Life is Stange: Before the Storm, ad Arcadia Bay ci sono ancora storie da raccontare – recensione

By Luca Forte, mercoledì, 20 dicembre 2017 12:05 GMT

Lo ammetto, dopo essermi innamorato, un po’ come tutti, del primo Life is Strange, mi sono avvicinato con un po’ di timore a Before the Storm. La paura era quella di rimanere deluso, di vedere un vecchio amore invecchiato male e maltrattato da un altro.

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In effetti le premesse non erano delle migliori: il team di sviluppo era diverso da quello originale, si passava dall’Unreal Engine al più “umile” Unity e la storia avrebbe parlato di Rachel e Chloe e non più di quest’ultima e Maxine. Insomma, il rischio di fallimento era tanto.

Invece in maniera diversa, sicuramente meno originale, ma anche meno talentuosa, Deck Nine è riuscito nell’impresa di confezionare un piacevole prequel di Life is Strange, un gioco capace di imbrigliare quei tormenti giovanili che tanto hanno caratterizzato l’opera principale, riuscendo oltretutto a colmare alcuni vuoti narrativi non coperti da Dontnod Entertainment.

In Before the Storm si parlerà di come Chloe ha conosciuto Rachel, la misteriosa e affascinante ragazza che si vocifera sia scappata di casa nelle prime fasi di Life is Strange. Deck Nine ci mostra cosa ha portato le due giovani ad avvicinarsi, cosa hanno condiviso e come la loro amicizia possa essere così forte da oscurare quella storica tra Chloe e Max.

Non potendo contare sui superpoteri di quest’ultima, lo sviluppatore del Colorado si è trovato tra le mani più che un gioco un’avventura interattiva dove le possibilità di introdurre elementi ludici sono ridotte al lumicino. Oltre a muovere Chloe, raccogliere qualche oggetto e ogni tanto battagliare a suon di insulti (quasi in stile Monkey Island) il giocatore non dovrà fare molto se non guardare lo svolgersi della storia. Nonostante questo Deck Nine è stato bravo a scrivere un intreccio piacevole, fatto di drammi, ma anche ricco di momenti delicati che sembreranno la classica calma in mezzo alla tempesta di sentimenti e situazioni nella quale le due ragazze si troveranno coinvolte.

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Io e Chloe ci siamo trovati fissare il soffitto mentre gli avvenimenti della sera precedente lentamente si depositavano sul fondo della mente, o a guardare il paesaggio scorrerci davanti agli occhi durante una liberatoria fuga in treno. Ma abbiamo anche fatto una partita ad un gioco di ruolo da tavolo o lentamente cambiato la nostra immagine fino a farla combaciare con quella vista in Life is Strange.

Brevi pause nel mezzo della bufera, dicevamo, in grado di farci percepire le emozioni estreme dell’adolescenza, un periodo nel quale i drammi interiori e la voglia di ribellarsi sono le cose più importanti dell’universo.

Non ci sono i toni oscuri della storia originale, ma i drammi di Choe e Rachel, forse perché più reali, sono più sentiti e tangibili di quelli di Maxine. Il rapporto difficoltoso coi genitori, con la scuola, con la società sono cose che tutti hanno o stanno vivendo, aumentando l’empatia tra il giocatore e i personaggi.

In questo modo la storia scorre via piacevolmente, nonostante solo saltuariamente saremo chiamati a compiere delle azioni “fisiche”.

Le più grandi differenze rispetto al gioco di Dontnod si trovano nella qualità compositiva della storia. Nonostante Deck Nine faccia di tutto per mascherare i limiti della produzione, da Before the Storm mancano alcuni dettagli apparentemente superficiali, ma che contribuivano a rendere magica la serie originale.

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Innanzitutto la colonna sonora è bella, orecchiabile e malinconica il giusto, ma non riesce a raggiungere i picchi di Life is Strange nei quali alcune bellissime canzoni sembravano scritte direttamente sulle scene del gioco. L’altro elemento è che con Unity alcune sequenze, soprattutto quelle più dinamiche, sono molto impagliate per via di animazioni legnose, goffe e molto vecchie, che fanno molto Telltale Games.

Entrambi sono elementi incapaci di affossare il giudizio sul gioco, ma che sicuramente avrebbero potuto aiutare Deck Nine a replicare la magia di Life is Strange. Perché, nonostante le remore, Before the Storm a mio avviso dovrebbe piacere a tutti coloro che hanno amato la serie principale. Si tratta forse di un amore meno perfetto e spontaneo, sotto molti di vista più normale, ma non per questo meno meritevole di attenzione e affetto.

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