Si torna coi piedi a terra nella Private Beta di Call of Duty: Black Ops 4 – Anteprima

By Giovanni Panzano, mercoledì, 8 agosto 2018 12:55 GMT

Diamo uno sguardo a tutte le novità presenti in Call of Duty: Black Ops 4, nuovo capitolo della serie Treyarch di cui abbiamo provato la beta.

Dopo aver trascorso un anno a combattere nella seconda guerra mondiale di Call of Duty:WWII, è il turno di Treyarch, che ci riporta nella guerra del futuro di Black Ops 4, non senza apportare qualche cambiamento alla formula di gioco.

Con l’abbandono della campagna in singolo in favore delle modalità multiplayer e la presenza di una modalità battle royale, le aspettative da parte dei giocatori sono piuttosto alte. Noi abbiamo avuto la fortuna di poter mettere le mani sulla Private Beta di questo fine settimana e, dopo 4 intensi giorni sul campo di battaglia, ecco le nostre impressioni sullo sparatutto.

Boots on the ground

Pad alla mano, ci si accorge immediatamente di come Black Ops 4 sia stato ripulito da tutte quelle meccaniche legate al movimento che i giocatori di Black Ops 3 e Infinite Warfare non avevano proprio gradito: niente più corse sulle pareti, doppi salti e chi più ne ha più ne metta. Questa volta si gioca con i piedi ben saldi a terra e, ad eccezione della possibilità di effettuare la classica scivolata, non avrete molte altre possibilità. Se credete che tale scelta abbia rallentato il ritmo di gioco, però, dovrete ricredervi. Se c’è un elemento che non è cambiato affatto in questo nuovo capitolo della serie è la freneticità degli scontri, accompagnata dall’immancabile immediatezza.

A subire dei cambiamenti invece sono molti degli elementi di contorno come la salute e il cosiddetto TTK (time to kill, ovvero la quantità di colpi necessaria a buttare giù un nemico). In Black Ops 4 ogni giocatore dispone di 150 HP (il cui indicatore è ben visibile sulla testa) e non c’è alcun modo di recuperare la salute automaticamente. Dopo ogni singolo scontro sarete chiamati a fare una scelta molto importante, ovvero decidere se ricaricare l’arma, rigettarvi nella mischia o recuperare salute utilizzando un’apposita siringa. Si tratta di un oggetto presente di default nel vostro equipaggiamento e che attiverà istantaneamente il lento recupero dei punti vita. L’aggiunta di questo gadget rende l’azione di gioco non solo più veloce, ma anche più ragionata.

Gli Specialisti non muoiono mai

A proposito di novità, non possiamo non parlare degli Specialisti, personaggi dalle abilità uniche in pieno stile Overwatch. Ciascuno di essi presenta due diverse abilità attive: la prima si ricarica molto in fretta ed ha un’utilità minore, mentre l’altra, l’equivalente di una Ultra, difficilmente potrà essere usata più di una volta nel corso della partita. Ognuno di questi specialisti è unico nel suo genere e potrebbe dare un grosso vantaggio in gioco se combinato adeguatamente con il resto della squadra. Non tutti hanno abilità basate sul danno e, nonostante nel titolo siano assenti le categorie, potremmo definirli di supporto. Seraph può, ad esempio, piazzare un punto di respawn temporaneo e Recon una piccola antenna che rileva i nemici in un’area circoscritta.

Chi proprio non vuole saperne di queste meccaniche, può comunque sostituire l’abilità primaria con strumenti da lancio quali granate, flashbang, tomahawk e tanto altro. A non poter essere rimpiazzata è invece la “Super” che, a differenza di quanto siamo abituati a vedere in altri titoli, non vi permetterà di fare stragi senza l’ausilio di una buona dose di abilità. Fatta eccezione per un paio di queste, tra le quali vi è il cane di Nomad, avremo a disposizione armi molto letali per un periodo di tempo limitato come fucili di precisione, revolver o lanciagranate.

Se nemmeno le abilità speciali fanno per voi, allora potete ripiegare sulle immancabili Scorestreak, che permettono di scagliare contro gli avversari ogni genere di arma letale. Ai più classici UAV, missili teleguidati e droni da combattimento si aggiunge anche la possibilità di chiamare in battaglia una squadra di 2 soldati ai quali potremo dare anche dei semplici ordini. Tutto molto interessante se non fosse che questa volta, rispetto al passato, sarà un po’ più complesso utilizzare questo genere di aiuti. Solo i giocatori più abili riusciranno infatti ad eseguire più uccisioni in serie e, nelle nostre numerose partite, non abbiamo mai assistito al tripudio di esplosioni e missili che ha spesso infastidito i giocatori. Ovviamente capiterà di morire per via di un razzo a pochi secondi dallo spawn, ma vi assicuriamo che la maggior parte delle uccisioni (e delle morti) avverrà tramite l’utilizzo delle armi da fuoco.

Ce n’è per tutti

Proprio le armi ci sono sembrate l’aspetto meglio bilanciato di questa beta. Certo, è ancora presto per discuterne, ma abbiamo notato che al momento non ci sono armi preferite rispetto ad altre. Le stesse mitragliette, solitamente molto forti, si adattano meno ad ogni situazione e fanno il loro dovere quasi esclusivamente negli scontri ravvicinati. L’unico dubbio rimane sul fucile dedicato al quickscope, troppo forte nelle mani di un giocatore dalla buona mira, rendendolo così invincibile contro qualsiasi altro utente che imbraccia un’arma di diverso tipo.

Il level design delle 5 mappe a disposizione (Seaside, Contraband, Gridlock, Frequency e Payload) ci è sembrato inoltre molto curato. In ciascuna di esse troverete infatti una specifica area in cui poter utilizzare la vostra arma preferita. Ci sono ad esempio finestre per i cecchini e stretti corridoi per gli amanti di fucili a pompa e mitragliette.

Sempre a proposito del bilanciamento, l’unico elemento che potrebbe seriamente comprometterlo è il giubbotto antiproiettile. Grazie a questo oggetto i nemici impiegheranno più tempo ad uccidervi ed è quasi impossibile che un giocatore che ne sia sprovvisto riesca ad avere il sopravvento su uno che lo indossa.

Nulla di particolare da dire sul sistema di classi e le modalità di gioco, in entrambi i casi riprese di pari passo dai capitoli precedenti. Durante la prova sono state rese disponibili svariate modalità di gioco quali Cerca e Distruggi, Deathmatch a Squadre, Uccisione Confermata e Controllo.

L’unico grande assente è il sistema di personalizzazione di armi e accessori. Al momento non è chiaro se verrà implementato o meno nella versione finale del gioco. All’interno di questa beta non è possibile cambiare la mimetica delle armi, la forma e il colore dei mirini e il vestiario dei personaggi.

Netcode zoppicante

Dal punto di vista tecnico il gioco è tutt’altro che perfetto. Nel corso della nostra prova abbiamo notato alcune incertezze per quanto concerne il framerate e qualche problemino al netcode. Numerose partite sono state interrotte da migrazioni dell’host non andate a buon fine e crash improvvisi che hanno riportato tutti i giocatori alla lobby. Si tratta di problematiche molto comuni nel corso di una fase beta e che speriamo vengano risolte in vista dei prossimi weekend di prova.

Tirando le somme, pare che Treyarch abbia compiuto delle scelte piuttosto interessanti per questo nuovo capitolo. Nonostante tutto, però, non sono pochi i dubbi sulla varietà di modalità presenti nella versione finale e sul bilanciamento di personaggi e accessori. L’attesissima modalità battle royale continua ad essere un grosso punto interrogativo. Sarà probabilmente quello l’elemento chiave che andrà a decretare o meno il successo di Call of Duty: Black Ops 4. L’appuntamento è quindi fissato al prossimo mese, quando potremo provare anche Blackout.

Vi ricordiamo che Call of Duty: Black Ops 4 sarà disponibile nei negozi per PS4, Xbox One e PC a partire dal 12 ottobre.

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