La brutale bellezza di God of War – prova

By Luca Forte, lunedì, 19 marzo 2018 16:00 GMT

Come Sony Santa Monica ha stravolto la vita di Kratos.

Milano – La serie di God of War, a mio avviso, era arrivata al capolinea. Stanca sotto il profilo narrativo, ma anche piuttosto vuota, se analizzata dal punto di vista del gameplay. Solo il talento dei Santa Monica Studios non le ha consentito di naufragare. Il team di sviluppo si è quindi trovato di fronte ad un crocevia. Interrompere la serie prima del tracollo o perpetrarla stancamente cercando nemici sempre più potenti?

Per fortuna Cory Balrog ha deciso di intraprendere la strada più impervia, ovvero quella di riscrivere la serie di God of War fino alle fondamenta, così da creare un gioco moderno e affascinante, capace di restituire a Kratos il posto che gli spetta nell’Olimpo del mondo dei videogiochi.

Dopo 5 anni di duro lavoro, finalmente il team californiano è pronto a svelare la sua creatura. Una creatura fatta di sangue, violenza, ma anche una sorprendente vena malinconica.

God of War si è fatto maturo

God of War

Sono finiti i tempi nei quali le eroine dei videogiochi erano pettorute macchine da guerra e le loro controparti maschili una versione digitalizzata di Schwarzenegger e Stallone. Naughty Dog, grazie ad Uncharted e soprattutto The Last of Us, ha mostrato chiaramente come sia possibile avere dei prodotti godibili da giocare, ma anche raccontati con un piglio maturo e
e cinematografico. Il nuovo God of War deve molto alle produzioni dei papà di Crash Bandicoot. Non è una cosa nemmeno troppo sorprendente, dato che i due developer hanno gli uffici a poche miglia di distanza. Più sorprendente è, invece, il legame che il gioco sembra avere con il reboot di Tomb Raider e con le serie televisive di Game of Thrones e di Vikings.

Il nuovo God of War non vuol essere più un semplice hack’n slash nel quale il protagonista affetta indiscriminatamente tutto quello che gli attraversa il cammino. Vuole essere una storia più umana, più reale, per quanto possano essere umane e reali le vicende di un dio della guerra. Kratos, però, è stanco, consumato e soprattutto impaurito. Il motivo di questa improvvisa fragilità è Atreus, il suo giovane figlio. Dopo la prematura morte della madre, padre e figlio sono affranti, disorientati e soprattutto goffi nel mostrare i loro sentimenti. E il difficile viaggio in solitaria che sono costretti ad affrontare non può che esacerbare questo rapporto.

Kratos, infatti, è combattuto tra l’innegabile affetto che prova per Atreus e il terrore che il piccolo possa correre qualche pericolo. Un sentimento nuovo per il protagonista, abituato ad agire da solo e a risolvere i problemi tramutando tutto in cieca rabbia. Un atteggiamento che male si sposa con la necessità di rapportarsi con un ragazzino che ha perso la madre.

Nuovo…

Il rapporto tra padre e figlio è il canovaccio su cui si reggono le prime ore di gioco, quelle che abbiamo avuto modo di provare recentemente a Milano. Il resto del gioco non sappiamo come si svilupperà, ma l’impressione è che questo sarà il fil rouge che terrà legate insieme le tante scene d’azione. Questo perché, nonostante il cambio di paradigma, Kratos combatterà tanto di God of War.

God of War

Anche in questo caso le novità non mancheranno, a cominciare dalla telecamera, posizionata alle spalle del protagonista. In questo modo l’azione sembra più quella di un Resident Evil o di un Dark Souls, nonostante la violenza e la frenesia siano più simili a quelle della serie dei Santa Monica. La nuova inquadratura, unita all’uso di una “semplice” ascia, obbligano a imparare da capo il sistema di combattimento. Il raggio più ridotto dell’arma, infatti, rende meno fluido il sistema di combo, nonostante la possibilità di lanciare l’arma, usare uno scudo e cambiare al volo il setup delle armi consenta comunque di avere un combat system profondo e dalle ottime potenzialità.

Anche perché è stato introdotto uno strato ruolistico all’esperienza, attraverso il quale potenziare sia Kratos e il suo equipaggiamento sia Atreus. Il giovane, infatti, durante gli scontri non rivestirà il semplice ruolo di spalla. Alcuni nemici, infatti, andranno prima storditi con le frecce del ragazzo e poi finiti con l’ascia di Kratos. Magari sfruttando un finisher che sembra presa di peso dall’ultimo Doom.

…ma vecchio

Le tante novità non hanno comunque stravolto l’identità della serie. Nonostante il cambio di arma e di prospettiva, gli scontri, soprattutto con i boss, sono ancora violenti, viscerali. La sensazione che si ha è che il vecchio Kratos giaccia sopito sotto la superficie del nuovo e basterà poco per scatenare l’antica potenza. Non potevano mancare anche le sequenze di esplorazione per cercare le casse dei potenziamenti, o alcuni intelligenti puzzle ambientali da risolvere grazie al potere congelante dell’ascia.

Poi ci sono i nemici. A parte quelli standard, che sembrano una versione sbiadita degli Estranei di Game of Thrones, ci sono i boss, enormi e perfettamente caratterizzati. E se non sono grossi sembrano usciti dai migliori episodi di Vikings. Il combattimento contro un guerriero del nord forte, insensibile, ma soprattutto incredibilmente folle è già entrato nella cerchia delle mie scene di azione preferite.

Senza considerare poi il doppiaggio, le musiche e il comparto grafico, forse non spropositato come si credeva all’inizio ma di sicuro impatto.

God of War

Una grande esclusiva PS4?

Forse non tutto sarà perfetto, come il numero dei personaggi a schermo piuttosto ridotto, la limitata intelligenza artificiale di Atreus e la necessità di inserire dei confini per fare in modo che gli NPC si adeguino alle nostre azioni, ma God of War mi è piaciuto in maniera incredibile. L’idea di trasformare Kratos da una macchina di guerra in un goffo padre, il nuovo scenario norreno e la forte impronta cinematografica hanno impresso alla serie la svolta che tutti aspettavano da tempo.

Se i Santa Monica Studios riusciranno a mantenere questa qualità produttiva per tutta la durata dell’opera, che si vocifera essere di alcune decine di ore, avremo tra le mani una nuova grande esclusiva PlayStation 4. Magari da accaparrarsi nella gustosa Edizione da Collezione.

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