Un ex-responsabile di Activision e Warner Bros sulle microtransazioni: “In alcuni casi sono gli sviluppatori a volerle e i publisher a dire no”

By Marcello Ruina, lunedì, 13 novembre 2017 19:52 GMT

Non esiste un solo colpevole.

Quando si sente in giro dell’aggiunta di microtransazioni e loot boxes all’interno di titoli che non ne avevano mai fatto uso prima, specialmente in giochi tripla-A, il primo pensiero collettivo è assegnare la colpa ai publisher, quelli che solitamente hanno voce in capitolo su queste pratiche e che devono sempre tenere sott’occhio gli introiti, mentre gli sviluppatori possono solo obbedire in silenzio.

A quanto pare, la questione non è così “semplice”: stando a quanto dichiarato da Mat Piscatella, ex dirigente di Warner Bros. e Activision, ora analista per NPD, l’inserimento delle microtransazioni non è sempre una prerogativa dei publisher.

Rispondendo ad un giornalista di Kotaku, il quale esprimeva simpatia per i “poveri” sviluppatori che si ammazzano di lavoro e ore non pagate per creare un prodotto di qualità, solo per vedere il pubblico parlare esclusivamente dell’inserimento di loot boxes e microtransazioni imposto dai piani alti, Piscatella ha infatti dichiarato:

Alcune delle idee più aggressive che ho mai sentito, legate alle microtransazioni, vengono direttamente dagli sviluppatori, mentre i rifiuti più solidi sulla loro integrazioni venivano dai publisher. Quest’idea del publisher grosso e cattivo e degli sviluppatori come vittime è, nella mia esperienza, un mito.“.

Piscatella ha prontamente aggiunto che tale situazione non è la norma e ci sono molti casi differenti in giro, spiegando che, in generale, l’idea di aggiungere le microtransazioni in un titolo non viene mai solo dai publisher, ma da chiunque abbia dei desideri di guadagno; dato che nell’industria videoludica, sia publisher che sviluppatori sono esseri umani, tutti hanno l’umano desiderio di guadagnare e tutti possono proporre l’aggiunta di microtransazioni per ottenere più introiti.

Condividete anche voi questa idea? Secondo voi anche gli sviluppatori possono essere “avidi” e decidere di inserire microtransazioni nei loro titoli, a prescindere dai desideri del publisher?

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