IGDA: “i videogiochi non saranno il capro espiatorio per la violenza con armi da fuoco”

By Stefano Paglia, giovedì, 8 marzo 2018 10:08 GMT

Per la IGDA il vero problema è la diffusione delle armi da fuoco sul suolo statuintense e non i videogiochi

È una giornata importante per il panorama videoludico, visto che tra poche ore si svolgerà il tanto atteso incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in più di un occasione si è dimostrato un deciso oppositore dei videogiochi, e alcuni esponenti del settore.

Pur non essendo invitata all’incontro la IGDA (International Game Developers Association) ha deciso comunque di dire la sua sui social, nel tentativo di difendere la libertà di espressione degli sviluppatori.

I fatti sono chiari, non esistono studi che dimostrano la relazione tra il giocare con i videogiochi e la violenza con le armi da fuoco.“.

Lo stereotipo dei giocatori come dei teenager frustrati semplicemente non è veritiero: il 41% dei giocatori negli Stati Uniti sono donne, e ci sono più giocatrici trentacinquenni che ragazzi sotto i 18 anni. I giocatori provengono da ogni estrazione sociale. Siamo insegnati e studenti, genitori e figli. Il voler rendere i videogiochi, o ogni altra forma di media, un capro espiatorio pur di non prendere in considerazione la restrizione delle armi da fuoco in America non inganna nessuno.

Nel frattempo il Washington Post ha svelato che all’incontro alla Casa Bianca parteciperanno anche i CEO di Zenimax e Take-Two.

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