Donald Trump si è schierato contro i videogiochi violenti, eppure sembra che il figlio 11enne possa giocarci indisturbato

By Marcello Ruina, giovedì, 1 marzo 2018 16:53 GMT

Trump ci ricorda il famoso detto “due pesi, due misure”.

donald trump roland rump

La scorsa settimana, il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, era intervenuto sulla triste vicenda della sparatoria nella scuola di Parkland, Florida, dichiarando che il grosso della colpa non fossero la facile reperibilità della armi da fuoco, bensì dei videogiochi e dei film violenti che “alterano” la mente dei più giovani. Dichiarazione in seguito riproposta anche dal Governatore dello stato del Kentucky.

Entrambi, senza giri di parole, avevano avanzato una proposta per arginare la diffusione dei videogiochi violenti, facendo addirittura appello al “senso morale” degli sviluppatori.

Durante un recente incontro con i legislatori bipartisan, sembra che il Trumpissimo abbia lasciato intendere un piccolo dettaglio che potrebbe trasformare questa “crociata” personale, nella più classica delle situazioni “perché io sono io e voi siete un…”. A partire da 1:12:20, egli avrebbe infatti dichiarato:

I videogiochi, i film, la roba di Internet è troppo violenta. È veramente incredibile. Ogni tanto riesco a vedere delle cose che non ci credi, che ne rimarresti schockato. Ho un figlio molto giovane e quando do un’occhiata a quello che guarda e gioca, penso “Com’è possibile?”.“.

Beh, sembra proprio che Barron Trump (che, per la cronaca, ha 11 anni) sia destinato a diventare un teppista, un malavitoso o qualche altro elemento violento della società, se diamo per buona la logica del padre.

Per il presidentissimo, se una persona normale gioca o guarda materiale violento, allora c’è rischio di criminalità, mentre se è il figlio, è sufficiente solo scandalizzarsi e continuarlo ad osservare da lontano, senza intervenire.

Cosa ne pensate? Secondo voi Trump Jr. ha già il destino segnato?

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