NBA Playgrounds – recensione

By Luca Forte, venerdì, 12 maggio 2017 16:22 GMT

Nel solco di NBA Jam.

NBA-Playgrounds

L’universo dei videogiochi sportivi si divide in due categorie: le simulazioni e gli arcade. Nel primo contenitore mettiamo tutte quelle esperienze che provano a replicare fedelmente le dinamiche e le atmosfere di una disciplina sportiva, mentre nel secondo trovano spazio quei giochi che cercano di carpire l’essenza di uno sport, sottolineando solamente il lato spettacolare e divertente dello stesso.

Una delle rappresentazioni più fulgide di questa seconda scuola di pensiero è sicuramente NBA Jam, un classico da sala giochi del 1993 targato Midway, che fu in grado di stravolgere il settore per sempre. Innanzitutto il gioco di Iguana Entertainment alzò in maniera drastica l’asticella tecnica delle produzioni da bar, grazie ad una grafica super colorata, nella quale gigantesche caricature delle più celebri star dell’NBA si sfidavano a suon di schiacciate spettacolari e jumper in grado di incendiare la retina.

Senza considerare i campionamenti vocali di Tim Kitzrow, i cui sconclusionati commenti divennero riconoscibili tanto quanto il gioco stesso. Vi dice nulla Boomshakalaka?

Questo genere di giochi, negli anni, ha trovato sempre meno spazio, fagocitati dai costi di produzione che solo serie più impegnate come NBA 2K o quelle EA Sports sapevano sostenere. Fino ad ora, apparentemente.

Un piccolo studio americano, Saber Interactive, ha infatti messo le mani su di una licenza NBA ed ha pensato bene di proporre una sua interpretazione del classico di Midway. Gli ingredienti ci sono tutti, come una sfida 2vs2 da parte di alcune delle più famose stelle NBA del presente e del passato, formidabili schiacciate, un commento strampalato e persino un rispetto delle regole tecniche della pallacanestro persino inferiore di quello di James Harden.

L’essenza di gioco è dunque molto semplice, dato che in attacco si potrà passare, tirare e schiacciare, mentre in difesa si potrà stoppare, rubare la palla e spingere. A complicare un po’ le cose c’è la “barra delle scelte casuali” che si riempirà a seconda delle mosse tamarre che eseguirete che vi consentirà di sbloccare un bonus casuale che se sfruttato farà lievitare il vostro punteggio.

Il tiro immediato farà sempre centro, il bonus per le schiacciate farà valere il doppio dei punti le vostre bimani al canestro. In questo modo gli sviluppatori cercano sempre di spingervi a cercare una soluzione spettacolare che faccia scattare questo bonus piuttosto che spingervi a sfruttare la precisione da 3 degli atleti o dei sicuri tiri da 2 punti.

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A tenervi impegnati ci saranno tutta una serie di tornei e di esibizioni utili a sbloccare nuove arene, palloni e soprattutto pacchetti di figurine grazie alle quali trovare nuovi atleti. Tra stelle del passato (Shaq, Chamberlin o Stockton) e quelle del presente (Wade, Green o Wall) la scelta sarà ampia e potrete assemblare il duo che meglio si adatta alle vostre caratteristiche.

Volendo potrete sfidare anche altri avversari online, divisi in sei divisioni differenti. Scusate il gioco di parole. Sfortunatamente al momento su Switch non è presente questa modalità, arriverà a breve attraverso una patch, ma la console di Nintendo compensa la mancanza con la possibilità di portare il gioco ovunque e di sfidare chichessia in qualunque momento.

Tutto bene, dunque? In realtà nì, dato che NBA Playgrounds non è perfetto. La risposta ai comandi non è sempre precisissima, le animazioni sembrano a volte un po’ rigide e poco reattive, così come non è sempre facile capire la profondità della palla e degli atleti, in modo da intervenire efficacemente in difesa o a rimbalzo.

La natura scanzonata del gameplay consente di chiudere un occhio, ma perdere perché non si riesce a prendere un rimbalzo è sempre frustrante, non importa che un gioco sia arcade o meno.

Inoltre sulla console di Nintendo la risoluzione è piuttosto bassa, sia per mantenere un framerate costante, sia per non drenare troppo velocemente la batteria. NBA Playgronds non è brutto da vedere, ma l’effetto sfocato è decisamente evidente.

Detto questo, per una ventina di euro l’offerta ludica è intrigante, così come le partite sono spesso molto divertenti, soprattutto se giocate contro altri esseri umani. Confidiamo in qualche patch mirata che corregga i problemi, oltre che attivi tutte le modalità sulla console di Nintendo.

Se siete alla ricerca di un erede di NBA Jam, il prodotto di Saber Interactive potrebbe fare per voi, pur essendo consapevoli che la qualità e la freschezza dell’originale è ancora inarrivabile.

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