Battlefield 1 e la polemica con gli Alpini, per voi è giusto giocare sul Monte Grappa?

venerdì, 28 ottobre 2016 10:48 GMT By Alessandro Arndt Mucchi

L’Associazione Nazionale Alpini si è espressa duramente sulle missioni italiane di Battlefield 1, voi cosa ne pensate?

Avrete certamente seguito la polemica nata qualche giorno fa riguardo le missioni sul Monte Grappa in Battlefield 1. Il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero ha parlato di “modi devianti” utilizzati per raccontare il sacrificio di soldati italiani e austriaci sul Grappa, sottolineando che secondo lui “non è affatto il caso di trasformare un luogo sacro in un videogioco”.

A fargli da eco è arrivata anche la dichiarazione del consigliere regionale veneto Sergio Berlato (Fratelli d’Italia) che ha parlato di “un vero e proprio sacrilegio” e di una “mancanza di rispetto”.

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Il mondo dei videogiochi è stato quasi colto di sorpresa: sono decenni che combattiamo in Normandia, a Berlino a Stalingrado e in dozzine di altri teatri bellici importanti e dalla storia drammatica, quindi l’arrivo di Battlefield 1 e delle sue missioni sul Grappa sembrava un punto d’orgoglio per noi italiani, più che un’offesa.

La presa di posizione di Favero e Berlato, così a prima vista, non sembra informata. Se avete giocato a Battlefield 1 sapete che tutto il gioco (multiplayer compreso) è costruito tenendo bene a mente il dramma che hanno vissuto i tantissimi soldati di ogni parte durante il primo conflitto mondiale.

È stata una guerra durissima, con gas asfissianti a impregnare trincee fangose dove giovani da tutta Europa (e non solo) erano considerati carne da macello. Questo, in Battlefield 1, si vede bene. Anche sul Monte Grappa. La storia che anima le missioni italiane è proprio basata sulla perdita di una persona cara, sullo stare lontani da casa immersi in un inferno in terra, e quindi suona strano lo sdegno di persone che parlano come se si andasse a dissacrare senza rispetto il sacrificio di chi ha perso la vita in nome del suo paese.

Noi crediamo che, anzi, la presenza del teatro italiano in Battlefield 1 sia occasione per far conoscere al mondo il valore dei nostri Arditi, spiegare ai giocatori di tutto il mondo cosa è successo sul Monte Grappa e ricordare a chi per sua fortuna è lontano dai teatri di guerra quanto questa porti dolore a tutte le parti coinvolte.

Ora diteci voi cosa ne pensate: è lecito ambientare un videogioco in un teatro bellico come quello delle montagne italiane, o secondo voi ci sono delle ambientazioni sacre che non possono essere toccate?

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