MotoGP 18, Milestone c’è! – recensione

By Antonio Izzo, venerdì, 8 giugno 2018 12:58 GMT

Milestone torna in pista con un nuovo episodio rinnovato sia nella forma che nella sostanza

Dopo un capitolo di transizione ben poco coraggioso e privo di sostanziali novità, i prolifici ragazzi milanesi di Milestone hanno finalmente osato e rivoluzionato la serie che curano ormai da molti anni. MotoGP 18 sancisce un netto cambio di rotta rispetto al passato, grazie ad una certosina cura dei dettagli e all’introduzione dell’Unreal Engine 4, che oltre alla forma ha migliorato anche la sostanza.

Già al primo avvio è possibile ravvisare il primo stacco con il passato. Un inedito e pratico tutorial composto da tre sezioni didattiche (base, pro e semi-pro) accoglie i nuovi arrivati, che vengono istruiti sulle basi del modello di guida e sulle regole principali. Non solo i centauri digitali più navigati, ma anche i piloti alle prime armi si sentiranno subito a loro agio con MotoGP 18.

Fisica e modello di guida mai così appaganti

I primi, sostanziali miglioramenti alla produzione sono ravvisabili non appena ci si mette alla guida della moto. Il motore fisico non è mai stato così autentico e appagante. Frenata, staccata, percorrenza della curva… è tutto riprodotto alla perfezione e nulla è lasciato al caso. Si ha la sensazione di avere il pieno controllo della moto, il suo peso è percepibile e il suo comportamento è realistico.

Anche gli spostamenti dei piloti in sella sono accurati e fluidi, oltre che riprodotti fedelmente. Marc Márquez è aggressivo e guida con i gomiti praticamente a terra, mentre i nostri Valentino Rossi e Andrea Dovizioso sono ben più composti. Jorge Lorenzo, invece, protende tutto il corpo in fuori. Li riconoscerete in pista ancor prima di guardare il numero sulle loro moto o gli indicatori a schermo.

Com’è ormai tradizione per la compagnia, il modello di guida è pienamente personalizzabile ed in grado di andare incontro alle esigenze di chiunque. Disabilitate tutti gli aiuti e dovrete dosare perfettamente freni anteriori e posteriori, l’acceleratore e scegliere il momento giusto per entrare in staccata. Attivateli tutti, e avrete tra le mani un titolo dall’anima quasi arcade. La scelta, come sempre, sta a voi, ma è innegabile che la bontà del lavoro di affinamento svolto dagli sviluppatori italiani può essere apprezzato solamente impostando il livello di simulazione della fisica su Pro o, se proprio risulta complicato, su Normale.

Intelligenza artificiale da rivedere

Purtroppo, l’eccezionale lavoro sul modello di guida viene in parte rovinato dall’intelligenza artificiale dei piloti avversari, ancora troppo basilare. Il grado di sfida offerta è senza dubbio soddisfacente, nonché finemente regolabile grazie ad un sistema basato sulle percentuali. Le moto controllate dalla CPU procedono tuttavia su binari prestabiliti e, soprattutto, non reagiscono quasi mai ai movimenti del nostro alter ego virtuale rendendo le operazioni di sorpasso ancora più complesse di quanto non siano già. Spesso, ad esempio, chiudono le curve non curandosi assolutamente della posizione del nostro pilota mentre tenta il sorpasso, facendolo cadere rovinosamente.

Tale problematica, per forza di cose, non si presenta contro gli avversari umani della modalità multigiocatore online. A patto, chiaramente, di trovare in rete giocatori corretti e capaci, s’intende. Si segnala, purtroppo, l’assenza dello split-screen per gareggiare in locale assieme agli amici, mancanza alla quale abbiamo dovuto nostro malgrado abituarci negli anni.

Il nuovo sistema di danni scalabile, dal canto suo, si è rivelato poco incisivo. Sulla carta sembrava un’aggiunta gradita e in grado di donare ulteriore profondità all’intero impianto di gioco, ma durante la prova non ci ha convinti. La moto si danneggia seriamente solo dopo innumerevoli cadute, anche al livello di simulazione Pro, e raramente altera in maniera sensibile il corso della gare.

Un’offerta ludica davvero ampia

MotoGP 18 ha tutto quello che un appassionato della massima competizione motociclistica potrebbe desiderare. Sono inclusi tutti i 19 circuiti ufficiali, i costruttori e i piloti di ogni categoria del Motomondiale, compresa la Red Bull MotoGP Rookies Cup. La carriera, il piatto forte dell’offerta ludica, inizia proprio dalla competizione europea dedicata ai piloti in erba, dalla quale comincia la scalata verso la classe regina.

La progressione non è stata stravolta rispetto agli anni scorsi, ma ora può vantare una serie di gradite novità, una su tutte la funzionalità di sviluppo della moto. Con il passare delle gare e partecipando ad una serie di test è possibile ottenere punti spendibili nel miglioramento delle prestazioni del nostro bolide. È consentito intervenire in cinque differenti settori: motore (accelerazione e velocità massima), sospensioni (angolo di curva e stabilità in frenata), freni (modulari o aggressivi), telaio (stabilità in velocità o agilità nei cambi di direzione) e aerodinamica (maggiore stabilità o maggiore velocità), ognuno di essi migliorabili su cinque differenti livelli.

Il miglior indicatore dello stato d’avanzamento della carriera in MotoGP 18 è invece il sistema della reputazione, che evidenzia i progressi generali compiuti dal giocatore. La reputazione cresce in base ai risultati conseguiti nelle gare: più è alta, maggiore è la probabilità di strappare un contratto da un team di alto livello.

Anche l’occhio vuole la sua parte

L’implementazione dell’Unreal Engine 4 ha contribuito a migliorare sensibilmente diverse componenti della produzione. Il motore fisico, come già descritto, ne ha beneficiato enormemente. Stessa cosa dicasi dei modelli poligonali. Le moto e le tute sono riprodotte con dovizia di particolari e sono davvero belle da vedere. Chi vi scrive ha trascorso un bel po’ di tempo ad ammirarle utilizzando la modalità fotografica. Anche le condizioni meteo (fisse o variabili) sono rese ottimamente, sebbene sul bagnato le moto non alzano la classica nuvola d’acqua al loro passaggio, un dettaglio che ci ha fatto storcere il naso.

Quest’anno debutta anche la tecnologia di scanning 3D, che ha permesso agli sviluppatori di ricreare i volti dei piloti a tutto vantaggio dell’immedesimazione. Una novità indubbiamente gradita e che funziona bene, ma che può (e deve) essere ulteriormente perfezionata in futuro, poiché il livello di somiglianza con le controparti reali non è sempre soddisfacente. Da non sottovalutare assolutamente, inoltre, la precisione con la quale sono stati riprodotti i tracciati, incredibilmente fedeli alle controparti reali. Tutto merito del Drone Scanning System, anch’esso al debutto in MotoGp 18.

Da migliorare, invece, i riflessi e l’illuminazione generale, che su PlayStation 4 standard ci sono sembrati piuttosto basilari. Il framerate bloccato a 30fps, seppur granitico in ogni situazione, potrebbe invece risultare indigesto a tutti coloro che da una simulazione s’aspettano, a ragione, i 60fps (offerti, invece, dalla versione PC).

In sostanza, la prima prova dell’Unreal Engine 4 si è rivelata di buon livello, ma non priva di imperfezioni. Ci sono ampi margini di miglioramento, specialmente sul versante della fluidità, che tuttavia sembrano ampiamente alla portata del team di sviluppo.

Conclusioni

MotoGP 18 non è perfetto, ma è senza ombra di dubbio il miglior capitolo della serie motociclistica curata da Milestone, imprescindibile per ogni amante delle due ruote. Può vantare un modello di guida di prima qualità, accessibile e allo stesso tempo appagante, preciso e regolabile su più livelli. L’offerta ludica, dal canto suo, è completa e può contare su una modalità carriera profonda il giusto e rinnovata in alcune componenti.

Ci sono ampi margini di miglioramento, specialmente nell’intelligenza artificiale e nel comparto tecnico che, anche su PlayStation 4 standard, potrebbe dare di più. Componenti senza dubbio migliorabili nelle prossime iterazioni, ma nel frattempo gli appassionati dovrebbero seriamente dare una possibilità al miglior titolo dedicato alla MotoGP degli ultimi anni.

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