Call of Duty: Black Ops 4 si getta nella mischia dei battle royale con Blackout – Anteprima

By Giovanni Panzano, lunedì, 17 settembre 2018 13:00 GMT

Abbiamo trascorso un bel po’ di ore in compagnia dell’attesissima modalità Blackout di Call of Duty: Black Ops 4, ecco cosa ne pensiamo.

Qualche settimana fa abbiamo giocato con molto interesse alla Private Beta del comparto multiplayer classico di Call of Duty: Black Ops 4, il quale ci ha tutto sommato convinti. Il piatto forte dell’offerta del nuovo capitolo, però, è rappresentato dalla modalità battle royale. Attesissima fino a pochi giorni fa, poi, finalmente, è stata mostrata pubblicamente dipanando molti dubbi. Con questa seconda beta siamo riusciti a mettere le mani su Blackout e possiamo parlarvene dopo diverse sessioni di gioco.

Si tratta del titolo che surclasserà il successo di Fortnite? Scopriamolo insieme.

Blackout!

Iniziamo subito col chiarire una cosa: Blackout non ha nulla a che vedere con Fortnite Battaglia Reale. A parte le meccaniche alla base del funzionamento di tutti i battle royale, i due giochi hanno davvero poco in comune. Se proprio dovessimo azzardare un paragone, questo sarebbe con PlayerUnknown’s Battlegrounds.

Sin dai primi istanti di una partita vi renderete conto di quanto il gioco risulti però essere più complesso, sebbene questo aggettivo abbia in questo caso un’accezione positiva. Dopo qualche secondo nella Zona Logistica, l’equivalente della piccola isola di Fortnite, vi si parerà davanti una schermata nera con una voce che grida “Blackout!”. È a questo punto che vi ritroverete in mezzo ad uno sciame di elicotteri che attraversa la mappa, in attesa che tutti i giocatori facciano il loro trionfale ingresso nella partita.

Già il semplice paracadutarsi non è immediatissimo. Il movimento con la tuta alare che precede l’apertura del paracadute richiede una grande precisione. In vostro aiuto è presente un indicatore sul lato destro dello schermo che monitora la velocità di caduta. A pochi metri dal suolo il paracadute si aprirà e sarà ancor più difficile direzionare il personaggio verso il punto d’atterraggio desiderato. Insomma, si tratta di azioni che diverranno automatiche nel tempo e che per le prime ore di gioco richiederanno un po’ d’allenamento per essere padroneggiate al meglio.

Skill-based

Una volta con i piedi a terra dovrete, come in ogni battle royale che si rispetti, sfrecciare verso l’edificio più vicino con l’obiettivo di arraffare quanti più oggetti possibili. Nessuna classificazione dell’equipaggiamento in raro, epico o leggendario. Di ogni arma esiste un solo modello e avrete bisogno di una sana dose di fortuna per trovare la vostra preferita, magari con qualche accessorio da applicare al volo prima di uno scontro. Oltre al più classico inventario è infatti possibile richiamare, con la semplice pressione di un tasto, un menu rapido dal quale accedere ai consumabili e alle mod per le armi. Tale meccanica ci consente ad esempio di cambiare mirino in pochi secondi per passare da uno scontro ravvicinato con un mirino reflex ad uno a distanza con un telescopico.

Potrete facilmente intuire quanto l’abilità del giocatore avrà un ruolo centrale nell’economia di gioco. Riuscire a gestire i pochi oggetti a disposizione farà la differenza tra la vita e la morte. In Blackout, infatti, non vi ritroverete solo a raccogliere armi e armature, ma anche consumabili quali perk e strumenti tecnologici. I primi non sono altro che abilità passive che abbiamo visto negli anni nel multiplayer classico. L’unica differenza è che qui sono presenti sotto forma di consumabili che bisogna utilizzare per sfruttarne l’effetto limitato nel tempo. Uno di questi vi aiuterà, ad esempio, a sfuggire con maggiore facilità al Collasso, ovvero all’evento che provocherà il costante restringimento della parte di mappa nella quale giocare.

Nel corso delle nostre partite abbiamo trovato oggetti particolari come una macchinina radiocomandata che permette di effettuare una rapida ricognizione. Abbiamo trovato anche una scimmietta esplosiva (dalla modalità Zombi) e una sorta di trappola elettrificata. Questi strumenti sono più rari rispetto alle più comuni armi e medi-kit e vanno utilizzati con un certo criterio. Il vantaggio che danno in battaglia, se utilizzati in maniera corretta, è infatti assicurato.

Benvenuti a Nuketown

Passando invece alla mappa di gioco, possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti delle sue dimensioni. L’area di gioco di fa intuire come gli sviluppatori stiano davvero lavorando duramente per supportare i 100 giocatori (al momento si gioca con altri 87 utenti). Le varie aree riprendono alcune delle mappe storiche della serie e sono molto divertenti da esplorare e saccheggiare. Peccato per le zone che le collegano, forse un po’ spoglie e prive di particolari dettagli. Per fortuna i mezzi di trasporto sono frequenti e di varia natura. Grazie a loro ci si potrà muovere molto rapidamente tra una zona e l’altra. Magari accompagnati dagli elementi del proprio team.

Dal punto di vista tecnico il gioco presenta alti e bassi. Chiaramente non dovete aspettarvi il medesimo livello di dettaglio visto nel PvP tradizionale, vista la mole di contenuti che il vostro PC o la vostra console dovranno caricare. Mentre i modelli dei personaggi non hanno subito un particolare downgrade, è il fondale ad essere stato penalizzato. Nulla di fastidioso, sia chiaro, ma si tratta di una scelta dettata dalla volontà di dare la massima priorità alla fluidità del gioco che, seppur con qualche difficoltà, riesce a stare sui 60 fotogrammi al secondo.

Volendo poi essere attenti ai dettagli, avremmo preferito che la cartografia della mappa avesse uno stile diverso. Quello attuale, infatti, presenta dei colori che permettono di distinguere corettamente giocatori e punti d’interesse.

Attenti al Collasso

Da questa lunga prova di Blackout potremmo dire che la battle royale di COD è esattamente ciò che si saremmo aspettati da Treyarch. La reinterpretazione del genere in stile Call of Duty funziona. Detto questo, però, non possiamo astenerci dal nutrire qualche dubbio sulla qualità del supporto che riceverà il gioco. Di certo il contesto di Blackout mal si adatta a meteoriti che si schiantano al suolo o portali dimensionali. L’ipotetico arrivo di mappe aggiuntive, oltretutto, rischierebbe di frammentare l’utenza in maniera pericolosa. Nel momento in cui stiamo scrivendo sono già state attivate 2 modalità extra (Collasso Veloce e Scontro Ravvicinato), chiaro segnale che in quel di Treyarch non stanno con le mani in mano.

Un po’ di curiosità resta anche per le skin dei personaggi, elemento fondamentale per chi ama i battle royale. Non sappiamo ancora se saranno presenti delle loot box e, soprattutto, se ci sarà modo di ottenerle semplicemente giocando. Nonostante tutto, l’interesse dei giocatori è comunque altissimo e la velocità con la quale è possibile trovare una partita in qualsiasi playlist è decisamente di buon auspicio.

L’appuntamento è quindi fissato per il prossimo 12 ottobre, quando Call of Duty: Black Ops 4 arriverà su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Comments

Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com