Octopath Traveler: in otto si viaggia meglio – Recensione

By Luca Paternesi, giovedì, 12 luglio 2018 15:38 GMT

Square Enix torna alla grande nel genere che l’ha resa celebre con Octopath Traveler: che il viaggio nel gioco di ruolo nipponico classico abbia inizio.

Sin dal suo annuncio, Square Enix ha fatto una enorme promessa ai suoi fan con Octopath Traveler: rendere giustizia ai grandi classici del ruolismo nipponico anni ’90. Il risultato, come vedremo dal prosieguo di questo articolo è infine addirittura superiore alle premesse, pur con qualche pecca. Che il viaggio dei viaggi abbia dunque inizio.

octopath traveler

“Viaggiare è camminare verso l’orizzonte, incontrare l’altro, conoscere, scoprire e tornare più ricchi di quando si era iniziato il cammino.” (Luis Sepulveda)

Il gioco di ruolo nipponico non è totalmente estraneo alle trame “corali” ma con Octopath Traveler gli sviluppatori di Acquire e Square Enix hanno voluto portare il concetto all’estremo.

Nel nuovo titolo dei creatori di Bravely Default, infatti, non vi è una vera e propria trama principale: Octopath Traveler è semplicemente la storia di otto viaggiatori, o meglio LE storie.

Il nuovo titolo Acquire infatti presenta ben otto trame principali completamente slegate tra loro (se non per qualche piccola convergenza). I vari protagonisti del gioco, ognuno per le sue personalissime ragioni, si troverà ad intraprendere un lungo viaggio che finirà per segnare indelebilmente la propria esistenza. Alcuni di loro partiranno spinti dalla vendetta, altri intraprenderanno questo cammino per convenienza personale mentre alcuni di loro semplicemente per scoprire finalmente le meraviglie del mondo che si staglia oltre la loro città natale.

La scelta iniziale del personaggio “principale” non sconvolgerà più di tanto il prosieguo della vostra partita in quanto potrete tranquillamente portare avanti le storie di ogni personaggio nel perdurare della vostra avventura, con l’unica differenza che il suddetto personaggio principale non potrà essere rimosso dal party, a differenza degli altri che potranno essere sostituiti a piacimento parlando con l’oste nelle taverne.

Otto viaggi indimenticabili

Tutte le otto storie che compongono la trama corale di Octopath Traveler sono scritte meravigliosamente e non mancheranno di generare empatia da parte del giocatore nei confronti di quei pochi pixel animati a schermo ma provvisti di un cuore grande grande. Le quest principali dei vari personaggi differiscono abbastanza tra loro come atmosfera generale, alcune sono molto cupe e introspettive, altre decisamente più “leggere” ma la scrittura si mantiene su livelli di assoluta eccellenza in ogni caso, così come è certosina la caratterizzazione di tutti i personaggi, sia principali che secondari, che non mancheranno di trovare un posto nel cuore del giocatore.

Octopath Traveler

Gli sceneggiatori di Acquire hanno fatto uno splendido lavoro nel “bilanciare” l’interesse generato dal viaggio di ogni personaggio. Il compito non era affatto facile in quanto rendere epico ed interessante, ad esempio, il viaggio di Tressa (interessata semplicemente ad esplorare il mondo e fare esperienza come mercante) era un compito decisamente più duro rispetto alle odissee vendicative di Primrose e Olberic. Il team di Bravely Default invece, grazie ad una scrittura brillante e ad una serie di colpi di scena decisamente ben congegnati, è riuscita nell’intento di rendere tutte le storie interessanti e godibili, seppure estremamente diverse tra loro.

Se il mondo di gioco (decisamente vasto) è ampiamente esplorabile fin da subito (anche se non è consigliabile in quanto alcune zone saranno popolate da nemici ben oltre le possibilità del vostro livello) la progressione nei vari capitoli sarà sempre abbastanza lineare: si entra in una data città facendo iniziare il capitolo, si assiste ad una cutscene, si raccolgono informazioni e ci si avvia verso un dungeon al termine del quale ci sarà un boss da combattere. Ovviamente il tutto sarà intervallato da varie cutscene narrative e da alcune vignette di dialogo in cui i personaggi che avremo nel party dialogheranno fra loro e si confronteranno. Quest’ultima funzione è l’unico modo in cui i personaggi del party interagiranno tra loro nei vari capitoli. Nelle scene di intermezzo delle missioni principali infatti apparirà solo il protagonista di quel dato capitolo come se il resto del party non esistesse.

Questa scelta è in verità un po’ spiazzante e finisce per dare l’idea che il viaggio sia compiuto in solitaria e non in compagnia di un vero e proprio party, ma appare chiara l’idea degli sviluppatori di voler mettere l’accento sul viaggio personale e introspettivo che ogni protagonista sta compiendo.

Secondo il nostro parere il miglior modo per godere appieno di Octopath Traveler, e del suo intreccio narrativo, è quello di reclutare tutti gli otto personaggi e seguire parallelamente le loro storie partendo dal primo capitolo di ognuno, poi il secondo e via dicendo. Questo anche perché il livello consigliato tra due capitoli dello stesso personaggio è decisamente elevato e sovente vi capiterà che per proseguire la storia di un dato personaggio servano almeno 15 livelli in più.

Tutto il classicismo del gioco di ruolo nipponico: grinding estremo e scontri casuali

Qui arriviamo ad un altro punto decisamente importante del gioco: il guadagno dei punti esperienza. Octopath Traveler è decisamente avaro nell’elargizione dei punti XP e sovente costringerà l’utente ad un grinding a tratti eccessivo. Questo è enfatizzato dal fatto che i personaggi che non utilizzeremo nel party non guadagneranno esperienza e quindi una volta che avremo bisogno di loro li troveremo decisamente troppo deboli per il nostro livello attuale rendendo necessaria una buona dose di impegno per livellarli a dovere. Per questo gli sviluppatori hanno previsto una decisa sovrabbondanza dei tanto amati\odiati scontri casuali che saranno ben più frequenti di quanto il giocatore medio odierno sia abituato a sostenere. Questa però, come detto in precedenza, è una necessità del sistema di gioco in quanto saranno assolutamente indispensabili per salire di livello adeguatamente con tutti i personaggi.

A dire il vero gli sviluppatori hanno previsto anche la possibilità di dimezzare gli scontri casuali grazie a una abilità passiva ottenibile da un dato personaggio (ovviamente, da buoni sadici, non vi diremo quale) e soprattutto ogni tanto capiterà di incontrare nei combattimenti casuali un buffo personaggio decisamente sfuggente che, se riusciremo a colpirlo prima che fugga dalla battaglia, ci elargirà una montagna di punti esperienza.

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Secondo il nostro modesto parere Square Enix dovrebbe lavorare un po’ per “sgrezzare” queste meccaniche e renderle meno dipendenti dal grinding estremo che, anche vista la grande longevità del titolo, potrebbe divenire un po’ frustrante dopo molte ore di gioco.

Interessanti (ma poco sviluppate) anche le missioni secondarie, che possono essere attivate parlando con alcuni NPC che presenteranno un “fumetto” arancione sopra la testa. Queste, pur essendo risolvibili spesso e volentieri con l’uso del talento esclusivo di uno dei vostri otto personaggi, riescono comunque a offrire un interessante divagazione dalle storie principali ed ampliare ulteriormente la lore del gioco.

Otto ragazzi “di talento”

Ognuno dei nostri otto eroi avrà infatti un talento particolare ed unico che potrà essere usato sia per interagire con i vari NPC che nelle battaglie.

Sembra comunque che gli sviluppatori abbiano voluto dividere i personaggi in due gruppi da quattro (numero massimo dei membri del party, tra l’altro) in quanto sarà possibile arrivare allo stesso risultato finale con due talenti differenti. Olberic potrà sfidare gli NPC a singolar tenzone ed altrettanto potrà fare H’aanit utilizzando un animale ammaestrato. Primrose potrà usare le sue doti di ballerina per sedurre i personaggi e convincerli a seguirla mentre Ophilia potrà farlo utilizzando il potere di convinzione della religione. Alfyn potrà usare le sue conoscenze di medico per ottenere informazioni dai vari personaggi cosi come potrà farlo Cyrus tramite le sue conoscenze da erudito. Tressa infine potrà utilizzare le sue doti da mercante per acquistare oggetti dagli NPC al di fuori dei negozi mentre Therion userà le sue doti da ladro per ottenerli…gratuitamente.

I talenti di ogni personaggio saranno utilizzabili anche in battaglia in quanto ad esempio i personaggi sedotti da Primrose o reclutati da Ophilia (solo uno alla volta) seguiranno il party e potranno essere attivati in battaglia per un numero limitato di volte (salvo poi tornare nel loro luogo di origine per poter essere nuovamente reclutati). Therion da buon ladro potrà utilizzare il suo talento per rubare risorse dai nemici mentre Tressa ad esempio potrà assoldare dei mercenari in battaglia in campio di denaro.

Botte da orbi a turni… ma con la dovuta dose di strategia

Il sistema di combattimento è uno dei punti forti di Octopath Traveler in quanto si presenta decisamente complesso e perfettamente bilanciato. Acquire attinge a piene mani dal ruolismo nipponico classico e vi aggiunge alcuni dei suoi marchi di fabbrica ripresi dalla saga Bravely, come la possibilità di accumulare attacchi e il sistema di vulnerabilità dei nemici con il quale dovremo necessariamente confrontarci e pianificare la nostra strategia di combattimento per far abbassare le loro difese fino ad arrivare allo stato di “Dominio”, che renderà il nemico stordito e privo di difese per un breve periodo di tempo.

Spiegare tutta la complessità del sistema di combattimento di Octopath Traveler (e il modo in cui si collega ai vari talenti dei personaggi e alle armi che questi possono impugnare) renderebbe questa recensione più simile a una guida strategica e soprattutto eccessivamente prolissa quindi vi invitiamo a provare di persona lasciandovi guidare dal gioco attraverso uno dei migliori sistemi di combattimento a turni visti recentemente in un JRPG.

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Un libro illustrato interattivo

Anche visivamente Octopath Traveller non tradisce le aspettative. Il motore di gioco, ribattezzato HD-2D mescola sapientemente elementi tridimensionali e pixel art 16 bit rendendo il quadro complessivo simile ad un libro illustrato. L’arte messa in campo dai designer di Acquire è di altissimo livello con ambienti sapientemente disegnati e splendidamente caratterizzati impreziositi da un ottimo sistema di illuminazione e un gradevolissimo effetto di “fuori fuoco” di alcuni elementi dello sfondo.

Di altissimo livello si presenta anche la colonna sonora del gioco, splendidamente orchestrata e capace di rievocare i grandi classici del genere con splendide tracce personalizzate per ogni personaggio (degna di nota quella di Ophilia) che culmina nello splendido tema principale del gioco.

Non ci rimane che parlare della ottima localizzazione in italiano del titolo che mantiene inalterate le differenze di espressione e linguaggio dei vari personaggi che, a seconda della loro estrazione sociale e del loro livello culturale, si esprimeranno in linguaggio più o meno forbito. Tutto ciò non può che essere un punto a favore per un gioco estremamente “verboso” come Octopath Traveler.

In conclusione

Cosa dire in definitiva di Octopath Traveler? Il “nuovo” JRPG di Square Enix e Acquire è un vero e proprio atto d’amore nei confronti del ruolismo nipponico dell’epoca 16 bit. Il nuovo lavoro dei creatori di Bravely Default mette sul piatto tantissime ore di divertimento per gli amanti dei JRPG classici (almeno 60-70 ore per il completamento delle sole missioni principali) e un sistema di combattimento solido, complesso ed estremamente appagante. Tutto ciò è sorretto da una trama corale formata da otto splendidi viaggi diversi tra loro che, viaggiando paralleli ed avvicinandosi senza mai toccarsi pienamente, offrono al giocatore un turbinio di emozioni sempre diverse tra loro e tutte a modo loro indimenticabili.

Octopath Traveler non è il sequel spirituale di Final Fantasy VI che molti avevano previsto (non stiamo dicendo sia migliore o peggiore, è semplicemente diverso. Chi scrive vi ha trovato più similitudini con i SaGa se vogliamo) ma è il simbolo più fulgido della rinascita del gioco di ruolo classico in salsa nipponica ed un titolo imperdibile per tutti i possessori di Nintendo Switch, e scusateci se è poco.

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