Space Hulk Deathwing Enhanced Edition: quando impersonare uno Space Marine non è affatto divertente – recensione

By Antonio Izzo, mercoledì, 27 giugno 2018 18:08 GMT

La nuova edizione di Space Hulk: Deathwing migliora la forma ma non la sostanza

L’annuncio di Space Hulk: Deathwing venne accolto con enorme entusiasmo dai numerosi fan dell’universo di Warhammer 40.000, affascinati all’idea di poter impersonare uno Space Marine in un FPS multiplayer cooperativo. Fino ad allora, infatti, la serie Space Hulk aveva sempre proposto titoli strategici, e l’idea di controllare in prima persona uno dei soldati più potenti dell’Imperium umano, non poteva che galvanizzare.

Quando nel dicembre del 2016 arrivò finalmente su Steam, l’entusiasmo lasciò ben presto spazio alla delusione. Pessima ottimizzazione, caricamenti lunghi, matchmaking lento e connessione instabile erano solo alcuni dei problemi che minavano la fruizione di un titolo che, seppur fedelissimo alla licenza, non riusciva ad eccellere neppure dal punto di vista ludico.

Ad un anno e mezzo di distanza, Streum on Studio ci riprova con questa Enhanced Edition, fornita in maniera completamente gratuita ai possessori della versione base su PC e uscita per la prima volta anche su PlayStation 4. Si tratta di una versione riveduta e corretta che, oltre a risolvere le annose problematiche del prodotto, ha aggiunto equipaggiamenti, abilità e armi, oltre a rinvigorire il multiplayer con un nuovo sistema di progressione. L’operazione di rifinitura può per certi versi definirsi riuscita, ma non è sufficiente ad elevare un prodotto che ha sempre poggiato su fondamenta mediocri.

Ho l’impressione di essere già passato di qua

Nei panni di un Bibliotecario dell’Ala della Morte (Deathwing) del capitolo degli Angeli Oscuri, il giocatore sarà chiamato ad esplorare uno Space Hulk, un grosso ammasso di astronavi alla deriva nello spazio infestato dalla specie aliena Genestealers. Lungo il suo cammino sarà accompagnato da altri due Space Marine della medesima compagnia, un artigliere e un Apotecario (medico), che non possono essere controllati in prima persona. A sua disposizione avrà una gran quantità di armi, armature personalizzabili e abilità psichiche suddivise in 3 alberi dei talenti. La forza nemica, dal canto suo, potrà contare su un numero soverchiante.

Dopo la premessa, particolarmente interessante per i fan del franchise, cominciano a palesarsi i primi limiti della produzione. Nonostante la pesantezza nei movimenti del possente soldato venga riprodotta in maniera adeguata, sparare non è affatto divertente. Le armi non restituiscono la giusta sensazione di potenza mentre le animazioni e gli effetti sonori sono decisamente grezzi. I nemici, per giunta governati da un’intelligenza artificiale di basso livello, stanno lì, inermi, mentre vengono crivellati di colpi. Una fase shooting così approssimativa è difficile da perdonare in un titolo che dovrebbe puntare tutto su di essa.

A peggiorare ulteriormente la situazione ci pensa l’incredibile ripetitività della progressione. Lungo le 9 missioni che compongono la campagna principale il giocatore viene ripetutamente spedito da un punto all’altro delle navi, seguendo sempre e solo la stessa identica routine, che prevede l’attraversamento di qualche corridoio, il raggiungimento di un obiettivo/terminale e l’uccisione di un’orda di nemici. Da questo punto di vista, Space Hulk: Deathwing si dimostra estremamente fedele al gioco da tavolo originale, che prevede proprio una progressione di questo tipo. Nel videogioco, tuttavia, non funziona per niente.

La struttura angusta delle navi, che sulla carta dovrebbe stimolare l’esplorazione, viene invece rapidamente a noia a causa della ridotta varietà di location. Ci si ritrova ad attraversare corridoi e stanze, sempre rigorosamente oscure, tutte somiglianti tra loro. Senza gli strumenti di navigazione sarebbe quasi impossibile orientarsi. Gli sviluppatori hanno avuto ben poco spazio di manovra da questo punto di vista, dovendo attenersi alla fonte originale. I fan probabilmente apprezzeranno, tutti gli altri si annoieranno ben presto.

Special Missions e Multiplayer

Oltre alla campagna, Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition mette a disposizione altre due modalità aggiuntive: Special Missions Multiplayer Cooperativo. La prima permette ai giocatori di affrontare delle missioni speciali ambientate nelle mappe già viste, rivisitate però sia nella struttura che nella gestione delle ondate nemiche. Un ottimo modo per incrementare la longevità, ma non sufficiente a trattenere coloro che non hanno apprezzato la portata principale.

Il Multiplayer Cooperativo consente invece di riaffrontare le stesse missioni della campagna principale, prive di scene d’intermezzo, in compagnia degli amici. Questa è la componente della produzione che più ha beneficiato del restyling apportato dalla Enhanced Edition. Oltre ad essere diventata più stabile, propone ora anche un sistema di progressione che, all’aumento di livello, permette di guadagnare punti da spendere nella personalizzazione delle abilità e dell’aspetto delle classi giocabili. Le armature, le armi, gli stendardi e gli emblemi sono riprodotti con estrema cura e sono tutti rispettosi dell’iconografi di Warhammer 40.000. Quando condivisa con altri utenti, l’esperienza diviene sicuramente più godibile, ma i difetti sono sempre lì.

Solo per i fan davvero irriducibili

In questa sede abbiamo testato la versione per PlayStation 4, piattaforma sulla quale debutta per la prima volta. Tecnicamente la produzione si difende bene, specialmente nella modellazione delle armature degli Space Marine, ma non riesce mai a stupire. Le animazioni, come già specificato, sono piuttosto basilari e l’oscurità perpetua appiattisce tutte le ambientazioni. Il framerate è bloccato a 30fps, un valore che ben poco si sposa con il genere degli sparatutto in prima persona. Fortunatamente non si sono mai verificati cali rilevanti, se non qualche saltuario impuntamento al caricamento di una nuova zona.

In conclusione, nonostante alcune rifiniture, questa Enhanced Edition non è sufficiente a rendere Space Hulk: Deathwing un prodotto migliore e adatto a tutti. Potrebbe risultare interessante solo per gli irriducibili fan di Warhammer 40.000, che dovranno in ogni caso scendere a patti con una struttura di gioco ripetitiva e una fase shooter poco convincente. Segnaliamo, infine, che il titolo è completamente in lingua inglese, sia nei testi che nel doppiaggio.

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