THQ Nordic entra in possesso dei diritti e degli asset di Kingdom of Amalur e Project Copernicus

By Marcello Ruina, giovedì, 6 settembre 2018 17:14 GMT

THQ Nordic ora ha il potere di realizzare un sequel, un remaster o qualcosa di completamente inedito basato sull’universo dello sfortunato Kingdom of Amalur.

Nella giornata di oggi, THQ Nordic ha annunciato di aver acquisito i diritti di sfruttamento delle IP di Kingdom of Amalur e Project Copernicus.

Questo include anche tutti gli asset esistenti di Amalur, acquisiti direttamente dagli sviluppatori originali di 38 Studios.

Per chi non lo sapesse, nel luglio 2010, 38 Studios ricevette un prestito di 75 milioni di dollari dallo stato del Rhode Island, per lo sviluppo di Kingdom of Amalur: Reckoning. Ai tempi, il governatore Lincoln Chafee aveva pubblicamente manifestato la sua opposizione all’idea, ma non poté farci nulla, in quanto il prestito venne approvato dal suo predecessore.

Quando Kingdom of Amalur venne pubblicato, ricevette molte lodi dalla critica e dai fan, ma le vendite retail non furono entusiasmati, almeno quelle iniziali. Questo, spinse Chafee a dichiarare Reckoning un fallimento.

Tale dichiarazione, direttamente dalla bocca di un politico importante, fu la ragione per cui Electronic Arts cancellò tutti i piani per un sequel, mandando in fumo un accordo di 35 milioni.

A causa del mancato supporto da parte di EA e dello stato del Rhode Island che continuava a tartassare lo studio, nonostante i sacrifici fatti per ripagare i debiti (i dipendenti saltarono anche alcuni mesi di stipendio), 38 Studios fu costretta a dichiarare bancarotta.

Dopo svariati anni da questo spiacevole evento, THQ Nordic ha salvato questa serie dall’oblio, acquisendo anche i diritti di Project Copernicus. Per chi non lo sapesse, si tratta di un MMORPG mai andato oltre lo stato di concept, a causa dei problemi sopracitati.

Non sappiamo se THQ Nordic ha intenzione di rivitalizzare l’IP con un nuovo capitolo, oppure partendo con un remastered del gioco originale. Per il momento, possiamo tirare un sospiro di sollievo, nel sapere che la serie è in mano ad uno studio “attivo”.

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