Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia – recensione

By Luca Forte, martedì, 16 maggio 2017 17:00 GMT

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia è un gioco strano, a metà strada tra passato e futuro della serie di Nintendo.

Fire Emblem Echoes - Shadows of Valentia

Essendo un remake del secondo capitolo di Fire Emblem, ucito nel 1992 su NES, non poteva contare su di alcuni degli elementi di gameplay che avrebbero fatto la fortuna della serie, come il triangolo delle armi, l’inventario o l’interazione tra due personaggi che, in base a come vengono posizionati sul campo di battaglia hanno abilità di attacco e difesa differenti.

Però dall’altro lato Nintendo si è profusa nel cercare di creare un’esperienza moderna, in linea con Awakening e Fates, perlomeno sotto il profilo tecnico e narrativo. Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia è stato completamente ricreato col motore di gioco utilizzato per questi ultimi episodi ed è stato arricchito da un doppiaggio completamente in inglese e alcune scene animate di buona fattura.

Lo stile del gioco e il budget a disposizione, però, lasciano trasparire le origini antiche di questo capitolo. Il design di Alm, Celica e gli altri protagonisti, per forza di cose, richiama quello dei personaggi originali il cui tratto era molto più classico e occidentale rispetto a quello degli ultimi capitoli. Inoltre le scene animate sono meno frequenti e sicuramente meno curate rispetto al sontuoso Fates.

L’impressione è quella di trovarsi di fronte ad un capitolo minore, sotto molti profili un po’ grezzo, ma non per questo meritevole di attenzioni, soprattutto per gli amanti della serie. Questo perché Intelligent System ha deciso di sperimentare alcune soluzioni piuttosto originali per l’occasione. Innanzitutto il gioco è diviso in diverse sottosezioni che si approcciano in maniera molto diversa l’una con le altre. C’è per esempio la fase di esplorazione, completamente realizzato con un motore 3D, nella quale potremo controllare direttamente il protagonista attraverso labirinti ricchi di scorciatoie e segreti da scoprire.

Ci saranno anche dei mostri da evitare o colpire con la spada in modo da infliggere loro un piccolo danno prima di vederli schierati sulla classica griglia quadrata della serie. Un sistema simile a quello dei Persona (o SMT) dove l’esplorazione in tempo reale poi cede il passo a combattimenti a turni più classici.

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In altri frangenti dovremo esplorare stanze attraverso una sorta di lente di ingrandimento, così come parlare con i personaggi qui presenti. Poi c’è la fase di esplorazione dei villaggi, suddivisi in aree interconnesse.

Queste sono tutte soluzioni piuttosto originali per una serie finora rimasta sempre legata a classiche meccaniche da strategico a turni.

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Altri elementi originali sono legati alla gestione dei combattimenti. Non essendoci più il triangolo delle armi (o la sua versione espansa di Fates) la componente strategica sembra venire un po’ svilita dato che non sarà più importante accoppiare il giusto eroe con un determinato avversario, ma si dovrà stare attenti più generalmente al proprio gruppo di guerrieri.

Inoltre i maghi e i guaritori non avranno il mana, ma consumeranno la propria vitalità per pronunciare un incantesimo. Questo li renderà piuttosto interessanti da usare, dato che dovremo bilanciare tra la loro salvaguardia e la loro efficacia in attacco. Infine gli arcieri potranno colpire anche nemici ravvicinati, ma pagheranno questa abilità con una discreta imprecisione.

Per non parlare della fatica, che vi costringerà a fare turn over in battaglia per non far consumare troppe energie al vostro team.

Come da tradizione la trama che farà da collante non sarà nulla di memorabile, anzi, se è possibile, la profondità di alcuni dialoghi è ancora più disarmante che quella alla quale siamo abituati. Ma i fan sanno bene che la storia è solo una scusa per andare avanti e collezionare nuovi compagni e vedere nuovi campi di battaglia.

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Come il suo progenitore, Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia è un episodio molto particolare della celebre serie di strategici a turni di Nintendo. È un episodio originale, con diversi elementi davvero mai visti in precedenza, che siamo curiosi di sapere se saranno riciclati in futuro o se rimarranno un unicum all’interno del lavoro di Intelligent System. Rimane comunque l’impressione di non essere di fronte ad un episodio maggiore, con un gameplay interessante, ma non ancora rifinito come quello che sarà codificato con i giochi successivi.

Gli amanti di Fire Emblem troveranno comunque in Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia un nuovo capitolo ricco di curiosità da esplorare e per questo da avere nella propria collezione proprio per la sua unicità. Forse non sarà il Fire Emblem migliore di sempre, ma è un episodio che si farà ricordare.

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