in avanti rispetto al passato.

Inutile dire che per spostarsi tra le numerosissime isole greche non dovrete nuotare. Alexios e Kassandra disporranno di una nave, l’Adrestia, utile sia per gli spostamenti che negli scontri con i pirati che popolano le acque del gioco. Per i fan di vecchia data possiamo rassicurarvi dicendo che il sistema di combattimento della nave non si discosta particolarmente da quanto visto in Black Flag e Rogue. Il giocatore avrà anche l’opportunità di personalizzare e potenziare vari aspetti della nave in un’apposita schermata. Molto simpatica è anche la possibilità, un po’ come in The Phantom Pain, di stordire alcuni bersagli per poi reclutarli nel proprio equipaggio.

Il volo di Icaro

Una delle novità di Assassin’s Creed Odyssey consiste nell’introduzione di una doppia modalità di gioco: guidata ed esplorazione. La prima vi fornirà immediatamente tutti i segnali di missione sull’immensa mappa di gioco. Selezionando invece esplorazione, consigliata dagli stessi sviluppatori, non vi apparirà quasi mai un indicatore sulla mappa quando accetterete una missione.

Non dovrete mai faticare per trovare il luogo indicato, dal momento che sia i dialoghi che la descrizione della quest vi forniranno abbastanza informazioni per intuire la destinazione. Una volta nei pressi dell’obiettivo vi apparirà comunque un prompt a schermo e, da quel momento, potrete affidare alla vostra aquila Icaro il compito di individuare il bersaglio. Non si tratta di nulla di rivoluzionario, ma la sensazione di dover impegnarsi un minimo per intuire il da farsi risulta sicuramente piacevole.

Oltre le Colonne d’Ercole

Se dal punto di vista del gameplay il titolo ci ha convinti, l’aspetto che ci ha davvero stupiti di Assassin’s Creed Odyssey è la mole di contenuti a disposizione del giocatore. La mappa di gioco è immensa e ogni suo angolo nasconde una missione, un enigma, un avamposto o una secondaria generata proceduralmente. A tutto ciò si aggiungono attività quali l’arena e un sistema di gestione dei territori che vi permetterà di essere l’ago della bilancia tra Atene e Sparta. Potrete infatti indebolire la fazione che governa una regione e ribaltare la situazione con una battaglia che vedrà protagonisti un bel po’ di avversari a schermo. La stessa trama principale si dividerà in 3 diversi rami. In più di un’occasione al giocatore sarà lasciata la quasi totale libertà di procedere nell’ordine che vuole.

Abbiamo poi gradito molto la scelta di tenere il livello dei nemici sempre bilanciato rispetto al nostro. Una meccanica del genere dà la possibilità di godersi il gioco anche a chi ama perdersi nelle attività secondarie, senza però ritrovarsi con un livello troppo elevato per le missioni della storia successive. Lo stesso discorso vale ad esempio per le secondarie accettate in precedenza, che non diverranno mai “obsolete” o troppo semplici.

Purtroppo molte di queste missioni secondarie non riusciranno a coinvolgervi a pieno e potrebbero presto risultare ripetitive. Va comunque premiata la volontà di inserirne così tante, soprattutto se consideriamo che nella quasi totalità di esse ci saranno dialoghi a scelta multipla e piccole decisioni da prendere.

Chaire!

Il comparto tecnico di Assassin’s Creed Odyssey segna un ulteriore passo in avanti per la serie, senza però aumentare troppo il dettaglio grafico. Ad eccezione dei volti, migliorati moltissimo, gli sviluppatori si sono concentrati su aspetti quali le dimensioni della mappa e la fedeltà degli ambienti proposti. Il risultato è eccezionale per quanto concerne il colpo d’occhio, sebbene i singoli elementi su schermo non sconvolgano per qualità.

Purtroppo un titolo con ambizioni del genere non è esente da difetti e, come negli altri episodi della serie, anche Odyssey presenta svariati bug. Fortunatamente non è nulla di particolarmente fastidioso e nella quasi totalità dei casi non vi rovineranno l’esperienza (Unity è solo un brutto ricordo). L’unico tra questi che potrebbe infastidirvi è una mancanza di sync tra il labiale e il doppiaggio in alcuni dialoghi secondari, che speriamo venga risolto presto. Nulla da eccepire infine per quanto riguarda il comparto sonoro, con un doppiaggio in italiano di buona fattura e musiche piacevoli.

Se siete disposti a chiudere un occhio su alcune problematiche quali la ripetitività di alcune attività secondarie e qualche problemino di natura tecnica, vi ritroverete davanti non solo ad un ottimo gioco di ruolo, ma anche al più grande Assassin’s Creed di sempre. Non lasciatevi quindi ingannare dall’assenza di una lama celata, poiché la leggendaria lancia di Leonida saprà essere all’altezza.

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