Steep: Road to the Olympics. Sciare è una cosa seria – recensione

By Luca Forte, mercoledì, 6 dicembre 2017 12:33 GMT

Ubisoft cerca di abbracciare il lato competitivo degli sport invernali, non dimenticandosi delle sue origini.

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Steep fa parte di quei giochi di Ubisoft che forse non si è guadagnato tante copertine, ma con il tempo e la passione dei suoi sviluppatori è riuscito a ritagliarsi una nicchia importante sul mercato.

Lo studio di Annecy, gradevole cittadina alpina a tre ore di macchina da Milano, ha portato sul mercato un gioco interessante, in grado di attirare un’utenza particolare quanto mai del tutto esplorata: gli amanti della montagna. E questi giocatori li ha saputi coccolare attraverso aggiornamenti gratuiti in grado di aggiungere una nuova area da esplorare, l’Alaska, ma soprattutto di correggere quei difetti che rendevano l’esperienza meno completa e gradevole di quello che è adesso.

Giunti a Road to the Olympics, la prima espansione a pagamento, Steep si dimostra pronto a fare un ulteriore salto qualitativo. Il metodo di controllo originale, infatti, era studiato per essere divertente durante i fuoripista e per compiere evoluzioni fuori di testa che non dovevano pagare pegno alla gravità terrestre, non per dover calcolare l’impatto con le bandierine di una gara di slalom o per essere giudicate in una gara di evoluzioni. Acquisendo la licenza delle prossime Olimpiadi invernali, invece, il team ha dovuto modificare il suo gioco per essere adatto alle classiche competizioni sulla neve, dallo slalom alle evoluzioni con lo snowboard.

Quindi maggiore attenzione al calcolo delle collisioni e una revisione al sistema di trick e di atterraggio delle evoluzioni. Non si è arrivati ai livelli di una simulazione, ma il compromesso è sicuramente in grado di garantire tanto divertimento e di far perlomeno assaporare il gusto di queste specialità invernali. Lo slalom è un magnetico rhythm game nel quale perdere il tempismo equivale a lasciare diversi secondi sul cronometro, mentre la discesa libera è una sfida mnemonica impegnativa, dato che spesso sarà difficile vedere il percorso dietro una duna o una curva e solo anticipando i movimenti si potranno eseguire le traiettorie migliori. Tutto funziona talmente bene che dopo aver consumato le varie piste si avrà la voglia di mettersi alla prova con altri percorsi, magari sulla Alpi o in altri punti delle montagne coreane o giapponesi.

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Questo perchè il team non si è dimenticato dei giocatori “classici” ed ha aggiunto anche un paio di montagne nipponiche da esplorare in completa tranquillità, scoprendo affascinanti vallate piene di alberi in fiore o templi shintoisti coperti dalla neve. Inoltre ha introdotto alcune specialità fuori di testa, come la rocket wing, grazie alla quale raggiungere senza problemi anche le cime più distanti e fare evoluzioni precedentemente impensabili.

Road to the Olympics dona quindi un nuovo sapore all’esperienza Ubisoft e apre le porte alla possibilità di vedere gli sport invernali sempre più integrati in questo “simulatore di montagna”. La nuova area è piacevole da esplorare e la rocket wing è un oggetto con il quale sarà possibile divertirsi in maniera ancora più sguaiata. Manca l’elemento in grado di far scattare la scintilla per coloro che non sono mai stati interessati all’esperienza e forse si sarebbe potuto fare qualcosa di più per invogliare coloro che sono interessati più sci competitivo che all’esplorazione, ma è indubbio come Steep abbia mantenuto inalterato il suo fascino discreto capace, coi suoi silenzi e i suoi paesaggi mozzafiato, di replicare alcune delle sensazioni più belle degli sport sulla neve.

Con l’indubbio vantaggio di potersi alzare incolumi dopo uno dei tanti spettacolari capitomboli che farete tra le montagne di Ubisoft.

Quindi promosso, anche se è un prodotto per pochi.

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