FIFA 19: Squadra che vince non si cambia – Recensione

By VG247.it, mercoledì, 19 settembre 2018 16:49 GMT

FIFA 19 irrompe sul mercato rinnovando la sua eterna sfida con Pro Evolution Soccer.

Come ogni anno il carrozzone calcistico di EA Sports riparte alla conquista del gotha dei simulatori dello sport più amato del mondo, forte della nuova e prestigiosa licenza della Champions League. Ce l’avrà fatta FIFA 19 a tenere dietro l’arrembante rivale di sempre Pro Evolution Soccer? Scopritelo con noi.

fifa 19

Quest’anno la sfida tra i due colossi calcistici è ben più incerta del solito visto che Konami si è presentata ai nastri di partenza forte di un prodotto decisamente valido come PES 2019. Un titolo non certo perfetto, e con grandi deficienze dal punto di vista di rinnovamento dei contenuti e carenza di licenze, ma che dalla sua ha un gameplay sopraffino in grado di fare la felicità di ogni videogiocatore appassionato di pura simulazione calcistica.

Quali armi avrà schierato EA Sports per combattere l’arrembante avversario nipponico? I soliti: una mole spropositata di contenuti, un parco licenze praticamente sterminato e un gameplay che, come vedremo, pur non rivoluzionandosi, riserva qualche piccola sorpresa.

Vecchi vizi e nuove virtù

Il gameplay di FIFA 19 non si presenta come una rivoluzione per la serie, ma porta comunque con sé numerosi piccoli cambiamenti che rendono il calcistico EA Sports decisamente più godibile del precedente capitolo. Se si pensa a FIFA 18, infatti, le criticità di gameplay che sovvengono subito alla mente sono senza dubbio l’inadeguatezza dei portieri (soprattutto nei confronti del famigerato driven shoot e nei tiri da fuori), l’eccessiva mole di pali e traverse colti in una singola partita ed, in definitiva, un gameplay fin troppo basato sulla pura velocità che rendeva il gioco più simile ad un flipper che ad un simulatore calcistico, andando a premiare oltremodo le squadre in grado di schierare un buon numero di velocisti tra i propri ranghi.

Ci teniamo subito a rassicurarvi: in FIFA 19 la situazione non è così estrema come nel suo predecessore. EA Sports ha fatto un buon lavoro nel cesellare il gameplay della sua nuova creatura ed il prodotto finale risulta decisamente più godibile di FIFA 18.

Gli sviluppatori canadesi hanno lavorato sodo per evitare che in FIFA 19 si riproponessero i risultati tennistici del precedente capitolo e, seppur non abbiamo rilevato un sostanziale miglioramento delle prestazioni dei portieri, il lavoro fatto sulla meccanica di tiro rende la vita decisamente più difficile all’attaccante di turno.

Tra le varie modifiche al gameplay di FIFA, infatti, quella relativa alle meccaniche di tiro risulta essere decisamente quella più sostanziale. EA Sports, invece che potenziare gli estremi difensori e renderli dei “mostri paratutto” ha deciso di intervenire direttamente alla fonte e rendere la meccanica del tiro in porta qualcosa di ben più complesso della semplice pressione di un tasto. Il tanto amato-odiato driven shoot, che spadroneggiava nel precedente capitolo, è stato reso decisamente più difficoltoso da scoccare rendendo necessaria la pressione dei due dorsali superiori (l1+r1 o lb+rb) per la sua esecuzione ed il vecchio doppio tap al pulsante di tiro è stato delegato ad una nuova e decisamente gustosa meccanica.

Se in FIFA 19, infatti, sarà ancora possibile calciare con la semplice pressione del tasto di tiro (con il tempo di pressione ancora delegato a regolare la potenza della conclusione) la nuova meccanica della “finalizzazione a tempo” aggiunge una decisa dose di complessità alle conclusioni verso la porta avversaria. Premendo il testo di tiro una seconda volta (come avveniva lo scorso anno per il driven shoot) con il giusto tempismo si attiverà la “finalizzazione a tempo” che, se ben eseguita, donerà ai nostri tiri potenza e precisione decisamente maggiori. Tutto questo ha però un rovescio della medaglia: se non azzeccheremo il giusto tempismo nel secondo tap (e vi assicuriamo che non è affatto semplice), infatti, il rischio di una conclusione sbilenca sarà decisamente alto. Premendo troppo presto la nostra conclusione risulterà decisamente strozzata e fiacca (la classica “ciabattata”) mentre se attenderemo troppo ad effettuare la seconda pressione il rischio di spedire il pallone in tribuna sarà assolutamente dietro l’angolo.

Ad una occhiata distratta può sembrare una modifica di poco conto in quanto si tratta semplicemente di una ulteriore pressione di un tasto, ma vi assicuriamo che nella concitazione della partita la sua esecuzione sarà decisamente difficoltosa e il rischio di una pessima figura molto più concreto di quanto si possa immaginare. Certo sarà sempre possibile non utilizzarla e calciare il pallone “alla vecchia maniera” ma la sua efficacia vi porterà ad eseguirla e tentare di padroneggiarla molto più spesso di quanto possiate pensare, soprattutto se siete intenzionati a competere ai livelli più alti.

Tutto questo, secondo noi, comporta però un rischio non da poco: se infatti questa nuova meccanica, data la sua difficoltà di esecuzione, renderà all’inizio molto più complesso scoccare “bordate” imparabili non vorremmo che, una volta che i giocatori avranno assimilato a dovere il tempismo necessario all’esecuzione, questa nuova meccanica si trasformi in una tecnica potenzialmente devastante da “spammare” di continuo riportando la serie verso i non troppo apprezzati risultati tennistici dello scorso capitolo. Se i nostri sospetti sono fondati, comunque, lo scopriremo solo col tempo.

Se credete, comunque, che la finalizzazione a tempo sia l’unica novità inserita da EA Sports in FIFA 19 vi sbagliate di grosso: l’operato degli sviluppatori canadesi nel migliorare la loro simulazione calcistica non si ferma affatto qui.

FIFA

Degno di nota infatti è il nuovo Active Touch System che rende molto più realistico il controllo del pallone grazie a moltissime nuove animazioni, una fisica del pallone decisamente più “pesante” (e realistica) ed, in definitiva, tantissime piccole sfumature che rendono sempre diverso l’impatto con la sfera, soprattutto se si utilizzeranno i calciatori più famosi che potranno contare su tutto un set di animazioni personalizzate nel contatto con la palla decisamente fedeli alla realtà. Stick destro alla mano, il controllo del pallone risulta essere decisamente più fluido e si ha la costante sensazione di avere una padronanza quasi totale dei movimenti del proprio calciatore.

Gli sviluppatori canadesi hanno apportato importanti modifiche anche ai contrasti di gioco con l’inserimento del sistema “scontri 50/50“. Questo nuovo sistema va a regolare i contrasti nei confronti dei palloni vaganti, che fino allo scorso capitolo risultavano essere non proprio naturalissimi. La nuova meccanica rende gli scontri di gioco decisamente più appaganti e credibili regolandoli non solo in base agli attributi dei calciatori (forza, altezza ecc.) ma anche in base al posizionamento degli stessi nei confronti dell’avversario e del pallone.

Arriviamo ora a parlare di quella che, secondo noi, è la più grande (e gradita) novità di FIFA 19: l’introduzione delle tattiche dinamiche.

EA Sports per questo nuovo episodio della sua saga calcistica ha completamente rivoluzionato tutto il sistema delle tattiche di gioco inserendo le tattiche dinamiche, che ci permettono di cambiare durante la partita tra vari piani di gioco precedentemente impostati. Tramite l’uso del D-Pad, come lo scorso anno, potremo scegliere tra varie impostazioni di gioco tra cui, difensivo, equilibrato, offensivo ecc., ma la vera grande differenza sta che ad essi è associato tutto un piano di gioco che potrà essere completamente diverso da quello con cui abbiamo iniziato la partita, sia nel modulo che in tutte le varie impostazioni come l’altezza della difesa, l’impostazione del pressing e molto altro ancora. Il tutto senza passare per il menù di gioco.

Dobbiamo necessariamente dire di essere stati piacevolmente sorpresi da questa introduzione che dona una profonda svolta tattica alle partita di FIFA 19: per la prima volta siamo veramente “padroni” dei movimenti dei nostri giocatori sul campo di gioco riuscendo, in caso di necessità, a stravolgere in un attimo il nostro piano di gioco originario per cercare di far girare la partita verso i nostri binari.

Tutto bene, quindi, per quanto riguardo il gameplay di FIFA 19? Beh no, purtroppo qualche “vizio” atavico della serie rimane ben presente come l’insopportabile mole di pali e traverse colpiti durante le partite, l’IA dei portieri che continua ad essere quantomeno deficitaria ed altri piccoli particolari che, pur non rovinando l’esperienza di gioco, vengono notati dall’utente un po’ più “smaliziato”.

Con questo non vogliamo scoraggiarvi però, FIFA 19 è assolutamente un gioco molto migliore del suo predecessore “pad alla mano”, ma non possiamo non notare come il gameplay del suo diretto concorrente (PES 2019) si ponga come metro di paragone per quanto riguarda le simulazioni calcistiche, con il titolo EA Sports che deve necessariamente accodarsi.

Terminata la parte che riguarda il gameplay arriviamo sui territori più congeniali a FIFA 19, dove il calcistico EA Sports si prende la sua bella rivincita nei confronti del diretto concorrente.

Contenutisticamente immenso

Partiamo subito da un presupposto insindacabile: FIFA 19 stravince nei confronti di PES 2019 sia per quanto riguarda l’offerta ludica sia per (ovviamente) le licenze ufficiali. Gli sviluppatori canadesi hanno costruito un titolo quanto mai ricco di contenuti, sia per il giocatore singolo sia per il multiplayer (di cui parleremo in uno speciale apposito prossimamente).

Anche solo nella semplice modalità “Calcio D’Inizio” il calcistico di EA Sports si dimostra strapieno di cose da fare con una offerta ludica che va dalla classica partita singola, al match di Champions League (quest’anno completamente licenziata e provvista anche di una modalità propria in cui affrontare l’intera coppa con la vostra squadra preferita), per arrivare ai nuovi match con le regole personalizzate, alla modalità survival o al match senza regole in cui potrete darvele di santa ragione senza preoccuparvi degli arbitri. Non mancano ovviamente le classiche modalità carriera (sia allenatore che calciatore) che i tornei (compresa la Women’s International Cup).

Non possiamo terminare questa analisi sull’offerta single player di FIFA 19 in altro modo che non citando la celebre modalità Il Viaggio. In questo terzo capitolo (denominato Campioni) delle avventure del giovane Alex Hunter dovremo portare la giovane stella inglese, che nel frattempo ha firmato con il Real Madrid, alla conquista dell’agognata Champions League accompagnato dai soliti amici di sempre come lo spocchioso ma simpatico Danny Williams e la sorellastra del nostro protagonista, Kim Hunter. Questi due personaggi in questo nuovo capitolo assumono un ruolo decisamente principale, in quanto avranno una propria storia che andrà ovviamente ad incrociarsi con quella di Alex e starà a noi scegliere in che ordine completare i vari capitoli dei tre giovani atleti.
Non vi sveliamo volutamente nulla della trama de Il Viaggio: Campioni per evitare di rovinarvi la scoperta delle vicende di Alex e i suoi amici. La storia è veramente scritta benissimo (anche più che in passato) con i personaggi, sia principali che secondari, tratteggiati ottimamente che non mancheranno di generare empatia nei confronti dei videogiocatori. Nella modalità poi è presente anche qualche altra novità a livello di gameplay che va ad accentuare ancora di più la vena “ruolistica” de Il Viaggio, permettendoci ad esempio di legare con alcuni compagni di squadra dei nostri protagonisti (denominati “mentori“) migliorando l’affiatamento con gli stessi e sbloccando nuovi attributi e sfide.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Dal punto di vista tecnico FIFA 19 non è un capitolo rivoluzionario ma il colpo d’occhio è di sicuro effetto, con il Frostbite Engine che fa ancora una volta un ottimo lavoro per portare sullo schermo nella maniera più realistica possibile un incontro di calcio. Le animazioni dei calciatori sono assolutamente fluide e realistiche, così come estremamente migliorata appare la fisica della sfera. Indiscutibile poi la cura impiegata da EA Sports nella riproduzione di tutto il “contorno” con stadi e pubblico perfettamente rappresentati ed in grado di generare un’atmosfera assolutamente sublime ed evocativa, che culmina nella fantastica scenografia ricreata per i match della Champions League.

Dal lato tecnico però c’è anche qualche piccola “magagna” come ad esempio i volti dei calciatori: se ovviamente i top player più famosi sono realizzati con cura certosina, lo stesso purtroppo non si può dire dei calciatori anche solo leggermente inferiori. Vedere ancora oggi calciatori come Manolas o Higuain (per restare nella nostra Serie A) scarsamente somiglianti alle controparti reali infastidisce un po’ quando, ad esempio, su PES 2019 anche giovani di belle speranze come Under e Kluivert o calciatori che militano in squadre minori presentano una estrema cura nella modellazione dei volti che appaiono assolutamente somiglianti alle controparti reali.

A livello audio FIFA 19 si presenta con la consueta ottima colonna sonora su licenza, mentre a livello di effetti sonori il titolo EA Sports mostra una cura di altissimo profilo con cori da stadio ed effetti sonori sempre assolutamente credibili. Leggermente pigra la prova dei due telecronisti Pierluigi Pardo e Stefano Nava che, pur risultando migliori della coppia Caressa-Marchegiani su PES, riciclano purtroppo molto dell’audio dello scorso capitolo.

In conclusione

Non abbiamo volutamente trattato nulla che riguardi il comparto online di FIFA 19 (soprattutto la modalità principe FUT) in quanto i server, seppur aperti, sono ancora scarsamente popolati e quindi risulterebbe quasi inutile recensire delle modalità così complesse senza una base di utenza adeguata. Ci riserviamo quindi di integrare questa recensione con un capitolo apposito dedicato all’enorme componente online di FIFA 19 entro qualche giorno.

Non ci resta quindi che esprimere le nostre considerazioni finali: chi ha vinto quest’anno? FIFA 19 o PES 2019? Ovviamente non vi daremo una risposta visto che a noi sono piaciuti entrambi, per motivi diversi.

FIFA 19 è un titolo enorme, con una mole di contenuti e licenze semplicemente fuori paramento. La cura impiegata da EA Sports nel confezionare il nuovo capitolo della sua saga calcistica è semplicemente certosina migliorando una formula assolutamente vincente perfezionandola con sapienti ritocchi ed una offerta ludica assolutamente spropositata.

Mai come quest’anno PES e FIFA sono antitetici quanto complementari. Sono quasi due facce della stessa medaglia, entrambi parimenti meritori di essere giocati. Il calcistico Konami, al fronte di un’offerta contenutistica un po’ carente, ha dalla sua un gameplay simulativo assolutamente sontuoso e, viceversa, il titolo EA Sports compensa qualche difettuccio atavico di gameplay con una offerta contenutistica di prim’ordine.

Se fosse in nostro potere, vorremmo fonderli insieme per creare il simulatore calcistico perfetto, ma visto che non è possibile vi consigliamo semplicemente di provarli entrambi e scegliere il vostro preferito, perché mai come quest’anno sono entrambi meritevoli di essere giocati.

Qualora non l’abbiate ancora letta, qui potete trovare la nostra recensione di PES 2019.

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