Per i creatori di Final Fantasy VII, Nintendo non serbava loro rancore per il passaggio a Sony, però…

By Marcello Ruina, mercoledì, 11 gennaio 2017 17:22 GMT

Poteva esserci stato un astio “sottointeso”?

Final Fantasy VII 23-12 (4)

Final Fantasy VII, il GDR record d’incassi che ha contribuito alla diffusione di Playstation (e Squaresoft) nel mondo, in origine era previsto in esclusiva per Nintendo 64. Fino ad allora, infatti, tutti i vari capitoli di Final Fantasy erano rimasti confinati sulle console della grande N.

Collaborazione che fu interrotta quando Squaresoft constatò che la scelta di Nintendo di mantenere le cartucce come formato per la loro console, poneva seri limiti al gioco che volevano realizzare. Sony, con i loro dischi ottici, era una ben più valida alternativa e, infatti, Final Fantasy VII uscì proprio sulla loro console, su ben 3 dischi diversi, tanto per evidenziare la grandezza di quel progetto.

In un’intervista speciale apparsa su Polygon, dove i membri del team originale parlano di Final Fantasy VII e del suo sviluppo, sono state spese anche alcune parole sul quel che è successo quando Squaresoft ha dovuto annunciare a Nintendo la sua scelta di portare il settimo capitolo della saga su altri lidi.

Secondo Hironobu Sakaguchi, il creatore originale di Final Fantasy, la “rottura” è avvenuta senza rancore e con molta professionalità: “Quando abbiamo preso la nostra decisione, il presidente di Square, Masafumi Miyamoto, il nostro programmatore capo Ken Narita e io, siamo andati in un incontro con Yamauchi. C’è una vecchia usanza a Kyoto, dove una persona ti da il benvenuto offrendoti del tè, ma tu non dovresti berlo. È solo educazione offrirlo. Yamauchi ci ha accolto con un bento molto costoso e una birra, dandoci un benvenuto molto gentile e semplicemente ci ha dato una pacca sulla spalla dicendo “Vi auguro il meglio”. Nessun rancore o risentimento.

Ben diversi i racconti di Hiroshi Kawai, character programmer e Yoshiro Maruyama, vice presidente esecutivo di Square US, i quali sostengono che Sakaguchi stia solo cercando di “addolcire” il tutto.

Yoshihiro Maruyama: “Non penso che qualcuno a Nintendo ci abbia portato rancore, hanno detto “Oh, non ci serve (Final Fantasy VII)” Ecco cosa hanno detto. La loro filosofia è sempre stata che l’hardware Nintendo è per i loro giochi e se un publisher vuole pubblicare su quell’hardware “Ok, potete farlo” ma se non vi piave “Non vi vogliamo

Hiroshi Kawai: “Quello che ho sentito è che Nintendo ha detto “Se ci lasciate, non tornate mai più”.

Racconti decisamente contrastanti. Secondo voi come è andata esattamente? Nintendo può aver accolto serenamente l’abbandono di Squaresoft, oppure ci sono stati espressamente gli attriti, passivi o attivi, che Maruyama e Kawai descrivono? Ricordiamo, che il primo Final Fantasy ad approdare su una console Nintendo dopo questa “rottura” fu Final Fantasy Tactics Advance, rilasciato nel 2003, 6 anni dopo l’uscita di FF7.

Mentre pensiamo a cosa sia successo nel passato di Final Fantasy VII, nel suo futuro abbiamo un remake per PS4 annunciato, ma ancora privo di data d’uscita.

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