Cinque videogames da comprare (e con cui giocare) a Natale ai propri figli

By Luca Forte, giovedì, 21 dicembre 2017 17:16 GMT

Le feste sono vicine e fa freddo. Avete bisogno di un consiglio per passare i pomeriggi in (casa e in) allegria?

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Nonostante siano visti da molti come un passatempo per bambini, i videogiochi sono ormai un hobby per tutte le età. Non solo perché ci sono prodotti dedicati a bambini e adulti, ma anche perchè coloro che furono i pionieri dell’intrattenimento videoludico adesso sono persone di una certa età, prossime al pensionamento.

E’ quindi normale che molti di noi comincino ad avere figli o nipoti con i quali sarebbe bello condividere il nostro hobby preferito, in modo da avere un argomento di discussione comune, ma anche per seguirli nella loro crescita, interessandoci di quello che fanno e, perchè no, controllare quello che giocano, educandoli ad interagire e fruire questo bellissimo strumento in maniera consapevole e intelligente.

Ovvero evitare che vedano cose troppo forti per la loro età o sperperino uno stipendio in microtransazioni.

Il problema, per molti, potrebbe essere: benissimo, ma con cosa comincio? Questo perchè noterete subito che i più piccoli, nonostante presto saranno più abili di voi col pad, inizialmente faranno fatica ad inparare ad utilizzare queste periferiche di controllo. Il touch screen è decisamente più accessibile, ma è difficile trovare esperienze “complete” di buona fattura da condividere assieme.

Volete poi mettere l’impatto che le foto social dell’erede con in mano un gamepad hanno?

Un post condiviso da Luca (@dr.leto) in data:

Per esperienza personale non è stato facile trovare qualcosa di adatto e accettato da entrambi. In alcuni casi, infatti, le azioni richieste erano troppo complesse per una bambina, in altri gli argomenti trattati non erano il massimo (fateci caso, ma si uccide spesso e in abbondanza), senza considerare che la lettura, nonostante tutto, è un requisito quasi sempre richiesto se non necessario.

Serie apparentemente “per piccoli” come i Pokémon o Yo-kai Watch, infatti, a parte sparuti momenti nei quali il gioco è doppiato, hanno pagine e pagine di testi che dovrebbero sia raccontare la trama che spiegare le meccaniche di gioco. Questo vuol dire che i piccolini, nonostante siano svegli a comprendere cosa fare, da soli non capirebbero nulla di quello che sta succedendo, perdendosi parte del gusto.

Non vi preoccupate, saranno bombardati più avanti da cartoni/figurine/giocattoli. Non ne scamperete.

Poi, invece, ci sono quelli troppo complessi o che vi faranno morire velocemente (non vi dico le crisi di panico per Overcooked) e che quindi è meglio lasciare perdere.

Comunque il mio consiglio primario è quello di iniziare con Minecraft (o Gioco dei Cubetti). Innanzitutto il gioco è disponibile praticamente su qualunque piattaforma, dal cellulare alle console di scorsa generazione. Le versioni più aggiornate del gioco (Xbox One, PC, telefoni e tra qualche mese Switch) sono oltretutto in grado di comunicare tra di loro, consentendovi abbastanza semplicemente di giocare insieme. Che è senza mezzi termini un’esperienza davvero eccezionale. La versione per PS4, per decisione di Sony, è contenutisticamente identica alle altre, ma non può comunicare se non con altri utenti PlayStation.

Perchè Minecraft? Perchè la modalità “creativa” consente ai bambini di non avere l’ansia di combattere i nemici o di recuperare i materiali corretti e li lascia liberi di sfogare la loro dote migliore: l’immaginazione. Mia figlia, dopo aver impiegato qualche sessione a imparare a controllare la telecamera si è messa a costruire un grattacielo pieno di stanze per far dormire tutta la famiglia, porte e finestre. Inizialmente è impazzita quando ha scoperto che poteva fare anche i balconi o i bagni, ma poi ha cominciato a farseli da sola e infine mi ha spiegato che c’era modo di creare direttamente l’acqua e non ero obbligato a sciogliere tutte le volte il ghiaccio con il fuoco.

La sua velocità di apprendimento è stata incredibile e dopo che ho notato che era un’invertita (ovvero che spontaneamente per guardare in basso muoveva in alto la leva analogica) e corretto l’impostazione del controller, tutto è andato alla perfezione.

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Il secondo consiglio è Mario Kart 8 Deluxe, anche se in questo caso non sarete compagni dei vostri bimbi, ma avversari. Questa versione per Switch del gioco uscito su Wii U non solo include un gran numero di piste e personaggi, ma consente di automatizzare praticamente tutto, dall’acceleratore agli aiuti alla guida. In questo modo dopo poco anche i più piccoli sono in grado di concludere una gara senza troppi problemi e di divertirsi grazie alla grafica colorata e l’indiscutibile fascino dei personaggi di Nintendo.

Mi raccomando solo da non farvi prendere dalla voglia di vincere e di accettare con eleganza le bonarie prese in giro dopo una sconfitta. I gusci rossi e quelli blu sono difficili da digerire per un bambino. Un prodotto di qualità simile potrebbe essere Pokken, un gioco di lotta ambientato nell’universo dei Pokemon, dato che bastano pochi istanti per compiere azioni molto spettacolari. Non tutti, però, potrebbero essere d’accordo nel far combattere tra di loro degli “animali”.

Nel caso in cui vogliate stancare le creature, una soluzione potrebbe essere Just Dance. Anche in questo caso il fatto di essere praticamente ovunque, Wii incluso, facilita il reperimento del gioco. Di che si tratta? Di un semplice gioco di ballo arricchito da tutti i più famosi successi degli ultimi anni che chiederà di scimmiottare le mosse mostrate su schermo. Tra la vasta selezione di brani (che spaziano da quelli dei film della Disney alle cose più tamarre in commercio), la grafica colorata e il fatto che non importa che giochiate male o bene, ma la canzone giungerà al termine, facilita l’accettazione da parte dei bimbi che si divertiranno a vedervi umiliare e sudare con loro. Per la gioia anche di chi vi vedrà giocare, che avrà tra le mani uno straordinario argomento per ricattarvi.

Simile, ma forse più adatto alle bambine, c’è SingStar Frozen. Si tratta di un’esclusiva PS4, ma ormai ve la tirano dietro. Come è facile capire si tratta di una sorta di karaoke dedicato al famoso film della Disney, che dà modo di interpretare le celebri canzoni della colonna sonora. Mia figlia era (è) fan di Anna ed Elsa e ci ha sbavato dietro per un po’. Vedete un po’ voi se fa al caso vostro.

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Il Nintendo 3DS sta per concludere il suo ciclo vitale, ma è una delle console migliori di sempre per la ricchezza e la qualità della sua line-up. Tra l’Anime Channel e Pokémon Shuffle ha anche Disney Art Academy, che non è altro che un gioco che farà imparare ai bambini a disegnare e colorare, perlomeno su schermo, i più celebri personaggi della Disney.

Il passaggio dal piccolo schermo della console alla carta non è stato fatto (non l’abbiamo recuperato ultimamente, era ancora piccola), ma vi garantisco che diversi lunghi viaggi sono volati grazie a questa piacevole ed educativa distrazione.

Ecco la sua Tristezza.

Ecco la sua Tristezza.

Chiudiamo questa carrellata con il fenomeno dello scorso anno: Pokémon Go. Non vi immaginate nemmeno quante passeggiate sono diventate improvvisamente più piacevoli andando alla caccia di Pokémon. I mostri tascabili di Nintendo non solo sono carini da vedere, belli da collezionare e praticamente ovunque (televisione, negozi, fast food), ma sono facilmente catturabili e bastano due telefoni per giocare assieme e persino provare a fare qualche raid in due. Male che vada, se si facesse prendere dal gioco, la creatura vi chiederà: “andiamo a fare una passeggiata”? Un bel risultato, a meno di essere dei pigri cronici.

Questi sono i consigli derivati dalla mia personale esperienza con una bambina di cinque anni. Sono stati utili? Avete altro da segnalare? Fatemelo sapere!

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