Il tre volte campione Europeo Nicola Marconi parla degli eSport: “sono uno sport vero e proprio ma non dovrebbero far parte delle Olimpiadi”

By Stefano Paglia, lunedì, 13 novembre 2017 09:33 GMT

Una riflessione davvero interessante.

Nicola Marconi

L’inclusione degli eSport tra le discipline papabili per le Olimpiadi del 2024 è di certo un grande passo in avanti per il mondo dei videogiochi, che tuttavia ha destato parecchio scalpore.

Nei giorni scorsi sull’argomento è intervenuta anche una figura di primissimo piano nella scena sportiva italiana, Federica Pellegrini, che ha affermato di non essere d’accordo con la decisione presa dal CIO e che gli eSport non sono veri e propri sport.

Di opinione differente invece Nicola Marconi, tre volte campione europeo di tuffi, allenatore e membro molto attivo della community di Hearthstone.

Secondo Marconi, gli eSport vanno considerati degli sport veri e propri e dovrebbero essere riconosciuti come tali anche dal nostro CONI.

“Non starò a citare il vocabolario, non creda serva, ma ti dirò il mio pensiero personale: sport è tutta quell’attività fisica che mette in funzione il metabolismo, che fa pompare il sangue nelle vene, che ti fa sudare e ti venire il fiatone. Ma sport è anche tutto ciò che mette a dura prova i tuoi rilessi, la tua capacità di mantenere alta la concentrazione anche nei momenti di stress, in cui bisogna prendere la decisione vincente in pochi cruciali secondi. Si, gli e-sport vanno riconosciuti come disciplina sportiva, perché sono a tutti gli effetti dei “giochi” che richiedono una grande preparazione, mentale, fisica, se si vuole diventare dei campioni.”, ha spiegato Marconi in un’intervista con Powned.it.

Tuttavia Marconi crede che le Olimpiadi non siano la manifestazione ideale per ospitare gli eSport, che, come per i Giochi Invernali, dovrebbero avere la propria personale competizione.

“Se da un lato trovo dovuto che il CIO e di conseguenza il CONI riconoscano gli e-sport come discipline sportive vere e proprie e le regolamentino a dovere per permettere il corretto sviluppo di questo settore, da un lato credo che le Olimpiadi non siano il contesto giusto in cui inserirli, per diversi motivi.

I più banali sono costi e numeri: i Giochi sono un “macchina” che pesa moltissimo, in termini di sforzi e di soldi, ai paesi che decidono di ospitarli, tant’è che il CIO ha cambiato “le regole” e dal 2020 a Tokyo vedremo delle Olimpiadi più sostenibili, organizzate utilizzando impianti preesistenti e con un occhio di riguardo al “riciclo delle nuove infrastrutture”. Ma il costo maggiore resta la spesa per il vitto e l’alloggio: gli atleti partecipanti sono tantissimi e se vengono inserite nuove discipline si tende a tagliarne delle altre. L’aggiunta degli e-sport sarebbe quindi improponibile.

Un altro motivo importante, secondo me, è il contesto: come ci sono i Giochi Invernali, come ci sono  le Paraolimpiadi, così ci dovrebbero essere le Olimpiadi degli E-Sport: un evento dedicato, con la giusta copertura mediatica, dove i riflettori sono puntati solo ed esclusivamente sugli e-sportivi.

Sarebbe il modo giusto di presentarli a tutta quella fascia di utenti che ancora li vede in maniera “ignorante” (nel senso letterale della parola), mettendo in risalto gli sforzi quotidiani degli e-atleti, il loro percorso per arrivare a partecipare all’evento più importante della loro vita.”

Potrete trovare l’intervista completa su Powned.it.

Spunti interessanti quelli di Marconi, che di certo fanno riflettere. E voi cosa ne pensate? Gli eSport dovrebbero essere inclusi nelle Olimpiadi o piuttosto dovrebbero avere un evento tutto loro come i Giochi Invernali e le Paraolimpiadi?

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