Halo Wars 2 – recensione

By Luca Forte, giovedì, 16 febbraio 2017 09:00 GMT

Il ritorno della Spirit of Fire!

halo wars 2

La serie di Halo Wars non deve essere nata sotto la migliore stella. Non perché la sua qualità e le sue idee non la facciano essere un degno esponente di una delle saghe più celebri e influenti dell’industria, ma perché intorno ad ogni capitolo, in un modo o nell’altro, si concentrano aspettative e situazioni inaspettate, che in qualche modo possono andare ad influenzare il modo nel quale il gioco viene recepito.

Il primo episodio è ricordato per uno sviluppo un po’ tumultuoso che ha persino portato alla chiusura di Ensemble Studios, la storica firma che ha dato i natali ad Age of Empires. Le vendite buone, ma non in linea con il resto della serie Halo, hanno spinto Microsoft a mettere Wars nel congelatore.

E quando finalmente gli amanti della strategia in tempo reale hanno la possibilità di poter mettere le mani sul secondo capitolo, ecco che il colosso di Redmond si trova nell’interregno tra due console, ovvero il momento nel quale non può presentare nuovi progetti per la vecchia console, ma non ha ancora svelato i piani per il futuro. Ecco che quindi Halo Wars 2 diventa improvvisamente l’esclusiva più pensante al momento programmata per Xbox One.

Fossimo alla fine degli anni ‘90, con la serie di Command & Conquer a dominare le classifiche di vendita, non ci sarebbero problemi, il fatto è che nel 2017 gli strategici in tempo reale non sono più un genere dominante, soprattutto se sviluppati su console.

halo wars 2

Nonostante sposi completamente la Xbox Plays Anywhere, ovvero la politica che Microsoft ha varato per consentire di giocare tutte le sue esclusive sia su Xbox One sia su Windows 10, e sia stato sviluppato dal miglior studio attualmente presente sul mercato degli RTS, Halo Wars 2 rimane fondamentalmente un gioco disegnato con il gamepad in mente.

Lo si capisce dalla telecamera, molto più ravvicinata rispetto agli standard del genere, lo si capisce dalla gestione delle basi, non libera come in Starcraft o nei vecchi C&C, ma limitata a degli spazi predefiniti da riempire con l’edificio prescelto.

Fortunatamente Creative Assembly ha anche cercato di rendere più profondo il sistema di controllo, consentendo, anche su One, di dividere l’esercito in squadre, di saltare da un punto all’altro della mappa, o di gestire la coda.

In questo modo la gestione dell’esercito non sarà, per forza di cose, agile come utilizzando mouse e tastiera, ma con un po’ di pratica e una buona manualità sarà possibile controllare sufficientemente bene le truppe.

Se durante la campagna o Blitz, la nuova modalità che mescola uno strategico in tempo reale e un gioco di carte collezionabili, spesso basterà vomitare il proprio esercito sul nemico in un attacco diretto, durante le diverse modalità multiplayer dovrete padroneggiare con abilità i comandi, a meno di non voler essere travolti dagli avversari. Anche perché gli altri esseri umani saranno in grado di imbastire strategie più complesse e di direzionare le truppe nella giusta combinazione, ovvero in modo che le unità di terra combattano con la fanteria, i soldati con i velivoli e i mezzi aerei con quelli terrestri, in una versione fantascientifica della morra cinese.

Interessante anche la modalità cooperativa: i due giocatori condivideranno le risorse e gli edifici della base, ma potranno controllare solo le truppe che decideranno di produrre e i poteri del leader che controllano. In questo modo dovranno coordinarsi per capire come muoversi sul campo di battaglia, ma anche per capire come ripartire le risorse.

Biltz, invece, potrebbe essere un’idea geniale. Ogni giocatore deve scegliere alcune unità componendo un mazzo virtuale attraverso le carte trovate all’interno di speciali pacchetti, da guadagnare attraverso le attività di gioco o da acquistare nel negozio. Una volta cominciato lo scontro un indicatore vi dirà quale carte potrete far comparire, dato che ognuna di esse avrà un costo in base alla loro forza.

Al momento sarà possibile sfidarsi in una sorta di Conquest, dove dovrete controllate dei punti focali al centro della mappa, ma anche in un’orda, dove dovrete resistere ad ondate di nemici.

Per quanto riguarda la storia, Halo Wars 2 torna a parlare della Spirit of Fire, una nave dell’UNSC che si è persa nello spazio. L’equipaggio è così fortunato da incrociare durante le sue peregrinazioni un nuovo temibile avversario, capace persino di tenere in scacco i Covenant. Come riuscirà una sola nave a fronteggiare una simile potenza? Lo scoprirete in una dozzina di missioni dal taglio piuttosto cinematografico e anche piuttosto varie.

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Una volta dovrete liberare i vostri compagni intrappolati, un’altra viaggiare attraverso dei portali fino ad arrivare al nemico, un’altra ancora dovrete resistere alle ondate di soldati che arriveranno da tutte le direzioni. Il gioco è divertente, ha mantenuto il taglio action e spettacolare del prequel, ma ha perso per strada un po’ di longevità, un buon numero di filmati, sostituiti da schermate statiche o altre realizzate con il motore del gioco, e il doppiaggio in italiano.

Rimane profondamente godibile, ma non riesce a fare il salto di qualità sperato rispetto al primo episodio. Online c’è molta più varietà, oltre che la volontà dello sviluppatore di pubblicare nuovi contenuti anche dopo il lancio, in modo da coltivare una community in grado di supportare Halo Wars 2 anche sul lungo periodo.

Tecnicamente il gioco è piacevole, più per via delle tantissime unità che è possibile muovere contemporaneamente che per una reale complessità poligonale. Xbox One riesce a gestire tutto piuttosto tranquillamente, peccato per qualche strano singhiozzo forse coincidente col salvataggio automatico, e qualche problema nell’audio.

Ottimo la colonna sonora, così come la recitazione, sfortunatamente solo in inglese.

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Nel complesso Halo Wars 2 mantiene le aspettative e si configura come un riuscito adattamento degli strategici in tempo reale su console. Se il single player finisce un po’ troppo velocemente, lo stesso non si può dire del comparto multigiocatore dove gli esperti potranno trovare pane per i loro denti. Gli altri potranno lanciarsi in Blitz, in modo da potersi concentrare solo sulla gestione delle truppe demandando la costruzione delle unità ad una meccanica da gioco di carte collezionabili.

Non sarà forse l’esclusiva capace di spostare gli equilibri del mercato o il gioco capace di settare nuovi record di vendite della serie di Halo, ma il lavoro di Creative Assembly merita di essere preso in considerazione, soprattutto da coloro alla ricerca di qualcosa di un po’ diverso dalla classica produzione presente su console.

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