Gravity Rush 2 e l’importanza delle esclusive “minori” – Recensione

martedì, 10 gennaio 2017 09:00 GMT By Giuseppe Carrabba

Non si vive di soli Uncharted 4, Horizon: Zero Dawn e God of War, Sony lo sa bene, ed è proprio questa consapevolezza a costituire la vera forza del parco esclusive di PlayStation 4.

Gravity Rush 2

Gennaio 2017 vedrà l’uscita di tre esclusive, in un certo senso, minori se paragonate ai titoli su citati, ma questo “minori” non vuole significare di qualità inferiore.

Il primo tra questi è il seguito di Gravity Rush, una delle migliori esperienze disponibili su PlayStation Vita. Il gioco venne pensato per sfruttare tutte le caratteristiche della console portatile e riuscì a impressionare la stampa per la freschezza del suo concept. La domanda che sorge spontanea, dunque, é se Gravity Rush 2 riuscirà a perfezionare i punti di forza del primo capitolo e, al contempo, a rappresentare un’esperienza degna della console ammiraglia di Sony.

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Siamo “a bordo” del villaggio volante di Banga, nuova casa di Kat e Syd dopo che una violenta tempesta gravitazionale li ha separati dalla città di Hekseville e dai loro cari. La “regina della gravità” prova con tutte le sue forze a incominciare una nuova vita nell’attesa di poter riabbracciare Raven, ma la cosa è più difficile del previsto. La nostra protagonista è stata soccorsa da Lisa, capo villaggio e antenata di un’antica razza di guerrieri, che ci viene immediatamente proposta come un personaggio dal carattere duro e autoritario. Per assicurarsi un posto caldo per dormire, Kat è costretta a esplorare oscure rovine piene zeppe di minerali di valore e, cosa da non sottovalutare, senza l’aiuto del gatto anti gravità (anch’esso scomparso).

Gravity Rush 2 incomincia per davvero proprio quado Kat si riunisce con Dusty e, senza dilungarmi ulteriormente sul piano della trama -che si è rivelata più godibile di quanto immaginassi- passiamo subito ai motivi per i quali Gravity Rush 2 è il primo “centro” di questo 2017.

Il Dualshock 4. Gravity Rush 2 è il primo titolo a sfruttare degnamente le funzioni del controller di Sony, dal giroscopio, passando per il touch pad, fino ad arrivare al microfono. Tralasciando alcune sezioni in spazi ristretti nelle quali è arduo governare la telecamera, specie nella missione 12, questa esclusiva si gioca che è un piacere. Kat non vola ma, testuali parole, “cade verso il cielo”: il senso di verticalità del free roaming è encomiabile, ed è bellissimo fluttuare per i diversi quartieri delle due città volanti che compongono la mappa di gioco, ora grande 2 volte e mezzo quella del primo capitolo.

Parlando di Jirga Para Lhao, ogni quartiere, dal più povero fino alla sede dei malvagi membri del consiglio, è caratterizzato nei minimi particolari e possiede il proprio pezzo di colonna sonora. Lei Havina, il distretto dei ricchi, è pieno di gente con la puzza sotto al naso che guarda Kat e vede una serva dai poteri magici, al contrario, una volta discesi fino a Elgona, troverete ad attendervi miseria e sporcizia. Vi basti pensare che le fogne dei quartieri più ricchi scaricano tutto sui poveri abitanti di questo distretto, per realizzare che Gravity Rush 2 si sia concentrato molto sulla credibilità dei conflitti e dei dissapori che intercorrono tra le diverse classi sociali che popolano Jirga Para Lhao.

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Le missioni primarie del gioco sono 20 ma, badate bene, sono lunghe e ben strutturate. L’offerta ludica è ulteriormente impreziosita dalle decine e decine di missioni secondarie, ciascuna con la sua sottotrama, da missioni sfida che non annoiano mai, dall’incitamento all’esplorazione della mappa di gioco per poter trovare i preziosi cristalli necessari all’acquisto dei potenziamenti, e dalle possibilità di interazione con gli altri giocatori online, che spaziano dalla caccia al tesoro fino allo scattare fotografie del mondo di gioco per poi condividerle col mondo.

A proposito di fotografie, l’impianto grafico di questo Gravity Rush 2 è splendido e riesce a far avvicinare la qualità visiva del gioco alle migliori produzioni del cinema d’animazione giapponese. Di grande impatto anche le animazioni, la fisica degli oggetti in tempo reale e, ultime ma non per importanza, le nuove abilità di Kat. Mi riferisco alla gravità lunare e alla gravità gioviana, che si attivano (o disattivano) tramite un preciso scorrimento del dito sul touch pad. Nel primo caso diventerete leggeri come una piuma, e potrete effettuare enormi salti alla Alex Mercer di Prototype, mentre la gravità gioviana, in pratica, vi farà tornare come dopo il cenone di capodanno… sarete lentissimi, goffi, ma letali.

Degna di attenzione è anche la “Modalità Pantera”, che è la trasformazione più letale a disposizione di Kat, ma sfortunatamente è legata soltanto alle ultime missioni della storia. Tornerete a scontrarvi contro i temibili “Nevi”, ma è chiara l’intenzione degli sviluppatori di diversificare le tipologie dei nemici, ecco perchè avrete a che fare anche con vari eserciti, e dovrete sconfiggere boss di differente natura.

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In definitiva, Gravity Rush 2  è immune alla malattia della ripetitività e riesce a intrattenere e divertire senza tralasciare la narrazione. L’unica nota che stona è rappresentata dalle, fortunatamente poche, fasi stealth che appaiono decisamente superficiali e poco appropriate all’interno di un titolo del genere. Questo 2017 non poteva iniziare meglio per casa PlayStation, e ci auguriamo che le più di 30 ore necessarie a portare a termine il titolo di Japan Studio siano soltanto un gradito antipasto d’apertura per ciò che verrà.  Consigliatissimo a tutti gli amanti dei videogiochi non canonici, ai cercatori di piccole perle e, ovviamente, ai fan suo predecessore.

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