Mario + Rabbids Kingdom Battle è un gioco di Nintendo non fatto da Nintendo

By Luca Forte, lunedì, 28 agosto 2017 14:00 GMT

Ubisoft Milano stupisce per cura nei dettagli e intelligenza.

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Quale miglior complimento possiamo fare a Ubisoft Milano, se non quello di aver fatto uno dei migliori giochi Nintendo, che Nintendo non ha mai fatto? Crediamo nessuno e per questo siamo lieti di poter catalogare in questo modo l’opera più importante dello studio milanese. Un gioco che comunque, prima del nostro, aveva ottenuto un endorsement ben più importante e di valore, quello di Shigeru Miyamoto, il papà di Super Mario in persona.

Con questa benedizione non avremmo dovuto stupirci più di tanto nel trovare un gioco facile da approcciare, ma difficile da padroneggiare, coloratissimo, ma anche impegnativo e ricco di segreti da scovare. Un gioco coraggioso, sia perché esplora un genere, quello degli strategici a turni, non proprio famoso per le sue stragi ai botteghini, un po’ perché Ubisoft, legandosi alla mascotte di Nintendo, ha dovuto da una parte sottostare ai diktat della grande N (come il “Mario non deve saltate” attribuito a Miyamoto) e dall’altra si è preclusa la possibilità di andare multipiattaforma, ovvero la una via di fuga in caso di insuccesso utilizzata da ZombiU e Rayman Origins ai tempi di WiiU.

Fortunatamente per Soliani e soci le basi sembrano essere ben differenti: Switch è una console di successo, con una chiara identità, capace di avere nel suo catalogo già diversi giochi con un attach rate esagerato. Le premesse per il successo ci sono tutte, anche perché il prodotto in oggetto è un piccolo gioiello di programmazione, scrittura e design. Forse non ancora in grado di rivaleggiare con le più rinomate produzioni della casa di Kyoto, ma sufficientemente elegante da meritarsi un successo globale.

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Questo perché Mario + Rabbids Kingdom Battle riesce a fondere l’universo di Super Mario, coi suoi personaggi, il suo umorismo e le sue regole con quello anarchico e un po’ sguaiato dei rabbids, senza per questo perdere in riconoscibilità e coerenza.

Tutto nasce quando uno strano marchingegno capace di fondere due oggetti finisce tra le mani di un gruppo di rabbids pasticcioni. Questi non possono fare a meno di giocare con il CombinaTutto, finendo per unire loro stessi con il grande hobby del piccolo genio che ha creato Beep-O e il fantascientifico strumento: Super Mario. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Regno dei Funghi è invaso da centinaia di folli conigli ibridati coi più celebri personaggi di Nintendo.

E se la combinazione tra Mario, Luigi e Peach e i rabbids ha dato vita ad una serie di eroi, per quanto improbabili, quella tra i conigli di Ubisoft e i classici nemici del Regno dei Funghi ha creato dei folli ibridi, che stanno mettendo in crisi l’intero regno.

Il nostro compito sarà dunque quello di riportare la pace, ma non saltando in testa ai malcapitati, quando affrontandoli in pieno stile XCOM. Mario + Rabbids Kingdom Battle è infatti uno strategico a turni nel quale dovremo controllare tre dei sette eroi presenti per affrontare orde di rabbids arrabbiati.

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Se all’inizio le similitudini con il gioco di Firaxis sembrano moltissime, dal sistema di movimento alle coperture, man mano che Mario e soci acquisiranno nuovi poteri e che i livelli diventeranno più complessi, la creatura di Ubisoft Milano acquisterà una personalità tutta sua, sorprendente e azzeccata.

L’accento viene posto, infatti, più sulla capacità di movimento che sull’utilizzo delle armi, nonostante queste abbiano un ruolo tutt’altro che marginale. I personaggi, infatti, all’interno del loro turno possono seguire la traiettoria che preferiscono per raggiungere la protezione successiva. Questo vuol dire che se qualche nemico si trova nel loro raggio potrà essere travolto da una scivolata o potrà essere pestato nel più classico stile da Super Mario, così da assestare del danno aggiuntivo.

Se oltretutto a queste azioni si aggiunge un effetto secondario, come la possibilità di prosciugare l’energia di rabbid Luigi o di curare dopo un salto di Peach, le variabili strategiche diventano molteplici, rendendo la composizione dei team un aspetto interessante. Peccato, ci verrebbe da dire, che sarà obbligatorio tenere sempre Mario in squadra, limitando un po’ le combinazioni.

Anche le armi avranno effetti vari, come la possibilità di respingere oltre lo schermo, di incendiare il sedere di coloro che sono colpiti o di inchiostrarli, impedendo loro di usare le armi. Il bello è che anche i nemici potranno utilizzare le stesse abilità e lo faranno in maniera piuttosto intelligente. Questo mette in risalto il design dei livelli, perfettamente integrati all’interno della struttura globale del gioco, che tra tubi di collegamento, posizioni rialzate e scivoli per la difesa consentono di spostarsi con grande rapidità da un lato all’altro dell’arena, limitando al massimo le fasi morte all’interno di una partita.

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Finora tutto bene, anzi benissimo, peccato che la varietà delle missioni non sia eccezionale, saranno solo una manciata le tipologie di incarichi da portare a termine, e che alcune volte il caso e l’imprevedibilità dei nemici rischierà di mandare a monte la vostra strategia. Questo perché, nonostante l’aspetto cartoonesco, Mario + Rabbids Kingdom Battle non è un gioco semplice o banale, ma riuscirà a tenervi impegnati e a sorprendervi per diverse ore.

Inoltre, per spaccare il capello, si notano alcuni passaggi molto videogiocosi, ma un po’ forzati che solitamente non ci sono nei giochi di Miyamoto, come abilità ottenute da un deus-ex machina che improvvisamente ci consentiranno di compiere azioni prima impossibili (come lo spostare dei blocchi) e una certa “antipatia” di alcun personaggi, come per esempio Beep-O che si rifiuta di aiutare Toadette a meno di ricevere qualcosa in cambio. L’avevo detto che stavo spaccando il capello.

Una volta terminata la storia principale, inoltre, potrete dedicarci alle sfide, al ritrovamento di tutti quei collezionabili irraggiungibili in precedenza per la mancanza di specifiche abilità, o ad una modalità coop pensata ad hoc, nella quale due giocatori, rigorosamente sulla stessa console, dovranno affrontare un’orda di conigli malefici.

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Dal punto di vista tecnico il gioco è molto piacevole, dato che è in grado di ricalcare in maniera eccezionale lo stile del Regno dei Funghi, ma aggiunge un tocco tutto personale a diversi luoghi, come il cimitero o il deserto. Il design e la caratterizzazione dei personaggi, invece, sono fuori scala. Le versioni rabbids di Luigi, Mario e Yoshi sono fantastiche e speriamo vivamente che tornino presto a farci compagnia in altri giochi come l’eventuale seguito di Mario + Rabbids Kingdom Battle o un Mario Kart. Rabbids Peach, invece, merita un gioco tutto suo, anche se, a ben vedere, è lei la vera protagonista di questo videogame. Anche i nemici non sono da sottovalutare, con alcuni boss sopra tutti, in grado di rubare letteralmente la scena a Mario e soci.

Per concludere facciamo un grosso applauso a Ubisoft Milano, per essere riuscita a creare una nuova IP di questo spessore. Mario + Rabbids Kingdom Battle è un gioco intelligente, impegnativo, divertente e fedele sia ai personaggi di Nintendo che a quelli della stessa Ubisoft. La benedizione di Miyamoto avrebbe potuto far tremare le gambe ai più, ma i ragazzi di Milano hanno confezionato un prodotto solidissimo dal punto di vista tecnico e ispirato da quello del design.

Qualche sbavatura nel gameplay o errore di gioventù non devono offuscare la qualità generale di quest’opera, a pieno titolo in grado di sostenere il ruolo di “esclusiva di peso del mese” che sta accompagnando il lancio di Nintendo Switch. Un club ristretto del quale fanno parte Zelda: Breath of the Wild, Splatoon 2, Mario Kart Deluxe 8. Non so se mi spiego…

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Davide Soliani

Mario + Rabbids Kingdom Battle

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