Un viaggio tra fanatici e zoticoni nel Montana di Far Cry 5 – Recensione

By Giovanni Panzano, lunedì, 26 marzo 2018 12:59 GMT

Abbiamo esplorato in lungo e in largo la tormentata Hope County di Far Cry 5. Ecco la nostra recensione.


Nonostante il successo riscosso da Far Cry 4, la celebre serie Ubisoft non è più riuscita, dopo il terzo capitolo, a dare vita ad un antagonista davvero all’altezza di Vaas. Lo stesso Far Cry Primal, spin off della serie ambientato nella preistoria, presentava personaggi piuttosto piatti e un’ambientazione tutt’altro che memorabile. Per correre ai ripari, quindi, la software house francese non solo ha scelto per Far Cry 5 un setting, quello del Montana, molto particolare, ma sembra aver finalmente colto nel segno per quanto riguarda il villain. Ma quanto è folle Joseph Seed? Scopriamolo insieme.

Nel nome del Padre

Far Cry 5 ci porta ad Hope County, regione del Montana sprofondata nel caos a causa delle azioni compiute dagli “edeniti”. Questi fanatici religiosi, numerosissimi e armati fino al collo, hanno infatti preso il controllo di qualsiasi luogo pubblico e privato approfittando dell’indifferenza delle forze armate. Alla loro guida vi è Joseph Seed, nostro principale nemico e figura a dir poco inquietante. Autoproclamandosi il “Padre” ha, infatti, dato vita al progetto Eden’s Gate. Questo prevedeva la sottomissione e l’uccisione di buona parte della popolazione di Hope County. Il buon Padre non ha fatto, però, tuto da solo, ma ha ottenuto il pieno appoggio dei membri della propria famiglia.

Il Padre non è un personaggio banale e trascende il semplice concetto di follia. Sin dal movimentatissimo prologo, infatti, è apprezzabile la sua accurata caratterizzazione, in particolare l’aura di santità che lo circonda.

Ma quale è il ruolo del giocatore in tutto questo? Molto semplice: dovremo impersonare i portabandiera di una vera e propria resistenza per porre fine alla scia di morte e distruzione che sta dilaniando il paese. Ovviamente eviteremo di approfondire per evitare spoiler, ma possiamo dirvi che la trama di Far Cry 5 ha saputo coinvolgerci. Questo è avvenuto grazie soprattutto alle interessanti figure che prendono parte alla lotta, ognuna con le proprie motivazioni.

Il gioco contiene immagini e dialoghi piuttosto forti, basti pensare che ogni singola area di gioco, dagli incroci ai ponti, è disseminata di cadaveri torturati, impalati e chi più ne ha più ne metta. Nonostante tutto, però, questi dettagli sono ben contestualizzati sulla scia della follia che impregna le vicende. Gli stessi documenti sparsi per la mappa ci rivelano inoltre qualche retroscena sui vari personaggi che popolano Hope County e sul loro destino.

A zonzo nel Montana

Dal punto di vista del gameplay non troviamo particolari stravolgimenti e le novità introdotte risultano essere più o meno tutte piacevoli. Il gioco continua ad essere un open world in cui, però, viene ereditata la piena libertà d’azione da Ghost Recon Wildands.

Dopo avere infatti completato il prologo e creato il protagonista tramite un limitatissimo editor (sceglierete tra una manciata di volti predefiniti e qualche capigliatura), vi si aprirà l’intera mappa. Sarete voi e non il gioco a decidere quale delle 3 macro aree completare per prima. Nessun muro invisibile o vincoli di qualche tipo, la resistenza di Hope County serà interamente gestita da voi. Ogni missione principale e secondaria contribuirà al riempimento di una barra relativa a quell’area della mappa, al completamento della quale sarà possibile affrontare uno dei caporali di Joseph.

Radio Ga Ga

In Far Cry 5 sono poi state rimosse le ormai celebri antenne radio (c’è anche una divertente gag a riguardo). In questo modo la porzione di mappa visibile corrisponderà a quello che avete effettivamente esplorato. A proposito della mappa, piuttosto vasta, va detto che ci è sembrata piuttosto movimentata. Ogni strada, ogni foresta, ogni abitazione è sempre popolata da piccoli gruppi di nemici, mezzi in movimento e ribelli che festeggiano o piangono i propri morti. Il tutto è generato proceduralmente e, sebbene alcune volte non sia piacevolissimo veder riapparire un paio di edeniti in luoghi visitati pochi minuti prima, siamo ben lontani dalle fastidiose situazioni di Far Cry 2. In questo caso si parla sempre e solo di 2, massimo 3 avversari che possono essere gestiti con una manciata di proiettili.

Anche il cosiddetto gunplay ha subito una leggera modifica a cui, però, vi abituerete nel giro di una breve sessione di gioco. Il mirino, come negli sparatutto Bungie quali Destiny e Halo, non è più perfettamente centrato e il modello dell’arma è leggermente più piccolo quando non si è in modalità furtiva. Nel caso non doveste gradire questa scelta è comunque possibile selezionare l’impostazione classica nei menu.

Un orso per amico

Come accennato poco sopra, le meccaniche alla base del gioco non sono state totalmente rivoluzionate e, di conseguenza, buona parte delle missioni prevede la conquista di avamposti pieni zeppi di edeniti. Al solito è consigliabile salire su di un punto sopraelevato per marcare quanti più avversari è possibile per poi procedere alla loro eliminazione, meglio se furtivamente (ciò vi darà maggiori bonus). Da questo punto di vista il gioco continua a funzionare perfettamente e il riuscire a conquistare un avamposto senza far scattare allarmi è sempre una soddisfazione.

A rendere il tutto più divertente vi sono poi i compagni, personaggi che potranno accompagnarci nel corso delle nostre scorribande per darci una mano negli scontri e rianimarci quando veniamo messi al tappeto. Oltre a poter assoldare alcuni membri della resistenza beccati in giro, ci saranno diversi compagni “speciali” da sbloccare come il cane Boomer, l’orso Cheeseburger, la tiratrice scelta Grace e così via. Ognuno di essi sarà molto utile in determinate circostanze e meno in altre. La cecchina è, ad esempio, ottima per eliminare i piloti di mezzi, ma non altrettanto efficace nella mischia.

Due parole vanno poi spese sulle microtransazioni, onde evitare polemiche inutili. Il gioco permette infatti di acquistare mezzi, abiti e armi particolari con i lingotti, una seconda moneta di gioco che può essere trovata in giro o acquistata con carta di credito. Quest’ultima reale. Tutti questi oggetti, però, possono benissimo essere ottenuti con i cari vecchi dollari (questa volta virtuali) ottenuti saccheggiando cadaveri e vendendo pelli. Niente paura quindi, un po’ di caccia e potrete avere qualsiasi cosa.

Attenti al ghiottone

Il crafting merita un discorso a parte, visto che è forse uno degli aspetti che hanno subito più cambiamenti. Dimenticatevi infatti di cacciare animali per poter craftare uno slot extra per l’arma o aumentare la capacità della vostra faretra. In Far Cry 5 queste meccaniche riguardano solo la produzione di oggetti da lancio e medicinali per ottenere buff temporanei. Le pelli degli animali hanno il solo scopo di essere vendute ai negozi per mettere da parte un bel gruzzoletto. Ma come si potenzia quindi l’inventario? Semplice, con i punti abilità. Il gioco ha infatti abbandonato i classici punti esperienza ed è possibile accumulare punti da spendere sia trovando delle particolari riviste in giro sia completando le tanto numerose quanto semplici sfide.

Tali sfide, che comprendono anche la caccia di animali di ogni specie, vi consentono di ricevere da 1 a 3 punti da spendere nella relativa schermata. In questo modo si possono attivare abilità classiche come le uccisioni a catena, la tuta alare e tanto altro. Tra gli animali da catturare ci sono anche i pesci. Il nuovo minigioco legato alla pesca è un passatempo divertente e con meccaniche semplici da padroneggiare.

Inutile dire che la mappa di Far Cry 5 è ricca di animali di ogni tipo, dai wapiti alle puzzole passando per i ghiottoni, probabilmente i più cattivi di tutti. In questo nuovo capitolo cacciare è poi ancora più divertente, poiché gli animali colpiti reagiranno al danno e, eventualmente, rallenteranno il proprio passo fino ad accasciarsi al suolo.

Massacro in compagnia

A differenza del suo predecessore, che presentava svariate limitazioni, Far Cry 5 può essere giocato interamente in coop con un amico. Bisogna però tener conto di un grosso problema in tal senso, ovvero che tutti i progressi fatti nella storia verranno registrati solo per chi ospita la partita. L’amico che deciderà di aiutarvi manterrà solo soldi, armi, oggetti e punti abilità raccolti nei vari depositi. A questo proposito, non ci sarà bisogno di litigarvi il loot, poiché tutto può essere raccolto da entrambi.

Ciò non toglie che la cooperativa funzioni bene, risultando molto divertente soprattutto se si vuole giocare in maniera spensierata e rendere la vita difficile agli edeniti. Avremmo comunque preferito una gestione diversa di questa modalità, visto che la possibilità di giocare Far Cry 5 nella sua interezza con un amico, senza dover ripetere le missioni nella propria partita, sarebbe stata una cosa gradita.

Arcade

Oltre alla coop vi è poi l’interessante modalità Arcade. Si tratta di un editor molto più avanzato di quello visto in Far Cry 4 e che permette di creare mappe di una certa profondità. È possibile decidere se dare vita ad arene PvP (sono permessi scontri 6 vs 6) o piccole avventure da giocare in solitaria o con un amico. Il completamento di ciascuna mappa vi farà guadagnare esperienza e, ad ogni level up, verrete ricompensati con soldi e punti abilità.

Nel corso della nostra prova abbiamo avuto modo di provare alcuni stage creati ad hoc da Ubisoft e un paio di quelli creati da utenti. Siamo sicuri, però, che la community saprà sbizzarrirsi nel corso delle prossime settimane, aumentando così sensibilmente la già ottima longevità dello sparatutto.

L’occhio del Padre

Tecnicamente parlando, Far Cry 5 si comporta più che bene su PlayStation 4 Pro, piattaforma sulla quale abbiamo testato il gioco. Con 30 fotogrammi al secondo granitici (sono rarissime le incertezze e solo nelle situazioni più caotiche), il Dunia Engine offre un livello di dettaglio tendenzialmente alto. Questo sia per quanto concerne i modelli di personaggi e armi che per le ambientazioni. Inutile dire che siamo lontani dalla versione PC a dettagli ultra, ma su console il gioco riesce comunque a dire la sua. L’unica vera pecca è forse la distanza visiva, che per ovvie ragioni non permette di apprezzare il dettaglio degli elementi più lontani quando si viaggia in elicottero o ci si sposta con la tuta alare.

Ci è poi piaciuta molto la scelta di un’interfaccia utente poco invasiva e a scomparsa, che permette una maggiore immersione. Soprattutto quando informazioni come la quantità di salute e le munizioni disponibili non sono importanti. I giocatori più esigenti potranno personalizzare l’HUD tramite il menu delle impostazioni, decidendo se nascondere permanentemente uno qualsiasi degli elementi a schermo.

L’orecchio del padre

Buono anche il comparto sonoro, con brani che aiutano ancora di più ad immedesimarsi nell’atmosfera country del Montana. Anche il doppiaggio in italiano dei personaggi principali di buon livello. Peccato che alcune voci degli NPC, che passanoin un attimo da toni pacati e tranquilli a grida di dolore, rendano il tutto poco credibile.

Durante la nostra avventura  di Far Cry 5 non abbiamo incontrato particolari bug in grado di rovinare l’esperienza. Gli unici problemi riscontrati hanno riguardato un paio di NPC che non volevano saperne di interagire con noi e il mirino dell’arma che saltuariamente appariva in ritardo rispetto alla pressione del tasto per mirare. In parole povere problematiche minori, nulla che non possa essere risolto con una patch.

Abbiate fede

Vale quindi la pena avventurarsi nel folle e violento Montana creato da Ubisoft? Se avete amato i precedenti capitoli assolutamente sì. Far Cry 5 è riuscito, infatti, a migliorarsi sotto molteplici aspetti senza però alterare quelle che sono le fondamenta della serie. Joseph Seed è un personaggio azzeccato e sotto vari punti di vista convince più di Pagan Min. Certo, avremmo preferito un maggior numero di apparizioni dei membri della famiglia Seed, ma i loro interventi riescono con successo a scandire le varie fasi della trama. Brava quindi Ubisoft ad amalgamare tutti gli elementi giusti per rendere il quinto capitolo degno di nota. E benvenuti in Montana.

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