Gli sviluppatori di League of Legends hanno paura di interagire con i giocatori

By Antonio Izzo, martedì, 10 ottobre 2017 15:06 GMT

Aaron Rutledge, il dipendente di Riot Games licenziato la scorsa settimana per aver augurato la morte ad un noto streamer, torna a dire la sua sull’argomento.

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Rutledge ha accettato senza protestare la decisione della compagnia, assumendosi tutte le responsabilità delle sue azioni. Tuttavia, ha anche aggiunto qualcosa di molto interessante.

A quanto pare, tantissimi dipendenti di Riot Games hanno paura di interagire con i fan e i giocatori di League of Legends, poiché possono essere molto intimidatori. Per questo motivo in molti evitano qualsiasi tipo di discussione.

“Come sviluppatore, può essere spaventoso e intimidatorio. Conosco molti in Riot che non aggiungono la tag ai loro nickname, poiché hanno paura di essere bersagliati, o perché spesso vogliono semplicemente giocare a League of Legends come dei normali giocatori”.

Riot Games è famosa per la sua politica che invoglia gli sviluppatori ad interagire con la community, molto apprezzata anche dallo stesso Rutledge. Eppure, spesso può essere molto difficile, come testimoniano i recenti fatti, a causa della presenza di molti utenti tossici.

Sapevate che dopo anni di dominio, League of Legends ha perso la corona di titolo più visto su Twitch? Indovinate chi è il nuovo Re… proprio lui, Playerunknown’s Battlegrounds! Il titolo di Bluepoint punta a raggiungere i due milioni di giocatori connessi contemporaneamente e a stracciare ogni record della piattaforma di Valve.

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