WRC 7 e la ricerca della personalità perduta – recensione

By Luca Paternesi, sabato, 16 settembre 2017 09:00 GMT

Il titolo Kylotonn non sbanda come gli scorsi anni, ma manca ancora qualcosina per trovare il giusto assetto.

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Come ogni anno, anche questo 2017 ha il suo titolo con licenza ufficiale del campionato mondiale rally. Dopo il divorzio da Milestone il testimone è passato, due stagioni fa, in mano al team francese Kylotonn che, forse per un po’ di inesperienza nel settore, si è resa protagonista di due titoli non proprio memorabili come WRC 5 e WRC 6.

Quest’anno, fortunatamente, le cose sembrano migliorate e il team francese pare aver imboccato quantomeno la strada giusta con questo WRC 7.

I precedenti due titoli del team francese risultavano prodotti non proprio memorabili, non tanto perché non riuscivano a trovare una propria dimensione tra simulazione e arcade, ma soprattutto per il fatto che alla fine dei conti risultavano inferiori ai migliori esponenti di entrambi i settori, pur privi di una licenza pesante come quella del campionato del mondo rally.

Con WRC 6 il team francese aveva aggiustato leggermente il tiro offrendo un titolo che migliorava il predecessore, ma permanevano alcuni difetti come i tracciati che non offrivano una reale differenza tra le varie superfici, un motore fisico decisamente approssimativo e il tutto sorretto da una realizzazione tecnica che non faceva certo gridare al miracolo.

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Con questo WRC 7 il team francese sembra aver imparato dai propri errori e propone un prodotto che si distacca in maniera abbastanza netta dai predecessori offrendo una fisica decisamente più credibile (anche se ancora ben lontana dalla simulazione pura, ma questo può essere semplicemente una scelta) un comparto tecnico e artistico di livello ben più elevato e, finalmente, dei tracciati realmente capaci di trasmettere la differenza tra le varie superfici.

Il comparto tecnico, pur risultando non eccezionale, è decisamente migliore rispetto a quello dei suoi predecessori e i tracciati sono davvero una gioia per gli appassionati di questo sport. I dislivelli boschivi dell mitico “Mille Laghi” finlandese, la uggiosa brughiera gallese del Rally di Gran Bretagna, i meravigliosi vigneti del Rally di Germania o le anguste strade che si inerpicano tra i borghi del Rally di Montecarlo o del Tour de Corse, sono tutti realizzati con dovizia e gusto estetico e non impiegano molto per far sentire il giocatore un novello Toivonen.

Non solo l’occhio vuole la sua parte e i tracciati bisogna anche “sentirli” ed è in questo, fortunatamente, che il titolo Kylotonn è migliorato maggiormente rispetto alle sue edizioni passate. Le diverse superfici, in questo nuovo capitolo, innescano nelle vetture reazioni estremamente differenziate in base all’aderenza offerta e le imperfezioni del terreno sono riportate in maniera decisamente più credibile che in passato donando all’esperienza di gioco una marcia in più.

 

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Anche i dislivelli finalmente sono decisamente più credibili eliminando in toto quella sconcertante sensazione di piattezza dei tracciati che offrivano i capitoli precedenti. Degni di nota sono anche i tracciati speciali denominati “Epic Stage” che, inseriti all’interno di ogni rally, offrono una esperienza più realistica sulla durezza di una tappa speciale rallistica arrivando a durare anche 15 – 20 minuti e mettendo alla prova le vostre capacità di guida e i vostri nervi saldi.

Terminiamo la nostra disamina tecnico – estetica parlando delle vetture che, come nei precedenti capitoli, sono realizzate con cura certosina per il dettaglio, e denotano un ottimo sfruttamento della licenza ufficiale, con l’aggiunta di un sistema di danni finalmente decisamente credibile e appropriato. Anche i rombi dei motori sono decisamente più curati che in passato e simili alle controparti reali mentre, purtroppo, lo stesso non si può dire del doppiaggio del nostro navigatore che seppur riportando informazioni complete si esprime con un tono afono e alla lunga fastidioso nella sua artificialità.

Ma pad (o volante) alla mano come si comporta questo WRC 7? Beh, diciamo che passi avanti ce ne sono stati, e tanti, provvisto com’è di un motore fisico decisamente più evoluto che rende finalmente le vetture più realistiche nella guida e nelle reazioni. Il problema di fondo è che questa serie non riesce a trovare una sua precisa collocazione tra i simulatori e gli arcade puri, rimanendo in quel limbo dei famosi “sim-arcade” di cui ultimamente il mercato è inondato, non riuscendo ad emergere totalmente in nessuno dei due ambiti.

WRC7_Screen_1Lungi dall’essere un pessimo gioco, comunque, passi avanti ne sono stati fatti, ed in maniera decisamente rilevante e non rimarcarlo sarebbe ingiusto nei confronti del team di sviluppo. Più semplicemente crediamo che il prodotto in futuro debba avere una sua collocazione più precisa per poter eccellere.

Si perché anche Codemasters, ad esempio, ha basato tutto il suo recente successo sui cosiddetti “sim – arcade”, ma ha infarcito tali titoli sia con modalità carriera profonde e quasi “cinematografiche” (si veda F1 2017) sia di contenuti particolari come alcune prove fuori di testa (in alcuni dei Dirt più arcade usciti in passato).

WRC 7 forse pecca proprio in questo perché di contenuti ne offre eccome, ma sono quelli che ci si aspetterebbe da un simulatore puro, che non necessita di una carriera dal taglio cinematografico o da millanta contenuti extra in quanto basa tutto il suo essere sulle sensazioni di guida.

La carriera di WRC 7 è realizzata in maniera più che discreta: ci permetterà di creare il nostro alter ego e, partendo dalle categorie minori, scalare le vette del gotha rallistico fino ad arrivare al campionato WRC, il tutto intervallato da qualche messaggio pseudo social di congratulazioni o di sfida da parte di qualche altro pilota.

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Escludendo i vari obiettivi richiesti dal team prima delle gare l’esperienza della carriera si riassume qui, il che non sarebbe un grande problema per un simulatore puro, ma per un prodotto che cerca di abbracciare anche la parte più arcade dei racing game è un po’ limitata. Le altre modalità, poi, sono la partita rapida, il campionato personalizzato ed il multigiocatore a completare un’ offerta ludica più che discreta ma forse un po’ limitata per il tipo di prodotto.

Le ultime due parole vorremmo spenderle proprio per la modalità multigiocatore che si presenta come decisamente valida, sia online che offline (finalmente lo split screen), consentendo partite fino ad otto giocatori. Se siete giocatori più competitivi, però, sappiate che WRC 7 si presenta anche come un prodotto votato all’ eSport con la presenza di alcune sfide settimanali che porteranno gli utenti a scalare le classifiche mondiali in un campionato, parallelo a quello reale, organizzato in collaborazione con la FIA.

Che dire quindi in definitiva? Questo WRC 7 è un prodotto decisamente migliore e più maturo dei capitoli che lo hanno preceduto e dimostra che il team francese ha finalmente imboccato la strada giusta. Il titolo Kylotonn però ancora non riesce ad emergere completamente e per far ciò, forse, il team francese avrebbe bisogno di dare una caratterizzazione più precisa al suo prodotto per far si che la serie faccia quel salto di qualità definitivo che ci si aspetta da un prodotto con la licenza ufficiale del campionato del mondo rally.

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